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Processi di scolarizzazione: un percorso zingaro. Etnografia in una comunità di Rom rumeni a Roma.

l'obiettivo della mia tesi è stato quello di comprendere e spiegare il processo di scolarizzazione così come viene condotto all'interno di una comunità di rom rumeni in cui ho svolto ricerca. Ho circoscritto la ricerca ad uno specifico insediamento sito a Roma in via Luigi Candoni, zona Magliana vecchia, all'estrema periferia ovest della città. Dopo aver evidenziato gli aspetti metodologici e il percorso che mi ha portato a conoscere la comunità in cui si è svolta la ricerca, affronto il tema della scolarizzazione degli zingari “dal di dentro”, seguendo cioè, attraverso un taglio etnografico, la storia dei rom rumeni residenti al campo, il processo migratorio che li ha condotti all'interno di esso e le strategie familiari messe in atto nei confronti dell'istituzione scolastica, tenendo presente la teoria ecologico-culturale sul rendimento scolastico delle minoranze di John U.Ogbu secondo cui,la dimensione storica, le modalità di riconoscimento e inserimento dei vari gruppi nella cultura dominante, ha un peso fondamentale nel definire l'esperienza scolastica e ciò dipende dal tipo di minoranza a cui si appartiene: autonoma, volontaria o involontaria. In altre parole, per comprendere pienamente la loro epistemologia sulla scuola e cioè i comportamenti, le decisioni e i progetti scolastici degli studenti e delle loro famiglie, è necessario prima comprendere i loro quadri di riferimento, i modelli culturali sulla scuola e le strategie educative della comunità. Ho cercato di delineare quali siano i quadri di riferimento culturali di questo specifico gruppo rom e successivamente indago sul modo in cui l'esperienza scolastica viene riferita dagli abitanti al campo. Dopo aver cercato di cogliere il punto di vista degli abitanti sulla scuola, nell'ultima parte della tesi si tratta di cogliere il punto di vista dei ragazzi a scuola, facendo emergere dai loro racconti quegli elementi che permettono di individuare nell'ambiente scolastico spazi di socialità e di vita culturale della comunità. Praticamente, a partire dalla descrizione della comunità, si vedrà come l'organizzazione sociale più ampia che caratterizza la maggior parte dei gruppi zingari, influisce nell'inquadrare l'orientamento culturale che assumono le interazioni e il processo di socializzazione dei ragazzi a scuola. L'accento, infatti, viene posto sulle loro capacità, in quanto attori sociali competenti, di reagire e interagire nelle situazioni in cui vengono a trovarsi nell'ambiente scolastico.

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1.5 INTRODUZIONE “ Meraviglia! Stranieri dalla terra d'Egitto”(De Vaux De Foletier, 1978), è la reazione all'arrivo nel 1421 di una carovana di Rom nella provincia francese di Arras, a cui segue una descrizione del loro aspetto: la pelle scura, la barba folta, i lunghi capelli e le coloratissime vesti delle donne, i bambini lasciati liberi nell'accampamento. Alterità interna, la cui stranezza esteriore viene subito presa a motivo per le reazioni violente e i continui bandi di allontanamento, vere e proprie cacciate, dalle città in cui si trovavano a passare, i Rom hanno attraversato il processo di formazione dell'Europa moderna come sistema di stati- nazione fondati sul controllo del territorio, assumendo all'interno della società una particolare posizione. Piasere, ha scoperto che esiste un autore della letteratura italiana, il Boiardo, che attraverso la figura di un personaggio letterario ha allegoricamente messo a fuoco questa particolare posizione degli Zingari. La figura di Brunello dell' Orlando Innamorato, segnala Piasere, era pensato dall'autore come uno zingaro che faceva della sua invisibilità una risorsa, viene presentato come un dissacratore dell'ordine del tempo e delle sue gerarchie sociali che usa a suo vantaggio solo quando gli conviene, un critico culturale che fa dell'ironia una risorsa fondamentale. Ampliando la descrizione agli zingari in generale, lui dice che questi ultimi sono sempre stati dei critici culturali, con caratteristiche dissacranti, la cui critica si è rivolta sempre e soprattutto a quello che loro chiamano i gagè ovvero i non zingari. Hanno sempre cercato di dimostrare che quello che faceva la società dei gagè non erano cose naturali ma costruzioni culturali ed è per questo che sono stati sempre perseguitati. A questo punto si chiede: come instancabili critici culturali, gli zingari hanno una loro “antropologia dell'istruzione concettualizzata”? In seguito a due risoluzioni del Marzo e del Maggio 1984 ad opera del Parlamento Europeo sull'istruzione dei figli dei senza fisso domicilio e sulla situazione generale degli Zingari nella Comunità, la Commissione delle Comunità Europee richiede al Centre de Recherches Tsiganes di Paris uno studio 3

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Dori Damato Contatta »

Composta da 239 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.