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La paura del crimine: recenti sviluppi della ricerca criminologica

Informazioni tesi

  Autore: Irene Gallerani
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Alfredo Verde
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 153

All'inizio di questo lavoro analizzeremo i diversi significati della paura del crimine, le categorie di soggetti più sensibili al rischio e la percezione dell'insicurezza, dimostrando come questa non sia correlata solamente con i tassi di vittimizzazione reale nè con i livelli di vittimizzazione personale, ma sia legata anche a caratteristiche individuali dei soggetti nonchè a fattori esterni. Tra questi ultimi ci soffermeremo, in particolare, sulla probabilità di vittimizzazione, sull'incidenza del contesto urbanistico, sul cambiamento sociale causato dall' intensificarsi dei flussi migratori, sulla fiducia nel sistema penale e nelle forze di pubblica sicurezza e, infine, sull'influenza dei mass media sull'opinione pubblica riguardo alla reale situazione della criminalità.

Per quanto concerne l' evoluzione delle ricerche criminologiche, ci focalizzaremo sulle prime statistiche svolte negli Stati Uniti sui livelli di insicurezza percepita, proseguendo con primi studi riguardo all'influenza esercitata sulla paura del crimine dalla disorganizzazione e disgregazione
sociale, per concludere con l'analisi degli studi europei e con i più recenti sviluppi della ricerca e delle politiche di sicurezza in Italia.
Vedremo le cause e le conseguenze della paura e della vittimizzazione e noteremo come il rapporto tra crimine e paura del crimine non sia lineare: i soggetti con più alti livelli di paura sono spesso, paradossalmente, quelli statisticamente meno a rischio e con tassi di vittimizzazione inferiori alla media.
Studieremo inoltre i comportamenti che possono essere attuati in risposta alla percezione di insicurezza, l'influenza della vittimizzazione sulla paura e, infine, le misure di prevenzione al crimine e di riduzione della paura del crimine.

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Introduzione A partire dagli anni Settanta, sulla scena del dibattito criminologico, si affaccia un nuovo ambito di ricerca, quello relativo alla paura del crimine. Sono i ricercatori americani ad identificare per primi la paura del crimine come problema contingente e reale; è invece solo negli ultimi anni che anche in Italia si comincia a discutere sul tema della sicurezza. La paura del crimine è un fenomeno complesso: già la sua definizione è problematica, in quanto comporta diverse sfumature di significato. Da una parte, i differenti metodi di approccio, determinati dalle diverse discipline coinvolte, quali sociologia, criminologia e psichiatria, hanno con- tribuito alla non puntuale definizione del concetto stesso e al disaccordo sul metodo di analisi da utilizzare; dall' altra, nessuna definizione speci- fica della paura del crimine è da considerarsi in assoluto corretta o non corretta, ma, piuttosto, funzionale o meno ai fini della ricerca. All'inizio di questo lavoro analizzeremo, perciò, i diversi significati del- la paura del crimine, le categorie di soggetti più sensibili al rischio e la percezione dell'insicurezza, dimostrando come questa non sia correlata so- lamente con i tassi di vittimizzazione reale nè con i livelli di vittimizzazione personale, ma sia legata anche a caratteristiche individuali dei soggetti e a fattori esterni. Tra questi ultimi ci soffermeremo, in particolare, sulla probabilità di vittimizzazione, sull'incidenza del contesto urbanistico, sul cambiamento sociale causato dall' intensificarsi dei flussi migratori, sulla fiducia nel sistema penale e nelle forze di pubblica sicurezza e, infine, sul- l'influenza esercitata dai mass media sull'opinione pubblica riguardo alla 5

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