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L'architettura monastica delle origini (VI-VIII secolo)

Nello sviluppo di questa tesi si è preferito adottare una metodologia di indagine che riparte dall'ascolto delle testimonianze, di qualunque natura esse siano, scegliendo un criterio di selezione che consiste nel privilegiare le situazioni caratterizzate dalla disponibilità di più testimonianze di natura differente in modo da poter estrarre dal loro ascolto una descrizione il più possibile equilibrata e coerente dell'insieme di un particolare monastero, in specie della sua topografia. Questo approccio metodologico è stato preferito a quello di creare dei modelli, degli schemi ideali in grado di giustificare il risultato finale, cioè la comparsa di una struttura architetturale dei monasteri compatta, raccolta intorno ad una corte porticata aperta: il chiostro. Nel corso della trattazione verrà discussa, fra l'altro, la validità di questi schemi a priori che venivano calati sulle scarse testimonianze disponibili, peraltro non sempre lette con il necessario rigore.

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1INTRODUZIONE La storia dell’architettura come storia? Il tema prescelto richiede una sia pur rapida introduzione metodologica di carattere generale, e non solo perché l’espressione “architettura monastica” si presta a una qualche ambiguità se uno studioso, e monaco, come Jean Leclercq avvertì la necessità di porsi la domanda “Y a-t-il une culture monastique?” 1 (anche molti anni dopo ci si è chiesti, per esempio, quale senso possa avere e come si debba intendere l’espressione “architettura monastica” 2). Inoltre ci si riferisce a un arco temporale che si dipana approssimativamen- te lungo i secoli che vanno dall’inizio del sesto alla metà dell’ottavo secolo, all’incirca il periodo nel quale prende forma il Medioevo latino-germanico, per usare una felice termi- nologia di Giovanni Tabacco 3; arco temporale che è caratterizzato da rade fonti e da an- cora più scarsi risultati di scavi archeologici, per di più entrambi spesso difficilmente leg- gibili al punto da rendere frequentemente ardua l’esegesi dei testi e ancor più una corretta interpretazione dei risultati archeologici. Se è difficile dubitare che l’espressione artistica sia, in ogni epoca, intimamente, anche se certamente non meccanicamente, legata alle vicende storiche, in quanto espressione e testimonianza dei modi di essere e di sentire di quel dato periodo, tuttavia questa constatazione acquista un sapore particolare se si considerano più da vicino le forme della produzione artistica medievale e specialmente di quella altomedievale. Si possono descrivere variamente quelli che appaiono essere i principali caratteri di questa produzione; uno di essi si sembra però imporsi con grande evidenza ed è stato condensato in un concetto espresso in modo pregnante da Georges Duby:

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giacomo Crippa Contatta »

Composta da 307 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1835 click dal 10/03/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.