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Brigate Rosse, partito comunista combattente

Sono passati più di venti anni da quegli eventi, ma nella pur breve storia della repubblica italiana permane - indelebile quanto sconcertante - una macchia: il rapimento di Aldo Moro, punto più alto di efficacia delle Brigate rosse e, contemporaneamente, punto di minor efficienza dello stato italiano. Nel rileggere l'intera storia delle Br ci si accorge però che i pezzi del mosaico sono ancora lungi dall'essere al loro posto.
Il lavoro ha cercato dunque di integrare i risultati degli ultimi studi fatti in materia mettendo in evidenza, all'interno della folle epopea brigatista, i lati oscuri, tutti quei punti ove degli interventi ''esterni'' - mirati in un preciso senso - appaiono se non proprio evidenti almeno fortemente sospettabili. E cucendo la tela ci si rende conto che proprio durante il rapimento Moro le coincidenze particolari, i fatti troppo strani per essere casuali raggiungono un loro incredibile apice, talmente incredibile da far balenare spontanea una domanda: lo stato italiano - o parte di esso - si adoperò affinché le cose portassero ad un epilogo drammatico? Questa la domanda cui si è cercato di dare risposta.

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Premessa Questa tesi intende affrontare in modo più analitico possibile il periodo dei così detti "Anni di Piombo", il tutto puntando l'indice sulla più forte formazione terroristica della storia repubblicana: le Brigate Rosse, fino alla tragica fine del rapimento di Aldo Moro. Prima di affrontare l’argomento in questione mi sia consentito fare una premessa un po’ particolare. Di fatto questa tesi cerca di avvalorare una determinata tesi, fare ciò dovrebbe voler dire arrivare a dimostrare un’ipotesi di partenza facendo ricorso - all’interno di un percorso induttivo - a precise documentazioni, a delle prove certe. Ebbene, nel caso specifico ci si imbatte, fatte salve alcune eccezioni, in un incredibile numero di indizi, di segnali tenui seppur verosimili e perfino logici, un vero labirinto di deduzioni consequenziali, ma di prove documentate e/o documentabili -per ora- se ne trovano poche, troppo poche per poter dimostrare qualcosa con un’approssimazione accettabile, per poter definire "storici" questi avvenimenti. Se ci trovassimo in una sede giudiziaria potrei affermare di essere stato giudice in un processo indiziario, uno di quei procedimenti ove però il colpevole è lungi dall’essere individuato con sicurezza. La narrazione muove materialmente in una precisa direzione, quella di porre in evidenza, all’interno della folle epopea brigatista, i lati oscuri, i punti ove degli interventi "esterni" - mirati in un preciso senso - appaiono se non proprio evidenti almeno fortemente sospettabili, sebbene abbia maturato il personale convincimento [

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Roberto Bartali Contatta »

Composta da 266 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 18054 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 13 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.