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Luigi XVII tra mito e storia

Luigi XVII non è il nome di un sovrano che richiama alla memoria memorabili vicende manualistiche quali le celeberrime battaglie combattute da Napoleone Bonaparte o la straordinaria competenza politica adoperata dalla regina Vittoria d’Inghilterra; egli non è ricordato per aver reso nota la propria magnificenza edificando una sontuosa reggia o per la firma in un trattato di pace. Ha realizzato molto più di tutto ciò, dando origine ad uno dei più intricati misteri della storia: l ’ Énigme du Temple.
Il presente lavoro, lungi dal presentarsi come biografia, si propone di chiarire tale vicenda, il cui protagonista altri non è che un bambino prematuramente deceduto all’età di dieci anni, terzogenito dei pressoché leggendari Maria Antonietta e Luigi XVI, ghigliottinati nel 1793 per volere della collera rivoluzionaria. La tesi esplicata nei capitoli a seguire nasce soprattutto come risposta ad un quesito: chi era costui? Non compare nei testi scolastici e non è citato durante lo studio della Rivoluzione Francese, sebbene sia constatazione generale che, tra Luigi XVI e Luigi XVIII, sussista un vuoto mai colmato. Ebbene, riempire tale lacuna è assai arduo, poiché la fine cui il fanciullo andò incontro sta alla base di una contesa dinastica che si trascina dal 1795, responsabile del mito cui la storia è stata intrisa.
Il primo capitolo è dedicato all’infanzia del piccolo Re: secondo figlio maschio della coppia Luigi di Borbone e Maria Antonietta d’Asburgo, e nato a Versailles il 27 marzo 1785, il fanciullo divenne Delfino, cioè erede alla corona francese, in seguito alla morte del fratello maggiore Luigi-Giuseppe avvenuta nel giugno 1789; in questo preciso anno la sua vita muterà radicalmente a causa, non solo del nuovo rango acquisito, ma soprattutto per le funeste ombre che la Rivoluzione Francese getterà sul suo dorato futuro. Infatti, la sciagurata partenza dalle Tuileries di Parigi, per scampare al follia popolare, e l’arresto, a Varennes, della Famiglia Reale in fuga, condurranno il giovane Luigi ed i suoi cari alla prigione del Tempio, teatro delle più terribili disgrazie.
Il secondo capitolo descriverà l’internamento al Temple per volere della Comune e le quotidiane ingiustizie che gli ex sovrani ed i loro figli, Maria Teresa, detta Madame Royale, e Luigi-Carlo, dovettero subire in nome dei diritti che la neonata Nazione aveva appena acquisiti; in questa sezione è palese il rapporto esistente tra le vicende politiche della cadente monarchia ed il principino, legato indissolubilmente alla sorte dei propri genitori e alla stessa Rivoluzione. Due date salienti vengono menzionate: il 21 gennaio 1793, egli diviene Luigi XVII, ascendendo ad un trono senza corona mentre il capo di suo padre ancora gronda di sangue sul patibolo del boia Sanson; il 16 ottobre 1793, Maria Antonietta è condannata a morte con accuse gravissime proferite dallo stesso bambino, costretto ad incolpare di incesto la tenera e adorata madre, dopo esserne stato allontanato affinché, per opera del ciabattino Simon, divenisse un vero cittadino francese, indifferente e ostile alla nobiltà.
Il terzo capitolo è dedicato alla morte di Luigi XVII per tubercolosi, ed al mistero creatosi in seguito ad essa; molti infatti ritennero che il fanciullo fosse fuggito con la complicità di alcuni carcerieri, e poi sostituito. Alla dubbia scomparsa del Re bambino sono incatenate le centinaia di impostori che, recitando alla perfezione la parte dell’orfanello del Tempio, godettero di fama e fortuna; un paragrafo a parte è per Naundorff, l’unico pseudo-principe sostenuto da estimatori ed ammiratori realmente persuasi che egli fosse il figlio di Maria Antonietta.
Il quarto capitolo, definibile “scientifico”, chiude la tesi svelando come si è pervenuti alla risoluzione del famoso enigma, attraverso il test del DNA praticato sul cuore che il dottor Pelletan prelevò dal corpo del principe durante l’autopsia, avvalorando così la tesi della morte e sfatando le pretese degli odierni discendenti di Naundorff, proclamatisi eredi del Delfino di Francia; nel 2000 la scienza è arrivata in soccorso della storia pronunciando un verdetto indiscutibile: Luigi XVII, Re di Francia e Navarra, è effettivamente perito al Tempio, dopo esser stato, in soli dieci anni di vita, il perno di uno scorcio di passato colmo di mistero e degno d’essere apprezzato non solo dai nostri cugini d’oltralpe o dai curiosi navigatori di Internet, ma da chiunque sia affascinato dal periodo definito “moderno”.

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Introduzione Luigi XVII non è il nome di un sovrano che richiama alla memoria memorabili vicende manualistiche quali le celeberrime battaglie combattute da Napoleone Bonaparte o la straordinaria competenza politica adoperata dalla regina Vittoria d’Inghilterra; egli non è ricordato per aver reso nota la propria magnificenza edificando una sontuosa reggia o per la firma in un trattato di pace. Ha realizzato molto più di tutto ciò, dando origine ad uno dei più intricati misteri della storia: l’Énigme du Temple, appunto, oggetto di una vastissima letteratura in Francia ed Olanda, ma sconosciuto in Italia. Il presente lavoro, lungi dal presentarsi come biografia, si propone di chiarire tale vicenda, il cui protagonista altri non è che un bambino prematuramente deceduto all’età di dieci anni, terzogenito dei pressoché leggendari Maria Antonietta e Luigi XVI, ghigliottinati nel 1793 per volere della collera rivoluzionaria. La tesi esplicata nei capitoli a seguire nasce soprattutto come risposta ad un quesito: chi era costui? Non compare nei testi scolastici e non è citato durante lo studio della Rivoluzione Francese, sebbene sia constatazione generale che, tra Luigi XVI e Luigi XVIII, sussista un vuoto mai colmato. Ebbene, riempire tale lacuna è assai arduo, poiché la fine cui il fanciullo andò incontro sta alla base di una contesa dinastica che si trascina dal 1795, responsabile del mito cui la storia è stata intrisa; opposte fazioni di emeriti studiosi hanno dedicato anni alla ricerca della verità concernente Luigi XVII, ma solo la scienza, duecentocinque anni dopo, ha offerto una degna conclusione al secolare rompicapo. La tesi si compone di quattro capitoli, riuniti in due parti ed intitolate La vita e La morte ed il mito, che nelle righe seguenti andremo ad illustrare brevemente, affinché il lettore possa avere una prima cognizione del tema affrontato. Il primo capitolo è dedicato all’infanzia del piccolo Re: secondo figlio maschio della coppia Luigi di Borbone e Maria Antonietta d’Asburgo, e nato a Versailles il 27 marzo 1785, il fanciullo divenne Delfino, cioè erede alla corona francese, in seguito alla morte del fratello maggiore Luigi- 3

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Federica Contu Contatta »

Composta da 97 pagine.

 

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