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I movimenti anticamorra negli anni '80

La Tesi di Laurea, I movimenti anticamorra negli anni ’80, affronta il problema della malavita organizzata in Campania dal punto di vista di chi l’ha combattuta e continua tutt’ora a combatterla. Il lavoro è diviso in tre capitoli. Il primo tratta la storia del fenomeno camorristico dalle sue origini, oltre un secolo fa, ai giorni nostri, soffermandosi sul concetto “camorra”, slittandolo attraverso tutti gli avvenimenti salienti che hanno caratterizzato la storia del nostro Paese. Uno sguardo più attento viene fornito agli anni ’80, il decennio nel quale questo fenomeno, attraverso varie figure, come quelle di Raffaele Cutolo, Enzo Casillo, Antonio Bardellino e tanti altri, raggiunge l’apice del suo potere con il traffico di stupefacenti, il contrabbando di armi e gli affari nel campo dell’edilizia soprattutto dopo il terremoto del 1980.
Il secondo capitolo, invece, entra nel nocciolo della questione, cioè tratta del Movimento anticamorra, nato appunto negli anni ’80. Diviso in quattro paragrafi, la reazione viene affrontata attraverso il lavoro dei sindacati e dei Movimenti studenteschi, i quali in quegli anni, con manifestazioni e assemblee, saranno capaci di mobilitare intere schiere di cittadini per un “no” compatto agli affari della camorra; attraverso l’impegno costante di buona parte della Chiesa, soprattutto grazie alla figura del vescovo di Acerra, mons. Antonio Riboldi ed infine, con il lavoro mediatico degli intellettuali e degli artisti campani, che in quegli anni tratteranno il problema usando la loro immagine al fine di sensibilizzare le masse, vittime inermi della violenza della camorra.
La Tesi si conclude con un terzo capitolo, che tratta degli anni ’90, dei nuovi assetti e del nuovo volto della criminalità organizzata campana, con l’ascesa di nuovi personaggi, come Carmine Alfieri e Pasquale Galasso e, in concomitanza, dell’ evoluzione del Movimento, che, rispetto al decennio precedente, assume aspetti più sociali, superando la sola mobilitazione di piazza.
Il lavoro è corredato da tre interviste: una a Lucia Torre, vedova del sindaco democristiano di Pagani, Marcello Torre, assassinato dalla camorra nel dicembre 1980; la seconda al vescovo emerito di Acerra, mons. Antonio Riboldi, figura chiave della lotta alla camorra e l’ultima all’avv. Antonio Parisi, presidente dell’ “Associazione studenti napoletani contro la camorra” dal 1990 al 1993.

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5 CAPITOLO 1 STORIA DELLA CAMORRA 1. Cos’è la camorra. Sembra che la parola Camorra derivi da “capo della morra”, dall’individuo che regolava lo svolgimento del tipico gioco di strada affinché non degenerasse in rissa 1 . Paolo Ricci ne “Le origini della camorra” (ed. Sintesi, 1989), invece, afferma che questo termine si trova spesso citato nelle antiche commedie in dialetto napoletano, ad indicare una specie di abito o giacca cortissima. In una comunicazione del 27 settembre 1573 si legge: «A nostra notizia è pervenuto che dentro le carceri della Gran Corte della vicaria si fanno molte estorsioni dai carcerati, creandosi l’un l’altro priori in dette carceri, facendosi pagare l’olio per le lampade e facendosi dare altri illeciti pagamenti, facendo essi da padroni in dette carceri» 2 . Secondo Luca Torre, autore del saggio “Usi e costumi dei camorristi. Storia di ieri e di oggi”, l’organizzazione camorrista nasce dalla Confraternita della Guardugna (confraternita della rapina) esistente in Spagna già dal 1417: «una sorta di società segreta composta da 1 C. Lucarelli, Storia della camorra, Blu notte, 07/11/2004. 2 A. De Blasio, Usi e costumi dei camorristi. Storia di ieri e di oggi, a cura di L. Torre, Napoletanina tascabile, Napoli, 1993, p. VI.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Edoardo Maria Frigenti Contatta »

Composta da 151 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.