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Un'indagine sull'applicazione del triage infermieristico intraospedaliero avanzato nel pronto soccorso dell'ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto

All’età di 16 anni, iscritta come volontaria ad una Pubblica Assistenza del mio paese, iniziando ad effettuare i trasporti con i mezzi di soccorso, ho conosciuto la realtà del Pronto Soccorso dell’Ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto dove inizialmente non ho percepito differenze con gli altri ospedali della zona, ai pazienti che arrivavano in PS veniva attribuito un codice colore che rispecchiava una determinata priorità per l’accesso alla visita medica.
Con il passare degli anni e continuando a frequentare il Pronto Soccorso mi sono resa conto che qualcosa stava cambiato, ho notato che il carico di responsabilità infermieristica e di autonomia decisionale giorno dopo giorno aumentava, ma è stato nel Novembre 2007 quando ho notato che effettivamente qualcosa era cambiato.
M.C. 65 anni si presenta al PS dopo aver subito un trauma al 3 dito della mano destra, viene accolto dall’infermiere triagista che assegna un codice colore e compila una richiesta per eseguire degli RX alla mano destra, la firma, la consegna all’ausiliario che accompagna subito il paziente in radiologia.
Nel vedere ciò rimasi sorpresa, un infermiere che firma una richiesta per degli Rx?
La curiosità che ha suscitato in me quell’evento aumentava sempre di più, guardavo ogni giorno con più attenzione ciò che facevano gli infermieri di triage ed ogni giorno rimanevo più sorpresa, rilevavano parametri vitali, eseguivano ECG, prendevano vie venose, eseguivano richieste per la ginecologia, la pediatria, l’otorino, l’oculistica, la sala di attesa del PS sembrava meno affollata del solito e gli animi di chi aspettava sembravano più tranquilli.
La domanda sorge spontanea, cosa sta succedendo al Pronto Soccorso di San Benedetto del Tronto

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Introduzione All’età di 16 anni, iscritta come volontaria ad una Pubblica Assistenza del mio paese, iniziando ad effettuare i trasporti con i mezzi di soccorso, ho conosciuto la realtà del Pronto Soccorso dell’Ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto dove inizialmente non ho percepito differenze con gli altri ospedali della zona, ai pazienti che arrivavano in PS veniva attribuito un codice colore che rispecchiava una determinata priorità per l’accesso alla visita medica. Con il passare degli anni e continuando a frequentare il Pronto Soccorso mi sono resa conto che qualcosa stava cambiato, ho notato che il carico di responsabilità infermieristica e di autonomia decisionale giorno dopo giorno aumentava, ma è stato nel Novembre 2007 quando ho notato che effettivamente qualcosa era cambiato. M.C. 65 anni si presenta al PS dopo aver subito un trauma al 3 dito della mano destra, viene accolto dall’infermiere triagista che assegna un codice colore e compila una richiesta per eseguire degli RX alla mano destra, la firma, la consegna all’ausiliario che accompagna subito il paziente in radiologia. Nel vedere ciò rimasi sorpresa, un infermiere che firma una richiesta per degli Rx? La curiosità che ha suscitato in me quell’evento aumentava sempre di più, guardavo ogni giorno con più attenzione ciò che facevano gli infermieri di triage ed ogni giorno rimanevo più sorpresa, rilevavano parametri vitali, eseguivano ECG, prendevano vie venose, eseguivano richieste per la ginecologia, la pediatria, l’otorino, l’oculistica, la sala di attesa del PS sembrava meno affollata del solito e gli animi di chi aspettava sembravano più tranquilli. La domanda sorge spontanea, cosa sta succedendo al Pronto Soccorso di San Benedetto del Tronto? Era oramai ora di iniziare a pensare alla tesi di laurea e la mia curiosità sembrava calzare a pennello per la scelta di un argomento da approfondire, iniziai a fare domande cercando di acquisire più informazioni possibili sull’argomento, decisi di pormi degli obbiettivi e chiedere a infermieri e medici del Pronto Soccorso da dove provenisse tanta autonomia attribuita agli infermieri del triage e se c’era la possibilità di approfondire l’argomento magari sviluppando una tesi di laurea, loro fin da subito si sono dimostrati gentili e disponibili nei miei confronti dandomi tutte le informazioni possibili e spiegandomi che si trattava di un progetto sperimentale, ideato dal Gruppo G.I.R.E. (Gruppo Infermieri Ricerca Emergenza) costituito da 1

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Ilaria Piunti Contatta »

Composta da 95 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6155 click dal 08/04/2009.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.