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Giovanni Boccaccio e l'amore elegiaco: viaggio tra le pagine del Filocolo

L’ argomento che ho deciso di trattare nello svolgere la mia tesi di laurea riguarda l’ amore, più precisamente l’ amore elegiaco, ossia un amore che prima di giungere ad un lieto fine passa attraverso varie fasi difficili essendo spesso ostacolato dalle azioni malvage di determinati personaggi ostili.
Ho studiato come questo tema sia molto presente nelle opere di Giovanni Boccaccio e ho scelto di occuparmi in modo più approfondito del romanzo giovanile Il Filocolo.
Ho strutturato la tesi in tre capitoli.
Il primo capitolo è interamente dedicato all’ elegia; ho dunque prodotto una sorta di storia dell’ elegia mettendo in luce le differenze tra l’ elegia greca e quella latina. A questa parte ho fatto seguire l’ analisi dell’ opera filosofica di Boezio De consolatione philosophiae importante e perfetto esempio di elegia soprattutto per la propensione psicologica al patetico che emerge dalle sue pagine. Ho citato poi le opere di Dante in cui trova spazio il tema dell’ elegia come il De Vulgari eloquentia in cui nel secondo libro Dante espone la propria dottrina degli stili e poi la Vita Nuova opera dedicata a Beatrice e fortemente segnata dal tono lacrimevole. Altra opera basilare per chi come me decide di occuparsi del tema elegiaco sono le Heroides di Ovidio, raccolta di lettere in metro elegiaco aventi come topos fondante lo struggente addio tra gli amanti. Per concludere questo tema ho preso in esame un’ opera del Boccaccio che sin dal titolo richiama il tema elegiaco, ossia l’ Elegia di Madonna Fiammetta, una sorta di romanzo psicologico in cui la protagonista si strugge e dispera per il proprio amore perduto.
Ho suddiviso il secondo capitolo in due parti: la prima è dedicata alla descrizione della situazione del regno angioino durante il periodo di vita vissuto da Boccaccio a Napoli; questa analisi è necessaria per comprendere il contesto in cui molte sue opere sono state realizzate. La seconda parte si lega al tema amoroso dell’ elegia in quanto fornisce una descrizione di come si manifesti quella che viene definita «malattia d’ amore», quali siano le cause scatenanti e le inevitabili conseguenze.
Il terzo e ultimo capitolo prende in esame l’ opera Il Filocolo; ho inizialmente fornito la spiegazione del titolo e un breve riassunto della trama. Successivamente ho esaminato le fonti principali dell’ opera, ovvero Il cantare di Fiorio e Biancifiore e la Historia destructionis Troiae di Guido delle Colonne. Il successivo paragrafo esamina come la comunicazione tra Florio e Biancifiore, nella maggior parte dei casi, avvenga non oralmente, ma in forma epistolare, in quanto i due sono più di una volta costretti a restare separati l’ uno dall’ altra. Ho affrontato poi una sorta di analisi psicologica del personaggio maschile, il quale vive la sua esperienza amorosa segnato a tratti da melanconia, a tratti da furore. Florio può essere definito «malato d’ amore», quella stessa malattia che ho delineato al secondo capitolo. L’ ultima parte della tesi analizza un episodio inserito nel quarto libro che ha contribuito alla guarigione di Florio, ossia le «questioni d’ amore», le quali servono a produrre una sorta di manuale utile a chi come Florio deve affrontare tematiche concernenti l’ amore.

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I 3.4 La lettera come mezzo di comunicazione La segmentazione del Filocolo in cinque libri può essere stata ispirata al Boccaccio dalla lettura del romanzo di Senofonte Efesio sugli amori d’ Abrocome e Anzia, testo anch’ esso suddiviso in cinque libri. Secondo questa tesi trova dunque riscontro la testimonianza di Ilario, reverendo giunto da Atene, che per primo narra la vicenda in lingua greca. Altre corrispondenze con il romanzo greco 1 sono l’ intervento di Venere e Cupido nell’ innamoramento, la bellezza come causa di sventura e la separazione dei due innamorati. Si può affermare quindi che Boccaccio ha conosciuto gli influssi del genere a Napoli, centro aperto alla cultura greca. La suddivisione quinaria del Filocolo non è solamente limitata al numero dei libri, cinque sono anche: ƒ i tentativi del re e della regina di separare i due giovani ƒ le cerimonie solenni che annunciano il lieto fine della storia ƒ i luoghi in cui si verificano gli eventi decisivi ƒ gli anni di durata della storia Le fasi d’ innamoramento e separazione dei due amanti appartengono al genere del racconto elegiaco; entrambi i protagonisti sono infatti amanti dolorosi che sul modello delle Heroides ovidiane comunicano la loro passione attraverso la lettera, la quale ha il compito di colmare la distanza tra gli amanti. Dalla lettura delle varie epistole emergono l’ alternarsi continuo di angoscia e speranza, dolore e serenità, la gelosia, le lacrime. Il protagonista maschile Florio quando parte alla ricerca della sua amata assume il nome Filocolo e perfeziona se stesso durante le varie tappe del viaggio, il quale presuppone come modello generale il viaggio dantesco. 1 BRUNO PORCELLI, Strutture e forme narrative nel «Filocolo», in «Studi sul Boccaccio», XXI, 1993, pp. 207-208.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Maria Giulia Saimandi Contatta »

Composta da 63 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.