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I tumori genitourinari: il disagio psicologico e i bisogni del paziente

Ad oggi, uno dei tumori più temuti è ancora lui, quello della prostata, e non solo per la patologia in sé, quanto per le potenziali conseguenze negative, come l’impotenza sessuale, che possono derivare dalle sue terapie. Il cancro della prostata, dopo quello del polmone, rappresenta la seconda causa di morte maschile. Tutto questo significa che in Italia il 7% della popolazione fra i 50 e 75 anni viene colpito dalla neoplasia e di questi il 3% muore.
La prostatectomia radicale rappresenta la terapia più efficace del carcinoma prostatico localizzato; inoltre, per i tumori in stadio precoce e per i soggetti relativamente giovani è la metodica più sicura e quella che fornisce i migliori risultati a lungo termine. La prostatectomia radicale è un intervento noto da molto tempo, ma che soltanto negli ultimi 10-15 anni è divenuto molto popolare, tanto che in molti Servizi di Urologia è tra gli interventi più frequenti. E’ un intervento complesso, che deve soddisfare al meglio due obiettivi: eradicare il tumore con sufficiente margine di sicurezza e garantire una buona qualità di vita. Poiché la prostata è implicata in due importantissime funzioni che riguardano la continenza delle urine e la potenza sessuale, la compromissione di una o entrambe queste funzioni può incidere sulla qualità di vita dei pazienti sottoposti a questo tipo di intervento.
Per aiutare il paziente nella difficile scelta del trattamento più efficace dal punto di vista della salvaguardardia della salute, ma che rispetti allo stesso tempo le esigenze personali da un punto di vista della qualità di vita, la comunicazione tra medico e paziente assume un ruolo fondamentale.
L’approccio psico-oncologico integrato (API) è teso alla considerazione del disagio psichico dei pazienti con una modalità di intervento che promuove la collaborazione di tutti i ruoli sanitari, poiché integrata nella quotidianità e nella globalità degli altri interventi convenzionali (clinici ed assistenziali).

L’integrazione tra cultura medica e psicologica è ancora poco considerata ed ha raggiunto livelli diversi in relazione ai diversi contesti ospedalieri. L’API consiste in un intervento psicoeducazionale e si caratterizza come un approccio che coniuga l’intervento strettamente educativo, consistente nel dare informazioni, con il sostegno psicologico che ha la funzione di supportare il paziente nell’elaborazione affettiva e cognitiva delle dinamiche emozionali relative alla malattia.

Il primo capitolo descrive le principali patologie oncologiche a carico della prostata, della vescica, dei reni e i relativi trattamenti.

Nel secondo capitolo sono descritte le principali (possibili) conseguenze dei trattamenti e le loro implicazioni a livello psicologico.
Segue una breve esposizione degli interventi psicologici secondo l’approccio cognitivo-comportamentale.

Nel terzo capitolo vengono presentati i risultati del questionario relativo ai bisogni dei pazienti ospedalizzati (NEQ), somministrato in collaborazione con un infermiere professionale del reparto. Sulla base di questi risultati viene approfondita la tematica della comunicazione tra medico e paziente.

Infine, nel quarto capitolo vengono presentati due “progetti” di sostegno psicologico a favore dei pazienti e dei loro famigliari.

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3 Presentazione Questo lavoro nasce dall’esperienza di tirocinio svolta presso il reparto di Urologia dell’Ospedale di Rivoli. Il mio operato, in qualità di psicologa, in accordo con il Primario e l’quipe dei medici, si è svolto all’interno di due ambiti: l’ambulatorio e (principalmente) il reparto. Presso l’ambulatorio ho svolto un’attività di affiancamento del medico nelle prime visite: l’obiettivo è stato l’offerta di uno spazio psicologico al paziente che affronta la comunicazione di diagnosi di cancro e di un supporto alle strategie per affrontare la situazione che si presenta. Le implicazioni psicologiche del paziente oncologico sono notevoli e riguardano tutto il ciclo della malattia, dalla comparsa dei primi sintomi, alla diagnosi, alle cure mediche. Le principali reazioni emotive provocano nei pazienti: ¾ profondo senso di paura e stress ¾ vissuto di sconvolgimento del progetto esistenziale con la perdita della proiezione nel futuro ¾ caduta della propria immagine ¾ spiacevole alterazione del vissuto corporeo ¾ angoscia di disgregazione ¾ modificazioni imposte dello stile di vite ¾ perdita del ruolo famigliare ¾ riduzione delle capacità lavorative ¾ dubbi sulla capacità di mantenere un ruolo attivo nei legami affettivi e sessuali ¾ senso di perdita del gruppo di appartenenza sociale ¾ senso di frustrazione e depressione più o meno profonda per il senso di perdita ¾ ostilità e aggressività verso l’ambiente circostante ¾ sensori colpa, invidia, ingiustizia ¾ senso di impotenza

Tesi di Master

Autore: Piera Rosso Contatta »

Composta da 127 pagine.

 

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