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La responsabilità penale dello psichiatra per il suicidio dell'assistito

Attraverso un’accurata ed approfondita analisi della sentenza n. 10430/2004 della IV Sezione Penale della Cassazione, il presente lavoro prende in esame il problema della sussistenza o meno, in capo allo psichiatra, di una posizione di garanzia verso il paziente, mettendo in risalto l’evoluzione legislativa in materia e gli approdi della più recente dottrina.

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2 1. Il fatto: il suicidio di una paziente affetta da sindrome depressiva psicotica e la condanna dello psichiatra Una paziente affetta da sindrome depressiva psicotica e che aveva, in precedenza, tentato per ben tre volte il suicidio tramite defenestrazione è ricoverata presso una casa di cura privata dal 30 giugno 1997. La mattina del 10 luglio 1997, la paziente chiede allo psichiatra che la ha in cura (che è anche il direttore della casa di cura che la ospita) il permesso di uscire “a fare un giretto” ed “a mangiare un gelato”, accompagnata da un’assistente volontaria (priva di specializzazione in campo psichiatrico e di conoscenze medico – infermieristiche). Lo psichiatra le concede il permesso, omettendo, però, di fornire all’assistente volontaria informazioni dettagliate sullo stato mentale della paziente, in particolare omettendo di riferirle che la paziente aveva già tentato di suicidarsi per tre volte tramite defenestrazione.

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Osvaldo Magnani Contatta »

Composta da 61 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2395 click dal 21/04/2009.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.