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Soft Power. Una riflessione sulla teoria di Joseph Nye

Soft power è un'espressione coniata da Joseph Nye (professore ad Harvard e Consigliere per la Difesa nell'amministrazione Clinton), che indica la capacità di influenzare il comportamento altrui ricorrendo all'attrattiva piuttosto che alla coercizione o all'induzione.
E' perciò una forma di potere più indiretta dell'hard power (economico o militare), meno legata al governo e che permette di ottenere risultati nel lungo periodo (obiettivi "di ambiente").
Le sue fonti sono la cultura, i valori e la politica estera, tre aspetti che vengono presi in considerazione nella tesi con particolare riferimento agli Stati Uniti.
Il soft power assume un'importanza fondamentale nell'era dell'informazione, in cui il potere diventa più diffuso e occorre tener conto delle preferenze altrui. Per questo un capitolo della tesi viene dedicato alla rivoluzione dell'informazione, basata sui network e sulla blogosfera. Vengono evidenziate le differenze tra blogosfera e mediasfera e l'impatto delle nuove forme di comunicazione sulla politica e sull'identità dell'individuo, che diventa multipla (reale e virtuale) e sempre più transnazionale.
Infine viene considerata la capacità di Barack Obama di coniugare questi due aspetti innovativi nell'esercizio del suo mandato politico.

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5 CAPITOLO I IL SOFT POWER 1. Definizione di Soft Power L’espressione “soft power” è stata formulata per la prima volta all’inizio degli anni ’90 da Joseph Nye e indica la “capacità di ottenere ciò che si vuole tramite la propria attrattiva piuttosto che con il ricorso alla coercizione o a compensi in denaro” (NYE 2005, p. 34). Il concetto di soft power non coincide con quello di propaganda, né con il semplice esercizio di relazioni pubbliche. Si riferisce piuttosto al modo in cui queste vengono tradotte in una forma di potere, una risorsa con cui qualsiasi Stato (non solo una grande potenza) può influenzare il punto di vista altrui e, quel che più conta, le politiche estere degli altri Paesi. Non si tratta di una novità, poiché il soft power è già stato ampiamente utilizzato in passato, ad esempio all’epoca della Guerra fredda. In quel contesto la minaccia dell’uso di strumenti militari si accompagnò infatti ad una serie di iniziative, mirate a diffondere la cultura e lo stile di vita americano nell’Europa divisa tra Est e Ovest. Secondo G. Kennan, esso contribuì ad erodere il consenso all’interno del blocco comunista, favorendo così la fine del “conflitto”. Nel panorama attuale delle relazioni internazionali, il soft power assume però una connotazione differente, in funzione delle mutate circostanze e dei diversi equilibri di potere, esattamente come avviene per l’hard power. L’informazione è una forma di potere e i progressi realizzati oggi nei settori della comunicazione e delle tecnologie la rendono una risorsa alla portata di tutti. Nye analizza, al proposito, quel fenomeno noto come “privatizzazione della guerra”, per cui le tecnologie di distruzione di massa diventano più facilmente accessibili ai gruppi

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: sede di Gorizia

Autore: Giada Franchino Contatta »

Composta da 110 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.