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Il Giansenismo politico nella Francia del tardo Settecento

Il giansenismo politico è l’altra faccia del movimento giansenista che si concreta dapprima come movimento religioso ma che trasferisce successivamente l’opposizione ideologica dal campo religioso al campo politico, dall’opposizione ai gesuiti all’opposizione in Parlamento.
I giansenisti si considerano i depositari della verità, di una verità alquanto scomoda in quanto si fonda sulla distinzione netta fra Stato di diritto divino e Sovrano, quest’ultimo non più ministro di Dio ma “semplice Re capo” dello Stato.
La lotta politica giansenista si sviluppa all’interno del Parlamento, considerato il depositario delle leggi, grazie ai magistrati e gli avvocati giansenisti.
Il giansenismo si dissolve poi in vari rami politici, ma nella divulgazione del pensiero religioso semina i dubbi sul rapporto fra monarchia e religione che involontariamente contribuiranno agli scossoni pre-rivoluzionari.

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INTRODUZIONE La resistenza del movimento giansenista iniziò nel 1713, anno di promulgazione della bolla Unigenitus, e proseguì in questa veste fino al 1764, anno di espulsione dei Gesuiti. In questo periodo il giansenismo si trasformò e si adattò agli avvenimenti, influenzandoli in maniera incisiva soprattutto nel momento della trasposizione politica della resistenza. I pilastri del movimento erano costituiti dal figurismo, una teologia della storia che si basava sulla corrispondenza tra le Sacre Scritture e la storia contemporanea e dalla dottrina della resistenza nella Chiesa, fondata sul manifesto del giansenismo, l’opera “Témoignage de la vérité” di La Borde, alla base dell’appello al giudizio dei fedeli. Gli illustri teologi del figurismo e propagandisti di tale interpretazione furono Duguet e d’Etemare. Il discepolo di Duguet, d’Etemare, riuscì a concretizzare come emblema il piccolo monastero di Port Royal, che divenne lo stendardo della resistenza e accompagnò il movimento nel corso degli avvenimenti. Port Royal diventò figura religiosa e poi politica nella quale si identificarono i difensori della verità. Il nemico, in contrapposizione a Port Royal, era la Compagnia di Gesù, fantasma onnipotente e partito dell’errore che voleva influenzare le coscienze ed alimentare il suo potere. Il sistema concreto di propaganda giansenista attraverso il quale il partito voleva aggiungere una nuova risorsa alla lotta, i laici, era la stampa clandestina. Gli strumenti erano i libri giansenisti e il settimanale “Les Nouvelles Ecclésiastiques” che venne stampato dal 1728 al 1803 e creò, soprattutto nel primo periodo, l’illusione dell’esistenza di un’opinione pubblica già formata e della quale il giornale era il mezzo di espressione. Questo sistema venne interamente sostenuto dai giansenisti, i quali realizzarono una struttura particolare di finanziamento che non conosceva dispersioni, la “Boite à Perrette”.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Antonella Curione Contatta »

Composta da 92 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1478 click dal 01/04/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.