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Sitcom: la commedia è di serie. Meccanismi del genere situation comedy attraverso cinquant’anni di televisione americana.

Questo saggio dal titolo esplicativo "Sitcom: la commedia è di serie" e dall’ancor più esauriente sottotitolo "Meccanismi del genere situation comedy attraverso cinquant’anni di televisione americana", si propone di analizzare il testo sitcom articolando il discorso principalmente attraverso coordinate formali e storiografiche, senza però eludere o elidere componenti fondamentali quali le dinamiche economico-produttive o l’aspetto psico-sociale.

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6 Introduzione La “Commedia Umana”, perché è tutto qui che inizia, anche questa introduzione. Fatta di lettere e di parole che si rincorrono alla ricerca di un senso compiuto, trovandolo, nelle parole di Honoré de Balzac: “Parigi, inferno che un giorno avrà forse il suo Dante…” Profetiche parole colte nel 1835; è una Parigi in piena evoluzione e fermento sociale, in attesa di deflagrare, mezzo secolo più tardi, sotto i colpi esplosivi inferti da eventi destabilizzanti quali l’ Esposizione Universale ed il passaggio del repertorio iconografico dalla pittura alla fotografia, prima, ed al cinema, poi. E’ una Parigi che aspira a diventare metropoli, quella di Balzac, mutuandone, anzi, generandone, l’angoscia tipica che si riverserà nell’opera di Baudelaire e Rimbaud. Balzac è immerso nel tessuto pulsante del suo tempo, un ribollire magmatico di contraddizioni di cui registra ogni sussulto, ogni movimento, ogni vagito della prossima società moderna. Ne viviseziona vizi e passioni, spietato con la sua penna, corrosivo come quel fiorentino nato seicento anni prima. Ma questo non è un saggio su Honoré de Balzac e, nel caso pensaste di aver sbagliato pagina o addirittura libro, avete la mia certezza: questo non è un saggio su Honoré de Balzac. Non occorre sbiriciare il titolo (che è per definizione poco esaustivo), per avere un’idea di cosa sia la “Commedia” (quella con la “C” maiuscola all’inizio, proprio come un’introduzione), perché comincia tutto da qui, da Dante e da Cervantes, da Plauto e da Terenzio, da Shakespeare e Goldoni fino al genio di Chaplin, tutti nomi che balbettano nella mente di chi non ha memoria, di chi pensa che un lavoro incentrato sui meccanismi della situation comedy all’interno di quel contenitore chiamato “televisione americana” (e, di riflesso, occidentale) debba iniziare dal 1950, minuto più minuto meno. Quindi, a ben vedere, non avete sbagliato né pagina né tantomeno libro, a meno che non siate stati talmente affascinati da Balzac da voler immediatamente cambiare argomento. In questo caso non posso aiutarvi, non oggi almeno, non è il mio lavoro. Il mio lavoro è quello di illustrare (o meglio, introdurre) come, nello spirito della “Commedia Umana”, cento anni dopo quello stesso elemento dissacratore si riverserà specularmente, armato d’ironia ed umorismo, nella società americana degli anni cinquanta mutando sia il contesto, appunto, che il testo, non più letterario ma audiovisivo. Ciniche visioni che delineano il ritratto di una società attraverso il genere situation comedy, genere principe della televisione americana, metafora storica ed iconoclasta di una società che, allora come oggi, vede riflessa se stessa sulla superficie catodica dello schermo televisivo. Sarà una ricostruzione diacronica che seguirà il filo conduttore del tempo, un viaggio che scandaglierà questa nuova “letteratura seriale”, il cui carattere rituale e ripetitivo scandisce la vita di milioni di americani (e non solo) da più di cinquant’anni. Percorreremo i sentieri del genere dalle prime “proto- situation comedy” come i “Goldbergs” mutuate dalla radio (l’esodo dei contenuti che dalla radio investe la televisione alla fine degli anni quaranta); smonteremo e rimonteremo i meccanismi e le grammatiche proprie di questa commedia ad orologeria o clockwork comedy pronta ad esplodere sistematicamente in una risata collettiva che coinvolge un’intera società che si spia compiaciuta, criticata, scossa ed idealizzata, da quella serratura catodica che noi chiamiamo televisione. Percepiremo costantemente un brusio di sottofondo, un vecchio disco che girerà sempre più velocemente e che diventerà un jazz d’atmosfera, costituito da quel sostrato di cultura stratificatasi negli anni e di cui le masse hanno fruito soprattutto nell’ultimo secolo. Stampa,

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Marco Renzi Contatta »

Composta da 92 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1694 click dal 10/03/2009.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.