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Un nuovo capolavoro sconosciuto. Out 1: Noli me tangere (1971) di Jacques Rivette

Informazioni tesi

  Autore: Gianluca Attoli
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della comunicazione sociale e istituzionale
  Relatore: Elena Dagrada
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 220

L'avventura cinematografica di Jacques Rivette è un costante ritorno a quel «luogo supremo in cui il tempo è abolito», di cui ogni film è un'istantanea e un ricordo. Out 1: Noli me tangere (1971) – d'ora in poi Out 1 – è, in questo senso, l'opera che in assoluto ne restituisce il mistero e il fascino, che più di tutte è rimasta e continua a rimanere in quella dimensione, nella sua persistente e ostinata invisibilità.
Out 1 è permeato da una densa aura di opera classica, in senso benjaminiano: è unico, mai distribuito, mostrato al pubblico poche volte, desiderato e inseguito dagli appassionati e dalla critica più curiosa, difficile da guardare per l'assenza sistematica di qualsiasi agevolazione verso lo spettatore, a partire dalla durata, oltre dodici ore: come il Graal, comporta fatica (e un po' di fortuna) nel raggiungerlo e responsabilità nel possederlo.
La presa di coscienza di questa responsabilità, oltre ad un personale affetto per l'opera, è il motivo principale della nostra trattazione. Considerate la rarità del film, nonostante la fama mitica di cui gode, e la conseguente difficoltà di possederne una copia e avere dunque la possibilità di una visione approfondita e ripetuta (indispensabile per uno studio accurato), non stupisce che la letteratura in materia sia estremamente scarsa, e spesso, purtroppo, piuttosto superficiale. Non è mai stato pubblicato un studio sul film che ne approfondisca tutti gli aspetti, dalle vicende produttive alle tematiche, alle influenze presenti, all'analisi dei personaggi principali: nel disinteresse ostinato di molta critica e soprattutto di larga parte del mondo accademico, sono state pubblicate solo alcune recensioni (soprattutto in corrispondenza delle rare proiezioni proposte fino ad oggi) e pochi studi più approfonditi, sempre diretti comunque ad alcuni aspetti del film. Sembra insomma sia stato spesso evitato un approccio totale al film, preferito sempre ad un avvicinamento timido a una parte di esso. A questo contribuisce la fama, a nostro avviso ingiustificata, del cinema rivettiano, troppo spesso visto e pensato come enigmatico, scostante e “difficile”: preciso scopo del nostro lavoro è non solo di sollevare Out 1 dalla trascuratezza in cui è stato gettato e in cui continua a languire, ma anche seminare il dubbio che il cinema di Rivette sia forse più semplice e più aperto di quanto spesso si creda.
Da qui la necessità di intraprendere uno studio che abbracciasse la generalità dell'opera, cercando di raccogliere e approfondire gli spunti di riflessione più significativi proposti in letteratura, che sta alla base della trattazione che segue.
La prima fase del nostro lavoro è stata dedicata alla raccolta del materiale bibliografico, senza limitazioni disciplinari di alcun tipo. In seguito, si è proceduto ad organizzare la stesura dello studio. La struttura della nostra trattazione è orientata dal proposito di fornire un quadro del film allo stesso tempo ampio, per la vastità degli approfondimenti proposti, e il più possibile preciso ed esauriente nella singola specificità degli stessi. La prima parte del lavoro è dedicata a un approfondimento di carattere filologico, in cui abbiamo cercato di tracciare un ritratto delle vicende che hanno interessato Out 1 dal 1970 ad oggi (ricostruendo dunque le vicissitudini produttive e distributive della pellicola, e raccogliendo il massimo di riferimenti possibili alle proiezioni mondiali e ai passaggi televisivi europei del film di cui abbiamo avuto notizia).
Se la scelta dei personaggi da approfondire è stata relativamente semplice (le figure principali del film sono poche), più complesso è stato decidere quali tematiche e quali influenze presenti nel film privilegiare. Per le prime, si è deciso di selezionare quelle che, nella loro specificità, permettessero di condurre riflessioni il più possibile articolate e ampie sul film e l'autore; argomenti dunque ben definiti, ma contemporaneamente ricchi di possibili collegamenti con il resto dell'opera, con la cinematografia rivettiana, fino a lambire il contesto storico, culturale e artistico in cui Out 1 è nato. Ciò non significa che altri elementi e temi del film siano stati ignorati: l'ampiezza a cui abbiamo fatto riferimento riguarda anche e soprattutto la possibilità di includere, come in un gioco di scatole cinesi, gli aspetti “minori” del film nell'ambito delle riflessioni, più vaste, su quelli “maggiori”.

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Introduzione C'è un istante in Mozart in cui la musica sembra non nutrirsi più che di se stessa, dell'ossessione di un accordo puro, tutto il resto non è che avvicinamenti, approfondimenti successivi, e ritorni in quel luogo supremo in cui il tempo è abolito. (Jacques Rivette) L'avventura cinematografica di Jacques Rivette è un costante ritorno a quel «luogo supremo in cui il tempo è abolito», di cui ogni film è un'istantanea e un ricordo. Out 1: Noli me tangere (1971) – d'ora in poi Out 1 – è, in questo senso, l'opera che in assoluto ne restituisce il mistero e il fascino, che più di tutte è rimasta e continua a rimanere in quella dimensione, nella sua persistente e ostinata invisibilità. Out 1 è permeato da una densa aura di opera classica, in senso benjaminiano: è unico, mai distribuito, mostrato al pubblico poche volte, desiderato e inseguito dagli appassionati e dalla critica più curiosa, difficile da guardare per l'assenza sistematica di qualsiasi agevolazione verso lo spettatore, a partire dalla durata, oltre dodici ore: come il Graal, comporta fatica (e un po' di fortuna) nel raggiungerlo e responsabilità nel possederlo. La presa di coscienza di questa responsabilità, oltre ad un personale affetto per l'opera, è il motivo principale della nostra trattazione. Considerate la rarità del film, nonostante la fama mitica di cui gode, e la conseguente difficoltà di possederne una copia e avere dunque la possibilità di una visione approfondita e ripetuta (indispensabile per uno studio accurato), non stupisce che la letteratura in materia sia estremamente scarsa, e spesso, purtroppo, piuttosto superficiale. Non è mai stato pubblicato un studio 1

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