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La supply chain degli organizzatori fieristici

Informazioni tesi

  Autore: Paolo Recca
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze dell’Organizzazione
  Relatore: Federico Toth
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 71

Per molti operatori, manager e in genere per chi lavora in azienda non è ancora molto chiaro che il concetto di Supply Chain Management è un modello di business che comporta un’integrazione interaziendale in cui fornitore e committente realizzano congiuntamente processi, prodotti e servizi avendo come punto di riferimento e obiettivo finalizzante il cliente. Ancora oggi si analizza la Supply Chain in modo parziale, considerandola in alcuni casi come la gestione di materiali all’interno delle singole organizzazioni, in altri come la gestione della logistica in entrata o in uscita, in altri ancora come un sistema per fare “solo” efficienza interna o abbattere i costi, ma perdendo di vista il cliente. Questi approcci limitati e limitanti impediscono di cogliere le opportunità e/o di fronteggiare le minacce di un mercato sempre più dinamico a cui si po’ rispondere solamente con un approccio integrato che deve basarsi su scelte organizzative che tagliano trasversalmente l’intera struttura organizzativa coinvolgendo oltre alle funzioni come gli acquisti, le vendite, la logistica, anche le risorse umane, i sistemi informativi e di diffusione della conoscenza, le funzioni di controllo, il marketing.
Negli ultimi cinquanta anni l’attività delle imprese si è sviluppata notevolmente, a partire da quando l’azienda era un sistema chiuso che produceva per il mercato, a quando è diventata un sistema di interdipendenze a livello locale nella metà degli anni ottanta tramite il ricorso a forme di sub-fornitura, fino ai giorni nostri dove l’impresa è un network interdipendente, flessibile e globale, quello che Porter ha definito “floating factory”(Ufficio Acquisti N° 11/2006, 21). Nel concetto di “anello fluttuante” ogni modulo, della supply chain, può essere sostituito da altri più innovativi e competitivi quando si presenta l’opportunità o la necessità
Alla luce di tutto ciò emerge l’esigenza di analizzare la Supply Chain in maniera più completa e organica e di studiarla, è lo scopo di questo lavoro, sotto diverse angolazioni che consentano di valutare l’impatto sull’organizzazione, sui principali attori coinvolti , sul cliente, sulle nuove abilità e competenze richieste. Nella prima parte tratteremo l’argomento in generale, mentre nella seconda adatteremo i concetti introdotti alle organizzazioni fieristiche.

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La Supply Chain delle Organizzazioni Fieristiche 7 PREMESSA Per molti operatori, manager e in genere per chi lavora in azienda non è ancora molto chiaro che il concetto di Supply Chain Management è un modello di business che comporta un’integrazione interaziendale in cui fornitore e committente realizzano congiuntamente processi, prodotti e servizi avendo come punto di riferimento e obiettivo finalizzante il cliente. Ancora oggi si analizza la Supply Chain in modo parziale, considerandola in alcuni casi come la gestione di materiali all’interno delle singole organizzazioni, in altri come la gestione della logistica in entrata o in uscita, in altri ancora come un sistema per fare “solo” efficienza interna o abbattere i costi, ma perdendo di vista il cliente. Questi approcci limitati e limitanti impediscono di cogliere le opportunità e/o di fronteggiare le minacce di un mercato sempre più dinamico a cui si po’ rispondere solamente con un approccio integrato che deve basarsi su scelte organizzative che tagliano trasversalmente l’intera struttura organizzativa coinvolgendo oltre alle funzioni come gli acquisti, le vendite, la logistica, anche le risorse umane, i sistemi informativi e di diffusione della conoscenza, le funzioni di controllo, il marketing. Negli ultimi cinquanta anni l’attività delle imprese si è sviluppata notevolmente, a partire da quando l’azienda era un sistema chiuso che produceva per il mercato, a quando è diventata un sistema di interdipendenze a livello locale nella metà degli anni ottanta tramite il ricorso a forme di sub-fornitura, fino ai giorni nostri dove l’impresa è un network interdipendente, flessibile e globale, quello che Porter ha definito “floating factory”(Ufficio Acquisti N° 11/2006, 21). Nel concetto di “anello fluttuante” ogni modulo, della supply chain, può essere sostituito da altri più innovativi e competitivi quando si presenta l’opportunità o la necessità Alla luce di tutto ciò emerge l’esigenza di analizzare la Supply Chain in maniera più completa e organica e di studiarla, è lo scopo di questo lavoro, sotto diverse angolazioni che consentano di valutare l’impatto sull’organizzazione, sui principali attori coinvolti , sul cliente, sulle nuove abilità e competenze richieste. Nella prima parte tratteremo l’argomento in generale, mentre nella seconda adatteremo i concetti introdotti alle organizzazioni fieristiche.

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