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Le tradizioni eterne in un piccolo villaggio nei monti Rodopi (Bulgaria)

Ho iniziato il mio lungo cammino, per far una ricerca sociologica qualitativa e mettermi nei panni di un etnografo. Avevo bisogno di cercare, trovare e osservare qualcosa, qualcosa che è interessante, una cosa che “fa occhio”. Non volevo soffermarmi alle cose complicate, alle cose moderne, ma quelle semplice, e umane. Per questo ho scelto la direzione di una materia con queste caratteristiche, quella umanistica.
Dopo piccole esperienze durante i miei passi di studio e ricercatore, mi si son aperte le quinte ancora di più nel palco del teatro della vita umana. E’ scattato qualcosa dentro di me, semplicemente volevo esplorare dei momenti di sacralità, riti ed eventi creandosi con i decenni nel nostro tempo e spazio. Forse, un stimolo di questo desiderio l’ho avuto fin dall’inizio del mio percorso universitario per poter chiudere la mia laurea appunto da un ricercatore, osservatore ed esploratore. Ebbene sì, oltre la sociologia, ne ho studiato anche psicologia sociale, antropologia culturale, etnologia tutte materie molto interessanti, che appunto studiano l’uomo non solo come oggetto, ma anche come soggetto.
Nel primo capitolo, faccio introdurre per conoscere meglio il paese che ho scelto per la mia tesi – Bulgaria. Ho fatto descrivere i passaggi e punti essenziali per conoscerlo da più vicino, come la demografia, la storia e le suddivisioni territoriali ecc.
Nel secondo capitolo, ho guardato di avvicinarmi al mio campo di ricerca, come una lente di ingrandimento, per far conoscere il luogo e le persone da me ricercate e osservate.
Nel terzo capitolo, ho voluto illustrare un po’ di teoria, e capire in cosa esattamente consiste questa osservazione, etnografia e ovviamente il campo di ricerca e biografia – storie di vita.
Nel quarto capitolo, la mia storia di tesi, direi una piccola biografia personale, perché e come ho voluto farla, che in seguito saranno allegati i video materiali e la trascrizione del video come testo, con un questionario fatto sul posto del lavoro svolto come ricercatore sociologico. Tutto ciò, fatto con un grande entusiasmo ed interesse, per far conoscere non solo a me come prima persona un piccolo mondo raccontato e toccato delle poche tradizioni rimasti a sopravvivere nel tempo immerso in un mondo ormai globalizzato dal materialismo e dei falsi bisogni nella gente fino a perdere la propria coscienza dell’esistenza umana! Bastano le piccole cose per vivere meglio e soprattutto genuinamente in questo millennio…

На Добър Път!!

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7 Introduzione Ho iniziato il mio lungo cammino, per far una ricerca sociologica qualitativa e mettermi nei panni di un etnografo. Avevo bisogno di cercare, trovare e osservare qualcosa, qualcosa che è interessante, una cosa che “fa occhio”. Non volevo soffermarmi alle cose complicate, alle cose moderne, ma quelle semplice, e umane. Per questo ho scelto la direzione di una materia con queste caratteristiche, quella umanistica. Dopo piccole esperienze durante i miei passi di studio e ricercatore, mi si son aperte le quinte ancora di più nel palco del teatro della vita umana. E’ scattato qualcosa dentro di me, semplicemente volevo esplorare dei momenti di sacralità, riti ed eventi creandosi con i decenni nel nostro tempo e spazio. Forse, un stimolo di questo desiderio l’ho avuto fin dall’inizio del mio percorso universitario per poter chiudere la mia laurea appunto da un ricercatore, osservatore ed esploratore. Ebbene sì, oltre la sociologia, ne ho studiato anche psicologia sociale, antropologia culturale,

Diploma di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Marian Stoyanov Contatta »

Composta da 164 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2170 click dal 06/03/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.