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Jihad: evoluzione del concetto e sue applicazioni alle relazioni internazionali

Il termine, la cui radice rimanda all’idea di sforzo, indica nel discorso giuridico, ma anche in quello morale, lo sforzo sulla via di Dio (jihad fi sabil Allah) .
Nel corso dell’apparizione della religione professata da Mohammed (Maometto in italiano), quell’ultimo Profeta inviato sulla terra da Dio, il concetto si è evoluto assumendo molteplici significati, o meglio evolvendo il suo significato in relazione al mutare dei tempi.
Per analizzare tale evoluzione è necessario un excursus attraverso la storia sia per comprendere cosa significhi la religione Islamica per il mondo musulmano - che ben si ricordi si estende al di là di quella che è la realtà geografica ove tale religione è nata, tanto da essere professata da oltre un miliardo e trecento milioni di persone - sia per comprendere come essa si sia potuta sviluppare.

La tesi si compone di tre capitoli, oltre le conclusioni:
• nel primo ho inteso dare:
 una visione dell’Arabia preislamica al fine di fornire una chiave di lettura relativa alla società , usi, e costumi dell’area dove è nata la religione islamica ed alla struttura geopolitica dell’area. Alcune caratteristiche sociali e comportamenti nei confronti dei confinanti, si sono perpetuate anche in seguito alla venuta dell’islam ed al messaggio del profeta Muhammad, per cui solo attraverso la conoscenza di tali comportamenti possono essere chiari comportamenti e condotte successive;
 una rapida visione del periodo dell’avvento del profeta Muhammad e della sua vita, elemento fondamentale per la comprensione di fenomeni anche attuali, in quanto nella struttura dell’islam la vita del profeta è un modello da seguire, e la fondazione della comunità islamica, la ummahh;
 uno sguardo storico relativo alla successione del profeta alla guida della comunità ed all’avvento e sviluppo del califfato, periodo in cui la comunità islamica ha iniziato la sua espansione ed hanno avuto inizio i primi i fenomeni scismatici, con un ampio sguardo relativo alle tematiche dell’espansione anche ideologica ai danni dell’impero bizantino e sassanide;
 la nascita , sviluppo ed evoluzione del diritto musulmano
ed i suoi fondamenti;
• nel secondo, che tratta in particolare del jihad:
 si è effettuata una ricerca semantica sulla radice della parola ed una ricerca sulle fonti disponibili, alcune citate, altre presenti in bibliografia, sull’uso della parola all’interno del libro sacro dell’Islam, il Corano;
 sono stati analizzati i motivi che hanno portato all’identificazione della parola, che nella sua realtà lessicale significa uno sforzo verso un obiettivo, con un concetto che è quello della propagazione della fede attraverso il combattimento, motivi che hanno una loro rilevanza se esaminati all’interno del quadro storico e sociale dell’epoca, e come il concetto si sia evoluto assumendo per il mondo islamico la stessa valenza che per il modo occidentale hanno assunto i concetti di jus ad bellum e di jus in bello;
 è stata analizzata la differente interpretazione fornita al concetto al variare dei momenti storici. In tale situazione è stato doveroso ripercorrere momenti storici legati all’interno di differenti realtà geografiche, e l’evoluzione stesso del concetto di islam, in quanto la struttura del jihad non e rimasta immutata nel tempo, ma si è ovviamente adeguata ai contesti storico sociali;
 nella ricerca storica e nell’analisi dei periodi storici più vicini al nostro tempo, sono stte esaminate anche le personalità di spicco che hanno contribuito allo sviluppo delle nuove teorie jihadiste, in particolare ampia parte è stata dedicata alle figure di Hassan al Banna. Abu ala al Mawdudi , sayyd Qutb e l’ayatollah Khomeini;
• nel terzo capitolo sono stati esaminati alcuni aspetti del jihad all’inetrno dele relazioni internazionali. In particolare sono stati esaminati i casi del jihad come strumento delel relazioni internazionali :
 nella prima guerra mondiale allorquando musulmani erano presenti sui due fronti avversi:
 in Afghanistan, laddove la situazione attuale sembra ripetere il percorso esaminato e relativo alla sconfitta del gigante sovietico.
 nella realtà l’ultimo capitolo è alquanto scarno in quanto in tutta la tesi sono stati evidenziati momenti storici, come ho detto importanti per comprender lo sviluppo del pensiero e delle idee da cui emerge chiaramente l’importanza di tale ideologia all’interno delle razioni internazionali. La stessa espansione del’islam alle origini, ha rappresentato un mezzo di gestione delle relazioni internazionali, ed i successivi califfati ommayyade ed abbaside, con la loro differente politica di aggregazione ed integrazione delle popolazioni conquistate, hanno di fatto costituito un modello di relazioni internazionali.

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JIHAD - EVOLUZIONE DEL CONCETTO E SUA APPLICAZIONE ALLE ATTUALI RELAZIONI INTERNAZIONALI. Introduzione Il termine, la cui radice rimanda all’idea di sforzo, indica nel discorso giuridico, ma anche in quello morale, lo sforzo sulla via di Dio (jihad fi sabil Allah) 1 . Nel corso dell’apparizione della religione professata da Mohammed (Maometto in italiano), quell’ultimo Profeta inviato sulla terra da Dio, il concetto si è evoluto assumendo molteplici significati, o meglio evolvendo il suo significato in relazione al mutare dei tempi. Per analizzare tale evoluzione è necessario un excursus attraverso la storia sia per comprendere cosa significhi la religione Islamica per il mondo musulmano - che ben si ricordi si estende al di là di quella che è la realtà geografica ove tale religione è nata, tanto da essere professata da oltre un miliardo e trecento milioni di persone 2 - sia per comprendere come essa si sia potuta sviluppare. La tesi si compone di tre capitoli, oltre le conclusioni: ξ nel primo ho inteso dare: ¾ una visione dell’Arabia preislamica al fine di fornire una chiave di lettura relativa alla società , usi, e costumi dell’area dove è nata la religione islamica ed alla 1 Dizionario dell’Islam, a cura di Massimo Campanili; ed BUR, Biblioteca Universale Rizzoli ,2005 Milano_pag 170. 2 Stime fornite dall’annuario pontificio, in cui si mette in rilievo nel 2006 l’aumento della popolazione di religione musulmana, passata a 19,7% della popolazione mondiale nei confronti di quella di religione cristiano cattolica rimasta al 17,4%. (http://archiviostorico.corriere.it/2008/marzo/30/Vaticano_piu_musulmani_che_cattolici_co_9_080330048.s html). in cui si mette in rilievo nel 2006 l’aumento della popolazione di religione musulmana, passata a 19,7% della popolazione mondiale nei confronti di quella di religione cristiano cattolica rimasta al 17,4%. 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Antonio Guido Monno Contatta »

Composta da 133 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.