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L'incontro tra domanda e offerta di lavoro. Dagli uffici di collocamento alle agenzie del lavoro.

Lo Stato è per lungo tempo intervenuto nel mercato del lavoro attraverso il collocamento pubblico al fine di mediare l’ incontro tra domanda e offerta di manodopera.
Tale istituto ha da sempre inteso svolgere una funzione pubblica di promozione di un’ equa ripartizione delle opportunità di lavoro, in applicazione del principio di uguaglianza (articolo 4 Costituzione) e di tutela del lavoro (articolo 35 Costituzione, anche allo scopo di proteggere il lavoratore da eventuali discriminazioni nelle assunzioni o da speculazioni di intermediatori privati .
La regolamentazione del nostro collocamento ordinario è andata evolvendosi a partire dalla legge n. 264/1949, la quale qualificava come “funzione pubblica” il principio stesso del collocamento, sancendo il monopolio statale, con il conseguente divieto di qualsiasi mediazione privata, anche gratuita, e prevedendo, in caso di trasgressione, una sanzione penale.
Tale sistema di regolamentazione si inseriva in un contesto socio- economico caratterizzato da un’ economia agricola e industriale che richiedeva soprattutto manodopera omogenea e poco specializzata.
In un mercato del lavoro siffatto, la previsione legislativa dell’ avviamento al lavoro, salvo alcune categorie, in relazione alla categoria e qualifica funzionale secondo il meccanismo della richiesta numerica, statuiva la impersonalità delle scelta della manodopera e sanciva un sistema di incontro tra domanda e offerta di forza lavoro secondo procedure automatiche e standardizzate .
Solo in questa prospettiva si può comprendere perché le parti del contratto di lavoro accettassero tale compressione dell’ autonomia privata e del potere negoziale che vietava loro la libertà di scelta in favore dell’ interesse pubblico all’ occupazione.

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1 PREMESSA “La disoccupazione di massa - abbiamo detto - è una inadempienza verso il principio del diritto al lavoro. Ma essa comporta anche una seria minaccia alla cittadinanza sociale. 1 “ Certo nessun ventenne di oggi, ma forse neanche nessun trentenne, si può ricordare degli uffici di collocamento e del loro monopolio sull’intermediazione nel mercato del lavoro che sono stati oggetto di una profonda rivoluzione negli ultimi dieci anni. uffici tristi e polverosi dove ci si andava a iscrivere per avere la patente di disoccupato, e che non hanno praticamente mai collocato nessuno, sicuramente nessun laureato o diplomato in cerca di un buon lavoro. Dieci anni fa, con la legge Treu, gli uffici di collocamento furono aboliti e da allora cominciarono a nascere gli uffici di lavoro interinale. Ancora poco utilizzati, rispetto al totale delle forze lavoro, ma comunque un'opportunità in più per chi vuole lavorare. L‘interrogativo fondamentale di questo lavoro nasce da un’esperienza professionale di quasi dieci anni a contatto con persone 1 Citazione di ARIS ACCORNERO, insegnante di Sociologia Industriale presso l’ Università di Roma “ La Sapienza”.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Alessio Lomiento Contatta »

Composta da 122 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3359 click dal 29/04/2009.

 

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