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Il problema del reimpiego e delle fasi costruttive nella cattedrale di San Sabino in Canosa di Puglia: il contributo delle analisi minero-petrografiche

Questo lavoro di tesi parte dall’analisi storica e stilistica dell’impianto costruttivo della cattedrale di San Sabino in Canosa di Puglia, con particolare attenzione nei confronti dell’impianto medievale. La datazione della struttura originaria non è mai stata definita con precisione dagli storici a causa di diversi rimaneggiamenti avve-nuti nel tempo; per questo motivo, lo studio delle fasi costruttive e della pratica del reimpiego ha posto come obiettivo quello di esaminare e relazionare alcuni dei ma-teriali da costruzione, di reimpiego e di neoproduzione, prelevati sia da elementi di sostegno della chiesa che dal pozzetto reliquiario della cripta.
I materiali campionati, quali marmi, malte e un laterizio, sono stati analizzati me-diante tecniche d’indagine minero - petrografica: riconoscimento macroscopico dei campioni, microscopia ottica (MO), diffrazione di raggi X (DRX), fluorescenza di raggi X (FRX) e indagine attraverso microscopia elettronica a scansione (SEM) per ottenere informazioni microstrutturali e composizionali (EDS).
Lo studio dei marmi, basato sulle differenze tessiturali e sull’analisi delle patine superficiali, ha dunque permesso di ipotizzare una contemporaneità di messa in opera per i capitelli di epoca medievale e il pozzetto reliquiario della cripta, distinguendo il marmo di cui sono composti da quello dei capitelli di reimpiego. Anche l’analisi delle malte ha apportato utili informazioni per una datazione relativa dell’impianto, data l’analogia di composizione tra la malta di uno dei pilastri della cattedrale e la malta di allettamento del pozzetto reliquiario, in cui è stato riconosciuto un medesimo uso di aggregato sabbioso di origine alluvionale. Queste sono state, invece, distinte dalla malta di rivestimento presente su una colonna di reimpiego e da quelle di epoca romana rinvenute sotto il pavimento marmoreo della cripta. Infine, il laterizio analizzato è stato prodotto utilizzando argilla alluvionale, supportando ulteriormente l’ipotesi dell’uso di locali deposti del Fiume Ofanto in epoca medievale.

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5 INTRODUZIONE Il presente lavoro di tesi nasce dall’esigenza di tentare di dare risposte a domande sorte durante i recenti lavori di restauro che hanno interessato la Cattedrale di San Sabino in Canosa di Puglia. E’ noto come la città canosina sia sito di importanti e antiche vicende storiche; dal neolitico all’insediamento romano, dalle invasioni longobarde alla rinascita norman- na, Canosa risulta essere luogo di grande interesse storico-artistico. Al cen- tro dell’abitato cittadino, quasi nascosta e parzialmente soffocata dal più re- cente impianto urbano, sorge la Cattedrale dedicata al più importante ve- scovo della storia canosina: la Cattedrale di San Sabino. L’edificio risulta es- sere totalmente rimaneggiato rispetto all’impianto originario e racchiude in se numerose stratificazioni corrispondenti, in maniera più o meno chiara, al- le vicende della città. In particolare, questo lavoro si pone l’obiettivo di fornire ulteriori informa- zioni di carattere scientifico-tecnologico sui materiali di reimpiego e con- temporanei alla fase costruttiva dell’impianto di epoca altomedievale. Que- sta struttura, infatti, ha sempre presentato significativi problemi, dal punto di vista di una sua precisa collocazione cronologica, in quanto pochi - o qua- si nulli - sono i documenti su cui poter basare una datazione storica. A quale secolo appartiene l’originario impianto basilicale? La struttura oggi visibile corrisponde a una nuova costruzione o a una ristrutturazione di una costru- zione già esistente? Che relazione c’è tra i materiali di reimpiego e quelli di epoca medievale? La fase costruttiva dell’impianto basilicale è contempora- nea alla deposizione delle ossa di San Sabino nel pozzetto reliquiario pre- sente all’ingresso della cripta? A quale periodo risale il rattoppo che colma

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Irene Magnisi Contatta »

Composta da 193 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 846 click dal 16/03/2009.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.