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Lavoro atipico e salute: esiste una relazione?

Informazioni tesi

Traduttore: Cristina Caliò
  Tipo: Traduzione
  Anno: 2007-08
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Economia
  Relatore: Claudio Lucifora
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 71

Questo documento è una traduzione dall'originale:

"Atypical Work and Health: Is There a Relationship?"

- Nell’ultima decade del XX° secolo molte riforme relative al diritto del lavoro sono state applicate nei paesi Europei che hanno liberalizzato molte delle precedenti strette regolamentazioni sul lavoro temporaneo e sugli scambi del lavoro privato. Nei venti anni che ci hanno preceduto si é assistito ad un aumento delle forme atipiche di lavoro nella maggior parte dei paesi europei – per descrivere il lavoro atipico è stata anche utilizzata una terminologia variegata, ad esempio quando ci si riferisce ad esso come “lavoro non permanente” (De Cuyper et al., 2008; OECD, 2002), “lavoro contingente” (Connelly & Gallagher, 2004; McLean Parks et al., 1998) o “lavoro occasionale” (Wooden, 2001).
La letteratura relativa é molto recente e la quantità di studi che si concentrano sul ruolo ricoperto dalle forme atipiche di lavoro sulla salute é scarsa, nel senso che le prove empiriche e le conseguenze rimangono oscure. I lavori più strettamente collegati al tema sono quelli di Rodirguez (2002), il quale ha riscontrato un legame tra i lavori atipici e le condizioni più povere di salute in uno studio sui lavoratori tedeschi e di Bardasi e Francesconi (2004) i quali non riscontrano alcun effetto sui lavoratori britannici.
La prima parte di questo studio guarda alle recenti tendenze di crescita del lavoro atipico e alla flessibilizzazione del mercato del lavoro, proposta come requisito della competizione economica nonché come soluzione agli attuali indici di disoccupazione (Commissione Europea 1995). Viene poi presentata una panoramica della letteratura recente sugli effetti che i lavori atipici producono sulla salute dei lavoratori. Le prove dimostrano con chiarezza che la maggior parte dei lavoratori atipici nell’Europa dei 25 è sotto i 25 anni ed é più vulnerabile alla recessione economica – i datori di lavoro reagiscono alla pressione economica evitando di assumere nuovi giovani lavoratori. Nella seconda parte viene descritto l’insieme di dati utilizzati nella precedente ricerca insieme a quello utilizzato per quest’analisi empirica.
Lo scopo di questa tesi é investigare se esiste una correlazione tra il benessere individuale e il lavoro atipico (ad esempio le forme “non standardizzate” di lavoro come i contratti a tempo determinato, il lavoro somministrato e l’apprendistato) nei paesi Europei. Al fine di descrivere il rapporto tra la salute e le condizioni lavorative useremo i dati della Quarta Indagine sulle Condizioni Europee di Lavoro (realizzata nel 2005), un campione di circa 30000 lavoratori intervistati sulle loro condizioni di lavoro. La variabile salute usata in questa analisi é misurata sulla base di due aspetti – mentale e fisico – basati su quattro indicatori soggettivi derivati dal Questionario Generale sulla Salute: stress, problemi del sonno, ansietà, irritabilità della salute mentale; malattie del cuore, difficoltà respiratorie, problemi allo stomaco e alla pelle. Per valutare la correlazione sono stati utilizzati dei modelli di regressione integri.

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4 INTRODUZIONE Nell’ultima decade del XX° secolo molte riforme relative al diritto del lavoro sono state applicate nei paesi Europei che hanno liberalizzato molte delle precedenti strette regolamentazioni sul lavoro temporaneo e sugli scambi del lavoro privato. Nei venti anni che ci hanno preceduto si é assistito ad un aumento delle forme atipiche di lavoro nella maggior parte dei paesi europei – per descrivere il lavoro atipico è stata anche utilizzata una terminologia variegata, ad esempio quando ci si riferisce ad esso come “lavoro non permanente” (De Cuyper et al., 2008; OECD, 2002), “lavoro contingente” (Connelly & Gallagher, 2004; McLean Parks et al., 1998) o “lavoro occasionale” (Wooden, 2001). La letteratura relativa é molto recente e la quantità di studi che si concentrano sul ruolo ricoperto dalle forme atipiche di lavoro sulla salute é scarsa, nel senso che le prove empiriche e le conseguenze rimangono oscure. I lavori più strettamente collegati al tema sono quelli di Rodirguez (2002), il quale ha riscontrato un legame tra i lavori atipici e le condizioni più povere di salute in uno studio sui lavoratori tedeschi e di Bardasi e Francesconi (2004) i quali non riscontrano alcun effetto sui lavoratori britannici. La prima parte di questo studio guarda alle recenti tendenze di crescita del lavoro atipico e alla flessibilizzazione del mercato del lavoro, proposta come requisito della competizione economica nonché come soluzione agli attuali indici di disoccupazione (Commissione Europea 1995). Viene poi presentata una panoramica della letteratura recente sugli effetti che i lavori atipici producono sulla salute dei lavoratori. Le prove dimostrano con chiarezza che la maggior parte dei lavoratori atipici nell’Europa dei 25 è sotto i 25 anni ed é più vulnerabile alla recessione economica – i datori di lavoro reagiscono alla pressione economica evitando di assumere nuovi giovani lavoratori. Nella seconda parte viene descritto l’insieme di dati utilizzati nella precedente ricerca insieme a quello utilizzato per quest’analisi empirica.

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Parole chiave

lavoro atipico
lavoro e salute
lavoro precario
salute
salute e lavoro
stime integre

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