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"Deus Vult" Guerra civile, Franchismo e Chiesa Cattolica

Informazioni tesi

  Autore: Martina Gatto
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze internazionali e diplomatiche
  Relatore: Carmela Comella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 32

Il XX secolo è stato uno dei periodi più densi di eventi, evoluzioni e rivoluzioni che l’umanità nel suo lungo cammino abbia attraversato. Un secolo che ha trasformato il volto della storia.
Ma, andando aldilà degli stretti confini cronologici, risulta abbastanza complicato individuare l’inizio di questo periodo storico dal punto di vista dei fatti. E la constatazione di tale indefinibilità vale in particolare per la Spagna. Per questo paese tale questione risulta ancora più complessa rispetto ai paesi europei che si sono industrializzati e democratizzati prima. Per la Spagna si rivela estremamente difficile affondare nel tempo le origini recenti della sua dinamica attuale, circoscrivere i contenuti della memoria attiva della sua società e individuare il filo conduttore degli attori che hanno plasmato il suo aspetto attuale.
Quando comincia per la Spagna questo secolo? In ogni caso in netto ritardo rispetto ai paesi del nucleo avanzato dell’Europa occidentale. La maggior parte di questi paesi liquida il proprio ancien régime prima del 1870, addirittura prima del 1840 nel caso della Francia, dell’Inghilterra e del Belgio. In quella parte d’Europa il rimodellamento della struttura fondiaria porta già allora ad un’agricoltura di mercato, al declino della società contadina e alla scomparsa delle endemiche carestie alimentari. La trasformazione dei valori vi si traduce anche nella relativa laicizzazione dei comportamenti, nella limitazione del fattore religioso nella sfera delle credenze private, nella relativa autonomizzazione dei comportamenti individuali soprattutto grazie alla grande rivoluzione demografica. In campo politico questi paesi assistono alla nascita del parlamentarismo liberale, all’allargamento del suffragio alle masse, alla nascita degli attuali sistemi di partiti e alla comparsa del sindacalismo moderno. Anche sotto l’aspetto economico, il progresso continua in maniera accelerata, portando questi stati verso una sicurezza economica più che stabile all’interno del gioco del libero mercato.
Nulla di tutto ciò si verifica nella Spagna di quel tempo. In altre parole non si assiste a quella rottura degli equilibri secolari che aveva caratterizzato l’Ottocento negli altri paesi europei. Costellato di incidenti che alimentano il particolarismo degli spagnoli, il XIX secolo rappresenta per la Spagna una fase di grande confusione storica, che si cercherà di eliminare con scarso successo lungo il XX secolo. La storia del Novecento spagnolo può essere interpretata come una serie di tentativi condotti contro quella fatalità antidemocratica attraverso i deboli strumenti della politica; o come la storia dei cambiamenti profondi – di natura economica, sociale e culturale – che hanno tardivamente eroso quella fatalità, fino a rendere meno evidente la sproporzione fra i gravami di un passato troppo protratto e le risorse diventate sufficienti della strategia politica .
Tra gli eventi che hanno segnato la storia della Spagna del XX secolo, due si rivelano di fondamentale importanza, soprattutto per la comprensione della sua compagine attuale. Stiamo parlando di quel periodo storico che comincia nel 1936, anno in cui, successivamente al crollo della Spagna repubblicana, scoppia la guerra civile spagnola, che terminerà con la vittoria di Francisco Franco. Inaugurato nell’ottobre 1936 e terminatosi con la sua morte nel novembre 1975, il regime totalitario che egli instaurerà è il più lungo che la Spagna abbia conosciuto dal XVII secolo a questa parte. Questa quarantina di anni ha cambiato il volto di una nazione, trasformandola in quello stato moderno e aperto al mondo quale si presenta oggi ai nostri occhi. Paradossalmente questi eventi, e in modo particolare la dittatura di Franco, sebbene non possano essere purificati dal loro “peccato originale” e dalla repressione sanguinosa che hanno esercitato, hanno fornito le basi degli attuali successi della Spagna, poiché hanno contribuito ad appianare quelli che fino ad allora erano considerati gli ostacoli principali all’allineamento politico della Spagna con gli altri paesi europei

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1. INTRODUZIONE. LA SPAGNA TRA XIX E XX SECOLO Il XX secolo è stato uno dei periodi più densi di eventi, evoluzioni e rivoluzioni che l’umanità nel suo lungo cammino abbia attraversato. Un secolo che ha trasformato il volto della storia. Ma, andando aldilà degli stretti confini cronologici, risulta abbastanza complicato individuare l’inizio di questo periodo storico dal punto di vista dei fatti. E la constatazione di tale indefinibilità vale in particolare per la Spagna. Per questo paese tale questione risulta ancora più complessa rispetto ai paesi europei che si sono industrializzati e democratizzati prima. Per la Spagna si rivela estremamente difficile affondare nel tempo le origini recenti della sua dinamica attuale, circoscrivere i contenuti della memoria attiva della sua società e individuare il filo conduttore degli attori che hanno plasmato il suo aspetto attuale. Quando comincia per la Spagna questo secolo? In ogni caso in netto ritardo rispetto ai paesi del nucleo avanzato dell’Europa occidentale. La maggior parte di questi paesi liquida il proprio ancien régime prima del 1870, addirittura prima del 1840 nel caso della Francia, dell’Inghilterra e del Belgio. In quella parte d’Europa il rimodellamento della struttura fondiaria porta già allora ad un’agricoltura di mercato, al declino della società contadina e alla scomparsa delle endemiche carestie alimentari. La trasformazione dei valori vi si traduce anche nella relativa laicizzazione dei comportamenti, nella limitazione del fattore religioso nella sfera delle credenze private, nella relativa autonomizzazione dei comportamenti individuali soprattutto grazie alla grande rivoluzione demografica. In campo politico questi paesi assistono alla nascita del parlamentarismo liberale, all’allargamento del suffragio alle masse, alla nascita degli attuali sistemi di partiti e alla comparsa del sindacalismo moderno. Anche sotto l’aspetto economico, il progresso continua in maniera accelerata, portando questi stati verso una sicurezza economica più che stabile all’interno del gioco del libero mercato. Nulla di tutto ciò si verifica nella Spagna di quel tempo. In altre parole non si assiste a quella rottura degli equilibri secolari che aveva caratterizzato l’Ottocento negli altri paesi europei. Costellato di incidenti che alimentano il particolarismo degli spagnoli, il XIX secolo rappresenta per la Spagna una fase di grande confusione storica, che si cercherà di eliminare con scarso successo lungo il XX secolo. La storia del Novecento spagnolo può essere interpretata come una serie di tentativi condotti contro quella fatalità antidemocratica attraverso i deboli strumenti della politica; o come la storia dei cambiamenti profondi – di natura economica, sociale e culturale – che hanno tardivamente eroso quella fatalità, fino a rendere meno evidente la sproporzione fra i gravami di un passato troppo protratto e le risorse diventate sufficienti della strategia politica 1 .                                                             1 Cfr. G. HERMET, Storia della Spagna nel Novecento, Bologna 1999, pp. 9-14. 3

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