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Procedura automatica per la creazione di mappe di inondazione fluviale in ambiente GIS: applicazione ad un tratto del fiume Tanaro

Nel presente lavoro si propone una procedura automatica implementata in ambiente GIS per la realizzazione di Mappe di Inondazione Fluviale in grado di stimare le aree potenzialmente a rischio allagamento per determinate portate associate ad un assegnato periodo di ritorno a partire dall’applicazione di un modello idraulico monodimensionale. Calcolato il profilo del pelo libero della corrente attraverso il modello numerico idraulico e riportato lo stesso in corrispondenza dell’asse del corso d’acqua, si utilizza un software GIS per ottenere in maniera automatica una identificazione delle aree inondabili, nota la conformazione del territorio circostante l’alveo inciso. La procedura implementata, pur basandosi su una modellazione idrodinamica monodimensionale, tiene in conto della bidimensionalità sia del territorio che del fenomeno di esondazione, adducendo una serie di ipotesi che permettono di correggere molti degli errori tipici delle procedure utilizzate con i modelli monodimensionali presenti in letteratura. Il vantaggio rispetto ad un modello bidimensionale è rappresentato dalla velocità computazionale dei profili idraulici, soprattutto nel caso di simulazioni in condizioni di moto non stazionario.

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Premessa 9 Premessa Il territorio nazionale, Ł storicamente soggetto a gravi eventi alluvionali, tali da produrre ingenti danni materiali e sociali, e, talvolta, la perdita di vite umane. La sua particolare conformazione oroidrografica e i processi di urbanizzazione, sia storica che recenti fanno si che in occasione di eventi di precipitazione di elevata intensit , vaste aree possano essere inondate dalle acque non piø contenute nell alveo dei corsi d acqua. Tabella Eventi di dissesto idrogeologico verifica tisi in Italia dal 1991 al 2001 Anno frane piene totale eventi 2001 322 22 344 2000 1177 72 1249 1999 700 73 773 1998 1671 84 1755 1997 2455 103 2558 1996 2272 152 2424 1995 744 81 825 1994 692 84 776 1993 557 95 652 1992 780 125 905 1991 705 112 817 Fonte: elaborazione Legambiente su dati del Progetto AVI (Aree Vulnerate Italiane ) - CNR - GNDCI (GruppoNazionale per la Difesa dalle Catastrofi Idrogeologiche) Stando ai dati del rapporto Pianificazione territoriale provinciale e rischio idrogeologico, Previsione e tutela del 2003 del Ministero dell Ambiente e dell Unione delle Province Italiane (UPI), la superficie nazionale interessata da rischi idrogeologici legati a frane e alluvioni Ł pari al 7,1% del totale, vale a dire 21.505 Kmq. Risulta quindi di fondamentale importanza, nelle attivit sia di pianificazione che di prevenzione, l individuazione dei tratti dei corsi d acqua insufficienti al deflusso di portate di piena convenzionalmente stabilite e delle relative aree perifluviali soggette al rischio di inondazione. La determinazione di tali aree permette infatti di avviare iniziative sia di gestione dell emergenza che di tipo pianificatorio, quali la programmazione degli interventi di sistemazione idraulica in ordine di priorit e la p ianificazione urbanistico-territoriale finalizzata all uso ottimale delle aree stesse.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Ingegneria

Autore: Roberto Marzocchi Contatta »

Composta da 187 pagine.

 

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