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La responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. I modelli di organizzazione e gestione.

La tesi, redatta a conclusione del Master Univ. di II livello in Diritto e gestione dei servizi pubblici e discussa nel novembre 2008, si occupa - in formato agile, compatto e di facile consultazione - della disciplina del D.lgs 231/01 con particolare attenzione al tema dei modelli di organizzazione e gestione, dei meccanismi preventivi ed esoneranti e dell'Organismo di Vigilanza. Inoltre sono trattati i temi dei Compliance programs, della natura giuridica dell'istituto e sono presenti ampie riflessioni sulla colpa societaria nell'esperienza di common law (USA,GB, Canada) nonchè negli altri ordinamenti di civil law. Ultimo capitolo dedicato agli aspetti critici e problematici dell'istituto. Ricca e completa la bibliografia e il riferimento a realtà societarie italiane concrete, linee guida e codici di associazioni di imprese e a studi statistici recenti sulla realtà applicativa nelle aziende italiane.

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4 CAPITOLO PRIMO Societas delinquere non potest. Le ragioni del divieto di responsabilità penale delle persone giuridiche e il suo superamento 1.1. Introduzione. – 1.2. Le ragioni a base del divieto di responsabilità penale delle persone giuridiche. – 1.3. Le esigenze politico-criminali di superamento del principio societas delinquere non potest. – 1.4. La colpa dell’ente nel common law. – 1.4.1. – Le teorie tradizionali. – 1.4.2. I compliance programs – 1.5. Il cammino verso la responsabilità da reato delle persone giuridiche. Le iniziative europee e l’evoluzione italiana. – 1.6. Il superamento delle obiezioni alla configurabilità della responsabilità penale degli enti. 1.1. Introduzione. Con il decreto legislativo 8 giugno 2001 n. 231, l’Italia si è finalmente dotata di un sistema generale di responsabilità sanzionatoria degli enti collettivi per i reati commessi nel loro interesse o vantaggio. L’introduzione di tale sistema di responsabilità, definita dal legislatore “amministrativa”, ma – come si vedrà – nella sostanza di natura penale, è stata giustamente considerata una delle più importanti e profonde innovazioni introdotte nel nostro ordinamento ed in particolare nel sistema sanzionatorio. Questa scelta, definita da alcune parti come una svolta di portata epocale, segna il superamento di un principio che pareva da sempre, nell’ordinamento italiano, inattaccabile e che si esprimeva nel noto brocardo “Societas delinquere non potest” 1 . 1 Sull’argomento cfr.: BRICOLA, Il costo del principio “societas delinquere non potest” nell’attuale dimensione del fenomeno societario, in Riv. It. dir. proc. pen., 1970, p. 951 e ss.; ID., Luci ed ombre nella prospettiva di una responsabilità penale degli enti nei paesi della CEE, in Giur. comm., 1979, p. 647 e ss.; ID., Lo statuto dell’impresa: profili penali e costituzionali, in Giur. Cost., 1985, p. 721 e ss; STORTONI, Profili penali delle società commerciali come imprenditori, in Riv. it. dir. proc. pen., 1971, p. 1163 e ss.; G. PECORELLA, Societas delinquere non potest, in Riv. giur. lav., 1977, IV, p. 367 e ss.; PALAZZO, Associazioni illecite e illeciti delle

Tesi di Master

Autore: Stefano Fondi Contatta »

Composta da 71 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2737 click dal 06/05/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.