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Disagio scolastico degli adolescenti: interventi di prevenzione con il Metodo Gordon

Il problema affrontato in questo lavoro riguarda il legame che intercorre tra la relazione con l’insegnante e il disagio scolastico degli adolescenti. La scelta di questo tema è legata alla rilevanza che il ruolo dell’insegnante assume nella relazione con gli adolescenti, tale da ridurre e/o eliminare eventuali forme di disagio scolastico. L’obiettivo del presente lavoro è quello di fornire una chiave di interpretazione del fenomeno del disagio scolastico e indicare, come possibile intervento preventivo, il Metodo Gordon per una relazione educativa più efficace. Questo metodo verrà descritto nel quarto ed ultimo capitolo, sottolineando la necessità di creare un clima sereno e positivo, all’interno della classe, come condizione fondamentale per esperienze di apprendimento positive. In particolare, sulla base dei risultati dei questionari, si sostiene che è rilevante una relazionalità insegnante-alunno autentica, in cui l’insegnante rivela il suo essere persona comunicando i suoi sentimenti e incoraggiando l’alunno ad aprirsi attraverso l’ascolto attivo. Inoltre, un linguaggio dell’accettazione, che rinuncia alle barriere della comunicazione, può ridurre le possibilità di conflitto, creando un clima di apertura, di condivisione, di affetto e di fiducia.

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5 Introduzione Il problema affrontato in questo lavoro riguarda il legame che intercorre tra la relazione con l’insegnante e il disagio scolastico degli adolescenti. La scelta di questo tema è legata alla rilevanza che il ruolo dell’insegnante assume nella relazione con gli adolescenti, tale da ridurre e/o eliminare eventuali forme di disagio scolastico. Ricordando Piaget, che aveva individuato una stretta connessione tra la vita affettiva e quella cognitiva, è evidente che i processi di apprendimento sono insieme affettivi e cognitivi e hanno luogo, prevalentemente, nell’ambito di un contesto relazionale. Pertanto, la qualità delle interazioni comunicative influenza le esperienze di apprendimento dell’alunno. Questo aspetto acquista ancora più importanza se parliamo di adolescenti, poiché essi sono soggetti in formazione che vivono una profonda “crisi di identità”, che li spinge a ricercare una propria autonomia e indipendenza dalla famiglia, criticando i comportamenti dei genitori, che precedentemente avevano idealizzato, per nuove relazioni al di fuori del contesto familiare. Si comprende, dunque, il ruolo che l’insegnante assume nella relazione educativa. L’adolescente, ha bisogno di trovare a scuola una persona di cui si possa fidare, pronta ad ascoltarlo, a incoraggiarlo ma anche a rimproverarlo al momento giusto. Dal momento che il disagio scolastico è un fenomeno complesso, legato a molteplici variabili e diverse manifestazioni, spesso può capitare di non decodificare correttamente i segnali di tale disagio degli adolescenti, magari perché carichi di sfida, di aggressività e di sfrontatezza, con la conseguenza di intervenire in modo sbagliato, influenzando negativamente la relazione. Il rischio è l’instaurarsi di

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Caterina Di Lella Contatta »

Composta da 82 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.