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Critica della traduzione. Un esame del linguaggio turistico attraverso la traduzione italiana di ''Plateforme'' di Michel Houellebecq.

“ La traduzione non si trova…all’interno della foresta del linguaggio, ma dirimpetto ad essa, e, senza porvi piede, vi fa entrare l’originale, e ciò in quel solo punto dove l’eco nella propria lingua può rispondere all’opera della lingua straniera.”

Walter Benjamin

Il seguente elaborato, frutto di un’attenta analisi contrastiva tra testo fonte francese e testo di destinazione italiano, si propone come commento delle opzioni traduttive adoperate da Sergio Claudio Perroni nella resa del romanzo Plateforme di Michel Houellebecq. L’analisi comparativa effettuata non si attiene all’intera opera : il campo di osservazione è circoscritto ai periodi appartenenti al contesto del linguaggio turistico.
Il lavoro è stato svolto mediante l’atteggiamento di fondo che si ha nei confronti di qualsiasi testo tradotto, ovvero attraverso un “gioco di confronto e rispecchiamento tra due testi”, l’originale e la traduzione . In veste di "apprendista-traduttologa” o, più esattamente, di critico della traduzione , ho giudicato in maniera totalmente soggettiva le strategie traduttive adoperate, evitando di cadere nel dogmatismo e di esprimere un giudizio rigido, sia esso positivo o negativo. La soggettività dell’analisi risulta, d’altronde, inevitabile : essendo la traduzione una disciplina descrittiva e non prescrittiva, ne consegue che criteri assoluti e universali in grado di qualificarla non esistono. Risulta necessario, a tal punto, aprire una breve parentesi teorica allo scopo di definire con maggiore chiarezza il campo d’indagine e la metodologia applicata. Va detto innanzitutto che la pluralità di approcci teorici e l’intensificarsi di studi negli ultimi anni, attestano l’interesse sempre più vivo da parte degli studiosi per l’atto del tradurre. L’analisi traduttologica va distinta dall’analisi critica della traduzione. La prima è un’indagine a priori, un’analisi di fattibilità in cui il prototesto viene mentalmente proiettato sulla cultura ricevente ; da questa proiezione risultano varie strategie possibili, una delle quali è concretamente perseguita, e costituisce la produzione del metatesto. La seconda invece, è un’analisi a posteriori, in cui, partendo dal risultato di un processo di trasformazione, occorre ricostruire retrospettivamente la strategia traduttiva che l’ha prodotto ; si tratta di uno dei punti cardinali intorno a cui vertono gli studi sul processo traduttivo e, nella prassi, coincide con la descrizione delle scelte traduttive e delle differenze esistenti tra prototesto, che è il testo di partenza, e metatesto, il testo di arrivo. In sintesi, la critica della traduzione può trarre grande utilità da alcuni parametri della critica letteraria o linguistica, soprattutto per quanto riguarda l’analisi contrastiva di diversi prodotti : tuttavia, chiunque interviene in veste di critico del mestiere traduzione dovrebbe proporre in primis un’analisi del rapporto tra strategie sottese al processo e funzionalità del prodotto. Sembra dunque logico che, se il critico della letteratura è un letterato (non necessariamente uno scrittore), il critico della traduzione sia a qualche titolo un esperto di traduzioni (e non necessariamente un traduttore). Scopo dunque del confronto linguistico (e della presente tesi(na) di laurea), è descrivere i cambiamenti microstrutturali derivanti dalle scelte conscie o inconscie del traduttore, a livello innanzitutto lessicale, ma anche morfologico, sintattico, semantico e via dicendo. Questa, in linea di fondo, la metodologia applicata.
Terminato il confronto tra la traduzione e il suo progetto, subentrano le discussioni sul letteralismo o la libertà, la traduzione orientata verso la lingua di partenza o quella di arrivo, il traduttore “sourcier” o “cibliste” ecc., in base alle quali tracciare le note conclusive del processo traduttivo analizzato. Prima di procedere all’analisi comparativa tra l’originale e la traduzione realizzata dal Perroni, ritengo opportuno introdurre in linee generali l’autore e l’opera nel suo complesso. D’altronde lo stesso Coseriu sottolinea l’importanza di procedere prima alla comprensione del testo nel suo insieme per poi passare alla riformulazione nella lingua di arrivo .

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1 Introduzione “ La traduzione non si trova…all’interno della foresta del linguaggio, ma dirimpetto ad essa, e, senza porvi piede, vi fa entrare l’originale, e ciò in quel solo punto dove l’eco nella propria lingua può rispondere all’opera della lingua straniera.” Walter Benjamin 1 Il seguente elaborato, frutto di un’attenta analisi contrastiva tra testo fonte francese e testo di destinazione italiano, si propone come commento delle opzioni traduttive adoperate da Sergio Claudio Perroni nella resa del romanzo Plateforme di Michel Houellebecq. L’analisi comparativa effettuata non si attiene all’intera opera : il campo di osservazione è circoscritto ai periodi appartenenti al contesto del linguaggio turistico. Il lavoro è stato svolto mediante l’atteggiamento di fondo che si ha nei confronti di qualsiasi testo tradotto, ovvero attraverso un “gioco di confronto e rispecchiamento tra due testi”, l’originale 2 e la traduzione 3 . In veste di "apprendista-traduttologa” 4 o, più esattamente, di critico della traduzione 5 , ho giudicato in maniera totalmente soggettiva le strategie traduttive adoperate, evitando di cadere nel dogmatismo e di esprimere un giudizio rigido, sia esso positivo o negativo. La soggettività dell’analisi risulta, d’altronde, inevitabile : essendo la traduzione una disciplina descrittiva e non prescrittiva, ne consegue che criteri assoluti e universali in grado di qualificarla non esistono. Risulta necessario, a tal punto, aprire una breve parentesi teorica allo scopo di definire con maggiore chiarezza il campo d’indagine e la metodologia applicata. Va detto innanzitutto che la pluralità di approcci teorici e l’intensificarsi di studi 1 Citazione in epigrafe a una serie di saggi di Antoine Berman, La traduzione e la lettera o l’albergo della lontananza, Ed. Quodlibet, 2003 2 L’edizione adottata è la seguente : Michel Houellebecq, Plateforme. Au milieu du monde, Éd. J’ai lu, 2002 [2001¹] 3 Michel Houellebecq, Piattaforma. Nel centro del mondo, Milano, RCS Libri, «Tascabili Bompiani», 2003 [2001¹] ; trad. S.C. Perroni 4 La traduttologia aspira a essere la scienza che descrive le trasformazioni possibili di un prototesto in un metatesto. 5 La critica della traduzione è quella disciplina che si occupa dell’analisi descrittiva dei metatesti dopo che sono stati prodotti, e non quando sono ancora in fase di produzione.

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Barbara Rossi Contatta »

Composta da 42 pagine.

 

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