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Le ICT al servizio dei progetti di democrazia elettronica

La tesi cerca di illustrare il ruolo di Internet e delle ICT al servizio dei progetti di democrazia elettronica. Sempre più diffusi sono infatti i tentativi di innestare all’interno del processo democratico le innovazioni prodotte dalle tecnologie della comunicazione e dell’informazione. Gli esiti però sono profondamente diversi tra loro, per il numero di variabili che incrociandosi delineano situazioni e contesti sociali, culturali ed economici differenti.Come reagisce infatti il sistema democratico all’incessante trasformazione prodotta dal progresso tecnologico e dalla sue applicazioni nel campo dell’informazione e della comunicazione?La trasformazione della società è sotto gli occhi di tutti ed è parte del vissuto quotidiano dell’uomo contemporaneo. La globalizzazione economica ha prodotto un’implosione di segni, stili di vita, abitudini e costumi sociali. La tecnologia ha reso accessibile e, apparentemente, a portata di mano una quantità di informazioni inimmaginabile. L’esplosione di Internet e della comunicazione in rete hanno fatto il resto, mettendo nelle mani di miliardi di persone un canale di comunicazione orizzontale, aperto, semplice e accessibile. La democrazia per quanto, analizzandone alcuni aspetti e le parecchie storture, possa sembrare oggi un sistema imperfetto, rappresenta comunque il migliore dei sistemi possibile per governare la complessità contemporanea. Forse pecca di inefficienza, spesso soccombe nel disordine burocratico, a volte appare corrosa e scippata della sua reale capacità di intervenire e incidere sulla vita del cittadino del terzo millennio a tutto vantaggio della rete economica e finanziaria globale; ma la democrazia rimane «il tema di riferimento per il buon governo in un mondo turbolento» .Prendendo spunto da un articolo di Castells sono poi passato a illustrare come cambia la comunicazione di massa al tempo di Internet e quanto, sempre più, la comunicazione si configuri come potere. In quest’ottica ho illustrato alcuni aspetti della recente esplosione dei movimenti no-global su internet, la forte caratterizzazione su Internet della campagna elettorale americana e il prepotente sbarco sul web delle grandi corporation della comunicazione broadcast. Ho passato poi in rassegna tutte le tecnologie utilizzabili nei processi di e-democracy accogliendo la classificazione proposta in “Linee guida per la promozione della cittadinanza digitale: e-democracy” che tripartisce gli strumenti delle ICT in tecnologie per l’informazione, il dialogo e la consultazione. Ho poi analizzato diversi modelli di e-democracy in relazione ai diversi apporti tecnologici e alla reale consistenza della partecipazione dei cittadini. Questo lavoro classificatorio mi ha permesso di analizzare seguendo un preciso criterio le esperienze migliori di e-democracy condotte nel mondo, in Europa e in Italia che occupano circa metà del secondo capitolo. Nel terzo capitolo ho evidenziato la necessità di un importante lavoro di progettazione per attivare percorsi di e-democracy realmente condivisi e a portata dei cittadini. Ho ribadito l’importanza di puntare sulle esperienze locali e cittadine e ho proposto un possibile percorso progettuale. Nella definizione di un possibile percorso progettuale ho evidenziato l’importanza della conoscenza del contesto, degli ambiti di attuazione, dei soggetti coinvolti, della valutazione delle precedenti esperienze, dello spazio partecipativo e delle regole relative alla partecipazione. Come esempio ho scelto le regole del “progetto E21” che vede coinvolti circa dieci comuni dell’area lombarda in un progetto coordinato di e-government. Ho concluso il terzo capitolo accennando all’importanza della promozione dei progetti in termini di marketing e alla necessità di periodiche valutazioni e verifiche. A questo proposito ho suggerito la tecnica del benchmarking.
Nel quarto capitolo, quello delle conclusioni, ho puntato su alcuni aspetti che sono emersi dalla tesi e li ho sviluppati.

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 1    La tesi cerca di illustrare il ruolo di Internet e delle ICT al servizio dei progetti di democrazia elettronica. Sempre più diffusi sono infatti i tentativi di innestare all’interno del processo democratico le innovazioni prodotte dalle tecnologie della comunicazione e dell’informazione. Gli esiti però sono profondamente diversi tra loro, per il numero di variabili che incrociandosi delineano situazioni e contesti sociali, culturali ed economici differenti. Come reagisce infatti il sistema democratico all’incessante trasformazione prodotta dal progresso tecnologico e dalla sue applicazioni nel campo dell’informazione e della comunicazione? La trasformazione della società è sotto gli occhi di tutti ed è parte del vissuto quotidiano dell’uomo contemporaneo. La globalizzazione economica ha prodotto un’implosione di segni, stili di vita, abitudini e costumi sociali. La tecnologia ha reso accessibile e, apparentemente, a portata di mano una quantità di informazioni inimmaginabile. L’esplosione di Internet e della comunicazione in rete hanno fatto il resto, mettendo nelle mani di miliardi di persone un canale di comunicazione orizzontale, aperto, semplice e accessibile. La democrazia per quanto, analizzandone alcuni aspetti e le parecchie storture, possa sembrare oggi un sistema imperfetto, rappresenta comunque il migliore dei sistemi possibile per governare la complessità contemporanea. Forse pecca di inefficienza, spesso soccombe nel disordine burocratico, a volte appare corrosa e scippata della sua reale capacità di intervenire e incidere sulla vita del cittadino del terzo millennio a tutto vantaggio della rete economica e finanziaria globale; ma la democrazia rimane «il tema di riferimento per il buon governo in un mondo turbolento» 1 . Quale ruolo avranno Internet e le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione all’interno delle istituzioni democratiche? Serviranno a sintetizzare e raccogliere le molteplici istanze che provengono da una società sempre più composita e sfuggente? Vengono subito incrociate la visione della Ciberdemocracia di Levy e alcuni aspetti del pensiero di McLuhan per ricavarne un utile raffronto con l’attuale situazione relativa ai progetti di e-democracy e-government e, soprattutto, per capire la più importante lezione di Internet, cioè che il network è il messaggio. «il network è il messaggio […] Internet è la trama delle nostre vite. Se la tecnologia dell’informazione è l’equivalente odierno dell’elettricità nell’era industriale, Internet potrebbe essere paragonata sia alla rete elettrica sia al motore elettrico, grazie alla sua capacità di distribuire la potenza dell’informazione in tutti i campi dell’attività umana. […] Internet è la base tecnologica della forma organizzativa nell’età dell’informazione: è il network». Prendendo spunto da un articolo di Castells sono poi passato a illustrare come cambia la comunicazione di massa al tempo di Internet e quanto, sempre più, la comunicazione si configuri come potere.                                                             1 DE KERCKOVE, TURSI, Dopo la democrazia? Il potere e la sfera pubblica nell’epoca delle reti, Apogeo, Milano, 2006

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Salvatore Tomarchio Contatta »

Composta da 200 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.