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L'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi. Una valutazione critica dell'esperienza italiana.

Informazioni tesi

  Autore: Daniela Iride
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Gianluigi Alzona
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 141

La crisi di un impresa, ancor più se di grosse dimensioni, coinvolge tutta una serie di soggetti: in primo luogo l'imprenditore e i lavoratori, ma anche i fornitori, i clienti, lo Stato, l'intera comunità. Di fronte alla prospettiva del fallimento, che comporta l'estinzione dell'impresa e la dispersione del patrimonio produttivo e occupazionale, troviamo l'istituto dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi che tenta il salvataggio delle imprese. Al di là dell'evoluzione normativa influenzata spesso da situazioni contingenti è interessante andare a vedere se tale istituto dalla sua nascita, dal 1979, a oggi è stato effettivamente utile, ha consentito il salvataggio delle imprese o ha solo prolungato la vita a imprese destinate al fallimento. Nel mio lavoro intendo rispondere principalmente a questo quesito, attraverso l'analisi delle procedure avviate nei vari anni. Si è effettivamente riusciti a preservare il patrimonio produttivo e occupazionale?

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IV Introduzione L’istituto dell’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi è nato alla fine degli anni 70 per promuovere il risanamento delle imprese di grosse dimensioni che, a causa della crisi del sistema industriale italiano erano sull’orlo del fallimento. Si correva il rischio di disperdere grossi patrimoni aziendali di gruppi che, dato le loro dimensioni, avevano una certa importanza nel panorama nazionale, grazie a produzioni di qualità che molte volte superavano i confini nazionali e conoscenze di nicchia non facili da riprodurre. Ciascun’azienda costituisce una risorsa per il territorio nel quale è stanziata; è un soggetto che interagisce con l’intera comunità, trasmettendo e raccogliendo valori e risorse. Un’azienda che fallisce è definitivamente estinta, svaniscono tutta una serie di valori immateriali: il suo nome, il suo marchio, l’insieme di conoscenze delle persone che la costituiscono. Un’impresa non è solo un insieme di macchinari, ma più che altro è un insieme di persone e di conoscenze che evolvono nel tempo rendendola una realtà unica sul mercato. La procedura di amministrazione straordinaria vuole dare un’ultima chance alle imprese in crisi, un’ultima possibilità di risollevarsi. All’interno dell’impresa lavorano un certo numero di dipendenti che sono implicati in primo piano nella crisi poiché rischiano di perdere il posto di lavoro. Essi sono coinvolti psicologicamente in quanto la crisi dell’azienda in cui lavorano crea incertezza e preoccupazioni sul loro futuro soprattutto per chi ha una famiglia da mantenere. L’istituto dell’amministrazione straordinaria fa un’ultima prova per riuscire a risollevare l’impresa e permetterle di rimanere sul mercato: il tentativo può portare a esiti positivi, in tal caso è stata giusta la scelta di avviare la procedura di amministrazione straordinaria, o esiti negativi, cioè l’azienda fallisce comunque. In quest’ultimo caso si è solamente allungata la vita di un’impresa destinata alla chiusura. Si sono illusi i dipendenti e tutti quelli che contavano sull’azienda.

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