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Michel Foucault: Sicurezza, territorio, popolazione (Corso al Collège de France, 1977-78)

Informazioni tesi

  Autore: Nunzia Manicardi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Francesco Barani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

La tesi si occupa di un Corso tenuto dal filosofo francese Michel Foucault nel 1977-78 presso il Collège de France. Le lezioni del Corso sono state tradotte in italiano soltanto di recente e la presente tesi, a quanto pare, è il primo lavoro che se ne occupi nel nostro Paese.
Il Corso "Socurezza, territorio, popolazione" tratta il concetto politico di "governamentalità", a sua volta derivato da quello di "biopotere", attraverso una disamina dell'intera storia dell'uomo. Sono concetti individuati e definiti dallo stesso Foucault, i quali hanno in comune l'analisi del come sia stato possibile arrivare all'individuazione del bisogno di governare gli uomini e alla successiva elaborazione di un'arte di governo e delle relative tecniche.

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4 1. Michel Foucault al Collège de France 1.1. Michel Foucault insegnante Michel Foucault ha insegnato al Collège de France dal gennaio 1971 fino alla morte, nel giugno 1984, ad eccezione del 1977 in cui beneficiò di un anno sabbatico. Il titolo della sua cattedra era “Storia dei sistemi di pensiero”. Tale cattedra era stata istituita due anni prima del suo arrivo, cioè nel 1969, dall’assemblea generale dei professori del Collège de France in sostituzione di quella di Storia del pensiero filosofico, che era stata tenuta da Jean Hyppolite fino alla sua morte. La stessa assemblea elesse Michel Foucault come titolare della nuova cattedra. Era il 12 aprile 1970 e Foucault aveva quarantatré anni. Il 2 dicembre 1970 egli pronunciò la sua lezione inaugurale, che si concluse con questa frase: “Sarebbe necessario intraprendere la storia dei sistemi di pensiero”. 1.2. Il Collège de France e la struttura dei Corsi Istituzione singolare in Francia, senza eguali all’estero, il Collège de France (Collegio di Francia) occupa un ruolo a parte nel campo della ricerca e dell’insegnamento superiore francesi. Non entra in concorrenza con nessun altro istituto in quanto non è né un’università né una “grande école”; non trasmette un sapere acquisito a partire da programmi definiti; non prepara ad alcun diploma; non ha, a ben vedere, neppure “studenti” nel senso tradizionale del termine. Deve essere anche distinto dal Centro nazionale della ricerca scientifica e da altri Istituti simili (CNRS, INSERM, INRA...). Come questi ultimi, esso è dedicato alla ricerca, ma in più ha l’obbligo di diffonderne i risultati nel quadro di un insegnamento particolare. I professori sono infatti tenuti ad insegnare “le savoir en train de se faire” (“il sapere mentre lo si sta facendo”). I corsi sono aperti a tutti, senza preventiva iscrizione. Le cinquntadue cattedre dei professori titolari coprono un vasto insieme di discipline: dalle matematica allo studio delle grandi civiltà, dalla fisica alla chimica, la biologia e la medicina, la filosofia, la sociologia e l’economia, la preistoria, l’archeologia e la storia, la linguistica. Del suo Collegio Docenti hanno fatto parte molti prestigiosi ricercatori, scienziati e intellettuali francesi tra i quali Georges Cuvier, Jean-François Champollion, Georges Duby, Georges Dumézil, Claude Lévi-Strauss, Paul Valéry e Michel Foucault.

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Parole chiave

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come governare gli uomini
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