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Beteween Art and Cinema of Dream: Méliès, Buñuel, Deren, Lynch.

Dove inizia la finzione e dove inizia la realtà del nostro essere?
Dove finisce la fantasia e cos'è “vero” e cosa no?
Il campo d'indagine é la dimensione intima, individuale, onirica dell'essere umano; che personalmente considero non solo assolutamente “reale”, ma anche di pari dignità rispetto alla realtà tangibile.
Il concetto di “realtà tangibile” é riassumibile, sia pure molto superficialmente, in ciò che si può vedere, toccare, udire ecc.
In pratica è la realtà colta dai cinque sensi. Il tema che tratto, in relazione ad alcuni artisti servitisi del mezzo-cinema e delle sue possibilità, si situa in un punto dove si snoda il rapporto d'interdipendenza necessario tra l'essere umano creativo, e la sua dimensione onirica.
A questo proposito la tesi si divide in due parti.
La prima parte è dedicata all'approfondimento di studi sul cinema, in particolare dal punto di vista psicoanalitico.
Si fa riferimento alle teorie freudiane, cosi come al lavoro di studiosi come Lacan e alle loro teorie relazionate al cinema.
Partendo da Christian Metz, fino ad esperti contemporanei del campo come la Dott.ssa Lucilla Albano e il Dott. Paolo Bertetto, si accompagna la prima parte della ricerca, al fine di conferire validità e spessore scientifico al lavoro di analisi successivo giocando anche un ruolo d'orientamento necessario per quest'ultimo.
La seconda parte verte invece su un lavoro analitico dei singoli artisti, che ho scelto perché ho ritenuto che il loro contributo fosse importante sia dal punto di vista cinematografico, sia in relazione alle arti visuali e in particolare la pittura.
George Méliès per il cinema delle origini; per la generazione immediatamente successiva Luis Buñuel con il suo meraviglioso Chien Andalou; Maya Deren in riferimento alla neoavanguardia cinematografica americana; infine, per il cinema della contemporaneità, ma anche per il gusto pittorico ed estetico proprio di questo cinema, un'altra personalità proveniente dagli Stati Uniti d'America: David Lynch.

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1 Prefazione Prima di iniziare, vorrei dire che le considerazioni critiche e le valutazioni espresse in questa sede vanno un po' al di là del puro impegno della stesura della mia tesi di laurea, in quanto la curiosità per il sogno e per tutti gli aspetti culturali ad esso connessi occupano già da tempo gran parte degli interessi che si riversano nella mia attività artistica. Mi riferisco dunque al Sogno, la dimensione onirica, intima, la Realtà Altra. Ma non a lui solo! In relazione a quest'ultimo, mi riferirò al mezzo artistico contemporaneo che più si presta a lasciar tracciare tra se stesso e il Sogno parallelismi e analogie: Il Cinema, lo schermo, la messa in scena, il simulacro, la Realtà Altra. L’idea di affrontare in modo approfondito il tema del sogno e di alcune espressioni del cinema che con il sogno si sposano, risale, in fase ancora del tutto embrionale, alla visione di un film piuttosto recente, The Science of Sleep (2006), noto in Italia con il titolo, L’Arte del Sogno di Michel Gondry. Protagonista del film è Sthéphan (personaggio interpretato da Gael García Bernal, già famoso grazie ai film, La Mala Educaciòn, di Almodòvar e Diarios de Motocicleta di W.Salles, ambedue del 2004). Stéphan si muove inizialmente in una specie di “casetta” costruita interamente in cartone che assomiglia ad uno studio televisivo. Potremmo apparentemente interpretarla come uno spazio ludico, ma la sua funzione di non-luogo va invece assunta a livello simbolico come l’anticamera di una “realtà altra” che si situa tra vita e sogno. La scena iniziale del film si apre quindi sul protagonista, che si muove come se agisse in un programma televisivo di cucina, intento a preparare per un pubblico immaginario una ricetta ben strana: la ricetta del sogno, impegnandosi a insegnare ai telespettatori-sogno, «come si fa un sogno»: «I'll show you how dreams are prepared: love, friendships, relationships, and all those ships». Per intrinseca struttura dell'evento-cinema, la comunicazione tra il pensiero qui rappresentato, che si svolge entro e non oltre i limiti si se stesso, diventa “reale comunicazione”: noi, pubblico in carne ed ossa del film di Gondry, ci

Tesi di Laurea

Facoltà: Design e Arti

Autore: Silvia Sardellaro Contatta »

Composta da 150 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6280 click dal 27/03/2009.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.