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Istituti di patronato e stato sociale

Informazioni tesi

  Autore: Sara Bonaventura
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Fabrizio Proietti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 169

Per comprendere la natura e le finalità degli Istituti di Patronato e cogliere quindi il senso del ruolo che essi svolgono è necessario tornare indietro nel tempo per analizzare:
- le prime forme di tutela previdenziale organizzata (associazioni dei lavoratori)
- Patronato Nazionale
- Patronato plurimo.
Con il d.l. lgt 23 agosto 1917 n° 1450 si registra la prima disciplina giuridica del Patronato (art.12) a tutela dei lavoratori agricoli infortunati, con il d.l. 30 dicembre 1923 n° 3184 (art.27) si stabiliva l’estensione della tutela anche per le prestazioni previdenziali e con D.M. del 26 giugno 1925 aboliti tutti i patronati si costituiva un unico patronato che successivamente con D.M. del 27 dicembre 1927 fu chiamato: “Patronato Nazionale Per l’Assistenza Sociale”.
Esso costituiva un organo tecnico assistenziale delle organizzazione del lavoro avente però personalità giuridica pubblica.
Con la caduta del regime fascista viene abolito il Patronato Nazionale (29 ottobre 1942). La soppressione del regime corporativo fa proliferare associazioni sindacali libere. Le associazioni provvedono a costituire nuovi patronati a tutela dei lavoratori tanto che al tempo del decreto 804/47 esistevano già di fatto l’ INCA della CGIL e le ACLI (Associazione Cristiana Lavoratori Italiani).
Oggi il patronato si colloca all’interno di una logica di Welfare State a copertura dei bisogni sociali.
Inoltre, il patronato avrà sempre un ruolo da svolgere poiché ha dimostrato di avere la capacità di diversificare e di riconvertire la sua tradizionale sfera di assistenza.
E’ da sottolineare, che la complessità dei rapporti quotidiani, il sovrapporsi delle competenze, lo stato di inefficienza della pubblica amministrazione, l’emergere di nuove povertà ed emarginazioni, impongono la trasformazione e l’aggiornamento del ruolo dei patronati.
Uno stato sociale rinnovato e riformato ha bisogno di un patronato rinnovato e riformato.
La proposta di legge unificata sulla riforma degli istituti di patronato, da tempo discussa e oggi approvata al Senato prevede infatti che si vada verso il miglioramento e l’ampliamento della loro azione. Tale proposta di legge verrà trattata ampiamente nel quarto capitolo e sono stati evidenziati i motivi fondamentali che hanno portato a varare tale riforma.

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4 INTRODUZIONE Per comprendere la natura e le finalità degli Istituti di Patronato e cogliere quindi il senso del ruolo che essi svolgono è necessario tornare indietro nel tempo per analizzare: - le prime forme di tutela previdenziale organizzata (associazioni dei lavoratori) - Patronato Nazionale - Patronato plurimo. Patronato e Sindacato già allora erano legati dalla stessa ideologia quale: - difesa della classe operaia - difesa del salario - tutela della salute Nel 19° secolo quindi, l’avvento delle Società di mutuo soccorso (considerate dagli storici le prime forme di sindacato) che assicuravano casi di malattia, vecchiaia, infortuni alle vedove e agli orfani, segnò anche la creazione dei patronati. La complessità delle procedure, i molteplici adempimenti burocratici necessari per la definizione e la liquidazione delle pratiche spinsero le associazione dei lavoratori (anche gli Enti e i privati) a costituire i Patronati. Con il d.l. lgt 23 agosto 1917 n° 1450 si registra la prima disciplina giuridica del Patronato (art.12) a tutela dei lavoratori agricoli infortunati, con il d.l. 30 dicembre 1923 n° 3184

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