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Le politiche economiche della seconda legislatura (1953-1958)

Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Panizzari
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze storiche
  Relatore: Germano Maifreda
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 71

Questo lavoro affronta il tema dello sviluppo della politica economica italiana nel periodo della seconda legislatura (1953-1958).
L’idea di analizzare questo periodo è scaturita nel corso del ciclo di studi da due constatazioni: la prima è l’apparente progressiva dipendenza del sistema italiano dalle scelte estere, già nel corso dell’età moderna e poi nell’età contemporanea; la seconda riguarda il periodo noto come boom economico, dettagliatamente analizzato e sezionato ma che una volta concluso il suo ciclo propulsivo è diventato impossibile riprodurre, anche accettando saggi di crescita inferiori. Mi è sorto quindi il desiderio di comprendere quali siano state le basi sulle quali si è attuato questo sviluppo economico, e di capire se queste basi esistono realmente come costruzione volontaria ed organizzata di una classe politica e dirigente o siano solo il frutto di una situazione internazionale alla quale l’Italia non poteva fare a meno di accodarsi.
Il periodo 1953-58 ha anche altri aspetti di particolare interesse. Il piano Marshall per la ricostruzione si è completato nel 1952 e l’Italia l’ha utilizzato per avvicinare la sua economia preindustriale, quale era prima della seconda guerra mondiale, a quella dei più industrializzati vicini europei . Le elezioni del 1953, con il mancato raggiungimento del quorum previsto dalla cosiddetta Legge truffa , determinano la fine del centrismo e lo sviluppo del cosiddetto governo al margine proprio nel momento in cui sarebbe invece stata necessaria una guida salda del Paese; inizia così un periodo di transizione, ben evidenziato dai sei governi che si alternano nella legislatura.
La ricerca per la stesura di questo lavoro è consistita in un’attenta analisi delle leggi, recuperate presso banche dati on line ed attraverso la consultazione delle raccolte delle Lex, e delle Raccolte di leggi e decreti della repubblica italiana; i riferimenti di entrambe queste ultime sono inseriti in bibliografia.
Ultimo tema, non meno importante dei precedenti, nel periodo che si va ad analizzare maturano i primi tentativi di programmazione economica, ma la molteplicità degli obiettivi prefissati (stabilità monetaria, industrializzazione, sviluppo del meridione...) necessita di strumenti (restrizione del credito, investimenti pubblici, riforma agraria...) che influenzano contemporaneamente, spesso in maniera contraddittoria, ben più di un obiettivo; questo fa si che non esistano in generale problemi di politica separabili gli uni dagli altri. Ho scelto quindi di adeguarmi alla suddivisione per aree di competenza indicate dalle leggi stesse, stabilendo arbitrariamente alcuni accorpamenti e la seguente sequenza d’analisi: moneta e fisco, industria e artigianato, mezzogiorno ed aree depresse, lavori pubblici e trasporti, energia, commercio estero, famiglia; manca la classificazione “Politica economica e privatizzazioni”, perché le leggi che nella ricerca risultano classificate sotto questa voce si presentano come provvedimenti volti ad aumentare la produttività o gestire e garantire finanziamenti ed agevolazioni statali, ma in realtà si traducono quasi esclusivamente in agevolazioni per lo sviluppo dell’edilizia pubblica; sono stati quindi inseriti nel capitolo inerente i lavori pubblici.

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2 Introduzione Questo lavoro affronta il tema dello sviluppo della politica economica italiana nel periodo della seconda legislatura (1953-1958). L’idea di analizzare questo periodo è scaturita nel corso del ciclo di studi da due constatazioni: la prima è l’apparente progressiva dipendenza del sistema italiano dalle scelte estere, già nel corso dell’età moderna e poi nell’età contemporanea; la seconda riguarda il periodo noto come boom economico, dettagliatamente analizzato e sezionato ma che una volta concluso il suo ciclo propulsivo è diventato impossibile riprodurre, anche accettando saggi di crescita inferiori. Mi è sorto quindi il desiderio di comprendere quali siano state le basi sulle quali si è attuato questo sviluppo economico, e di capire se queste basi esistono realmente come costruzione volontaria ed organizzata di una classe politica e dirigente o siano solo il frutto di una situazione internazionale alla quale l’Italia non poteva fare a meno di accodarsi. Il periodo 1953-58 ha anche altri aspetti di particolare interesse. Il piano Marshall per la ricostruzione si è completato nel 1952 e l’Italia l’ha utilizzato per avvicinare la sua economia preindustriale, quale era prima della seconda guerra mondiale, a quella dei più industrializzati vicini europei 1 . Le elezioni del 1953, con il mancato raggiungimento del quorum previsto dalla cosiddetta Legge truffa 2 , determinano la fine del centrismo e lo sviluppo del cosiddetto governo al margine 3 proprio nel momento in cui sarebbe invece stata necessaria una guida salda del Paese; inizia così un periodo di transizione, ben evidenziato dai sei governi che si alternano nella legislatura. 1 G. Sapelli, L’Europa del sud dopo il 1945. Tradizione e modernità in Portogallo, Spagna, Italia, Grecia e Turchia, Soveria Mannelli [etc.], Rubbettino, 1996. 2 Le elezioni politiche del 1953 consegnano la maggioranza alla coalizione centrista, ma il quorum del 50%+1 necessario per il raggiungimento del premio non scatta per circa 25.000 voti. La coalizione raccoglie comunque 303 seggi su 590 alla camera e 125 su 237 al senato, ma l’emorragia di voti rispetto alle elezioni del 1948 è sensibile (Dc - 7,5%, Psdi -2,6%) e si traduce in una consistente perdita di seggi per la coalizione centrista (Dc -14% , Psdi -42% , Pli - 25% , Pri -50%). Per un’analisi dettagliata dei risultati delle elezioni politiche del 1953 si veda M. S. Piretti, La legge truffa. Il fallimento dell’ingegneria politica, Bologna, Il Mulino, 2003. 3 P. Scoppola, La repubblica dei partiti. Evoluzione e crisi di un sistema politico, 1945-1996, Bologna, Il Mulino 2001, p. 289.

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Parole chiave

1953
1958
634
635
assegni familiari
boom economico
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politica monetaria

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