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Valutazione dei problemi igienico-sanitari legati all'assistenza odontoiatrica: indagine tra gli operatori pubblici di alcune città italiane

Lo scopo di questa tesi è la valutazione dei problemi igienico-sanitari legati all’assistenza odontoiatrica pubblica attraverso un attento studio dei comportamenti e delle procedure utilizzate per la prevenzione dei rischi infettivi in un campione di strutture odontoiatriche pubbliche.
L’indagine svolta è parte di un progetto molto più ampio articolato in quattro fasi principali: una prima, svolta nelle strutture pubbliche di alcune città italiane, che affianca alla componente conoscitiva un monitoraggio dei livelli di contaminazione microbica dell’aria, delle superfici e dell’acqua dei riuniti; una seconda, svolta con metodica identica nelle strutture private delle medesime città; una terza, che confronta i risultati dei due campioni; una quarta ed ultima fase che mira a migliorare l’assistenza odontoiatrica, sia pubblica che privata, mediante la consegna ai partecipanti dei risultati della ricerca e di alcune linee guida ed offrendo, se necessario, un aiuto diretto agli odontoiatri ed alle strutture che hanno partecipato alla ricerca.
L'adesione all'indagine da parte dei singoli operatori è stata bassa (60,4%). Il primo dato che emerge dai questionari è la scarsa conoscenza delle malattie più facilmente trasmissibili in ambito odontoiatrico: le malattie infettive indicate non sono quelle più facilmente trasmissibili, come richiesto nel questionario, ma quelle più temute. Dalle dichiarazioni degli operatori risulta che l’uso dei dispositivi di protezione individuale passiva è ampiamente diffuso, anche se non sempre l’utilizzo è correttamente monouso. Particolarmente pericolosa la pratica diffusa di reincappucciare gli aghi tenendo il cappuccio con le dita (41%); quest'ultima procedura può spiegare perché il 56,4% degli intervistati dichiari di essersi punto almeno una volta negli ultimi cinque anni con aghi, di questi il 6% ha contatto una malattia infettiva in seguito alla ferita che nel 78% dei casi è stata l’epatite B. La vaccinazione contro l’HBV non è diffusa come dovrebbe essere (82%) e il test di sieroconversione è scarsamente praticato (32%).
Il dato relativo all’autoclave risulta particolarmente pericoloso: il 6,4% degli intervistati dichiara che l’ambulatorio in cui opera non è dotato né di autoclave né di chemiclave e i controlli di sterilizzazione veramente efficaci (prove biologiche) vengono poco eseguiti. La contaminazione ambientale non viene tenuta sotto controllo in maniera corretta se si considera che la protezione con film di polietilene è una pratica raramente applicata e la disinfezione dello strumentario non sterilizzabile viene effettuata in maniera non idonea da percentuali elevate di operatori (25,5%).
In conclusione risulta evidente la necessità di fornire basi scientifiche approfondite sull'argomento agli operatori del settore con il coinvolgimento dell'università, dell'Ordine dei Medici e degli Odontoiatri e delle strutture sindacali e di incentivare la partecipazione a corsi periodici dedicati alla valutazione dei rischi professionali.

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1.1 TRASMISSIONE DELLE MALATTIE INFETTIVE Lo studio dentistico, a causa dell’elevato numero di persone che lo frequentano e del tipo di prestazioni erogate, è un ambiente in cui la contaminazione microbica e i rischi di infezioni crociate possono essere elevati. Tutto ciò anche in considerazione del fatto che i veicoli ed i vettori per la trasmissione di microrganismi sono molteplici (strumentario, acqua, aerosol, insetti oltre al personale sanitario stesso) e l’attenzione per la prevenzione dei rischi infettivi nello studio odontoiatrico è spesso insufficiente. Le modalità di trasmissione dei microrganismi in ambito odontoiatrico sono fondamentalmente due: la trasmissione diretta e la trasmissione indiretta. 1.1.1 Trasmissione diretta o da contatto Nel caso della trasmissione diretta il passaggio del microrganismo è diretto dal soggetto malato o portatore all’individuo sano, senza che il microrganismo sia trasportato da vettori o da veicoli, eccezion fatta per l’aria. In ambito odontoiatrico questa trasmissione non è molto frequente poiché presuppone un primo contagio dell’operatore o dell’assistente ed una successiva trasmissione al paziente. I microrganismi coinvolti in questo tipo di trasmissione sono normalmente batteri saprofiti aerobi (streptococchi, stafilococchi apatogeni, ecc.), gram-negativi (coliformi, protei, ecc.), attinomiceti (a. bovis), ma anche microrganismi patogeni come il micobatterio

Tesi di Laurea

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Ferrari Enrico Contatta »

Composta da 130 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.