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Anglicismi in una rivista di elettronica

A partire dal secondo dopoguerra, l’influenza dell’inglese sulla lingua italiana è cresciuta in modo esponenziale raggiungendo, per opera soprattutto dei media, tutti i livelli della lingua. Ma sono i linguaggi settoriali che maggiormente utilizzano gli anglicismi per la specificità e per la monosemia che essi assumono nell’italiano.
Scopo di questo lavoro è di verificare se gli anglicismi dell’elettronica sono diffusi anche nella lingua d’uso della comunità linguistica italiana, al di fuori del settore tecnico-scientifico di competenza.

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Introduzione A partire dal secondo dopoguerra, l’influenza dell’inglese sulla lingua italiana è cresciuta in modo esponenziale raggiungendo, per opera soprattutto dei media, tutti i livelli della lingua. Ma sono i linguaggi settoriali che maggiormente utilizzano gli anglicismi per la specificità e per la monosemia che essi assumono nell’italiano; generalmente, infatti, un termine inglese penetra nella lingua d’arrivo portando in sè un unico significato, specifico di un determinato settore, anche se nella lingua inglese detiene più accezioni, tra le quali alcune appartenenti al linguaggio quotidiano; ad esempio, clock che nella lingua inglese dell’uso significa “orologio”, nel linguaggio dell’elettronica designa il segnale elettronico di un circuito che genera un flusso continuo e periodico di impulsi di temporizzazione; la lingua italiana ha acquisito solamente la seconda accezione. Naturalmente, esistono altri casi, ad esempio, termini tecnici che per osmosi linguistica sono scivolati nel linguaggio quotidiano con conseguente risemantizzazione; ne è un esempio decoder: nell’accezione elettronica, componente in grado di rilevare la presenza sui suoi ingressi di una particolare combinazione di bit ricevuti (input) attivando, per ciascuna configurazione, una particolare linea di uscita; nel linguaggio quotidiano, “apparecchio che permette a un televisore di visualizzare correttamente il segnale criptato di un’emittente a pagamento o un segnale digitale trasmesso via satellite o via etere” 1 Scopo di questo lavoro è di verificare se gli anglicismi dell’elettronica sono diffusi anche nella lingua d’uso della comunità linguistica italiana, al di fuori del settore tecnico-scientifico di competenza. Per raggiungere tale obiettivo sono stati analizzati gli anglicismi appartenenti ad una rivista di Elettronica, e si è tenuto conto fondamentalmente di tre fattori: dell’attestazione nei dizionari italiani e inglesi dell’uso; della ricerca web sia in lingua italiana, sia in lingua inglese, attestando il numero di pagine in cui l’anglismo appare e il settore in cui è diffuso; della frequenza con cui un determinato foresterismo occorre nei principali mass media: televisione, radio, giornali. Infatti, i mezzi di comunicazione, raggiungendo 1 Devoto-Oli 7

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Fabiana Aroni Contatta »

Composta da 229 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.