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La funzione della pena nella giurisprudenza della corte costituzionale

Informazioni tesi

  Autore: Valter Marchetti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Emilio prof. Dolcini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 415

Considerare la funzione della pena, nella giurisprudenza della Corte costituzionale, significa osservare le motivazioni in diritto , le idee di fondo che stanno alla base di una decisione del giudice costituzionale in
merito ad una determinata sanzione penale, in ordine allo scopo, nel senso di fine – primo ed ultimo – della pena stessa, di quella determinata pena che, in un preciso contesto, viene applicata ad un determinato condannato.
Nel lavoro che segue, nel tentativo di “razionalizzare” il vasto lavoro di ricerca – e di analisi - delle sentenze, ho cercato di esporre questo “filo rosso” della giurisprudenza costituzionale, in merito alle decisioni inerenti al fine della pena, attraverso tre aree principali:

- l’area oggettiva della pena, dove ho preso in considerazione quelle sentenze della Corte costituzionale che, trattando vari istituti di diritto penale sostanziale in ordine alla pena, hanno espresso delle decisioni correlate appunto allo scopo della sanzione penale;
- l’area soggettiva della pena, riguardante, in particolare, fattispecie relative all’imputabilità, allo stato di ubriachezza, alla condizione di condannato minorenne - sempre in rapporto alla funzione della pena - ed una parte speciale dedicata alla disciplina penale militare in merito alla funzione della sanzione penale militare;
- l’area della comminatoria edittale e della commisurazione della sanzione penale, quindi della discrezionalità del giudice, di fronte al fatto di reato ed al condannato che lo ha commesso, in rapporto allo scopo della pena da applicare in merito a questi ultimi.
Infine, ho dedicato uno spazio relativo a decisioni della Corte costituzionale inerenti singole fattispecie di reato, C.D. “casi particolari” in cui il giudice costituzionale ha argomentato in merito al tema dei fini della sanzione penale, in rapporto a determinati illeciti disciplinati dal codice penale.
Le sentenze costituzionali, sono state da me analizzate in ordine cronologico, dagli anni sessanta fino ad arrivare ai giorni nostri.
Non sempre mi è stato possibile “collegare” tra loro le suddette decisioni, in quanto, nella maggior parte dei casi, le argomentazioni della Corte erano rivolte a contenuti ed istituti diversi, non facilmente correlativi.
Dopo un esame analitico di ogni singola sentenza inerente al tema dei fini della pena, ho cercato di definire, nelle conclusioni di tesi, un quadro d’insieme di questo stesso tema, individuando quattro punti-chiave attraverso i quali è possibile ricostruire il pensiero – la posizione – del giudice costituzionale di fronte al fine -fini della sanzione penale.
Questi punti -chiave li ho identificati nella teoria polifunzionale della pena, nel fine primario della rieducazione, nell’adesione – della Corte – alla priorità di fini diversi da quello rieducativo ed, infine, nella posizione di mero rinvio – sempre del giudice costituzionale – alla discrezionalità del legislatore, in tema di fini della pena appunto.
Rileggendo più volte il lavoro svolto, ho maturato l’idea di quanto sia complesso e forse presuntuoso arrivare a definire un quadro di sintesi del pensiero della Corte costituzionale in tema di scopo della sanzione penale.
La materia della funzione della pena è trattata da decenni dalla dottrina e da diversi studiosi di politica criminale – penale; nella ricerca delle sentenze costituzionali, mi sono avvalso anche di questa dottrina e di opere di studiosi della pena e della sua funzione in particolare.
Se in dottrina esistono più filoni schierati da una parte o dall’altra in merito a quelli che devono essere gli scopi della pena, non di meno accade nella giurisprudenza costituzionale, dove non esiste una precisa ed univoca posizione in ordine alla funzione della sanzione penale.
L’auspicio è che questo mio modesto lavoro di tesi, possa contribuire ad interrogarsi insieme – ancora una volta – sul perché della pena, sui fini della sanzione penale, affinché vi sia un intento d’unione di forze e di idee dei massimi esponenti del sistema penale, a partire dal legislatore, alla luce degli importanti contributi della dottrina penalistica, fino ad arrivare a considerare le indicazioni della giurisprudenza costituzionale, appunto, in tema di scopi della pena.

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La funzione della pena nella giurisprudenza della Corte costituzionale 7 Introduzione Considerare la funzione della pena, nella giurisprudenza della Corte costituzionale, significa osservare le motivazioni in diritto , le idee di fondo che stanno alla base di una decisione del giudice costituzionale in merito ad una determinata sanzione penale, in ordine allo scopo, nel senso di fine – primo ed ultimo – della pena stessa, di quella determinata pena che, in un preciso contesto, viene applicata ad un determinato condannato. Nel lavoro che segue, nel tentativo di “razionalizzare” il vasto lavoro di ricerca – e di analisi - delle sentenze, ho cercato di esporre questo “filo rosso” della giurisprudenza costituzionale, in merito alle decisioni inerenti al fine della pena, attraverso tre aree principali: - l’area oggettiva della pena, dove ho preso in considerazione quelle sentenze della Corte costituzionale che, trattando vari istituti di diritto penale sostanziale in ordine alla pena, hanno espresso delle decisioni correlate appunto allo scopo della sanzione penale; - l’area soggettiva della pena, riguardante, in particolare, fattispecie relative all’imputabilità, allo stato di ubriachezza, alla condizione di condannato minorenne - sempre in rapporto alla funzione della pena - ed una parte speciale dedicata alla disciplina penale militare in merito alla funzione della sanzione penale militare; - l’area della comminatoria edittale e della commisurazione della sanzione penale, quindi della discrezionalità del giudice, di fronte al fatto di reato ed al condannato che lo ha commesso, in rapporto allo scopo della pena da applicare in merito a questi ultimi. Infine, ho dedicato uno spazio relativo a decisioni della Corte costituzionale inerenti singole fattispecie di reato, C.D. “casi particolari” in cui il giudice costituzionale ha argomentato in merito al tema dei fini della sanzione penale, in rapporto a determinati illeciti disciplinati dal codice penale. Le sentenze costituzionali, sono state da me analizzate in ordine cronologico, dagli anni sessanta fino ad arrivare ai giorni nostri.

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