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Il Web 2.0: social media e corporate blog al servizio delle aziende

Il Web 2.0 è il concetto che sta rivoluzionando il modo di comunicare delle aziende. La sua definizione non ha confini precisi e si può sintetizzare in un approccio alla rete che si avvale di servizi che enfatizzano la collaborazione e lo scambio di conoscenza tra gli utenti. In particolare si è cercato di mettere in luce le possibilità di comunicazione offerte dalla rete, dalle varie piattaforme, dai vari approcci, tentando di proporre una casistica quanto più possibile ampia ed eterogenea di aziende che operano su internet. In questo modo, si è visto come il fenomeno dei blog e dei social media sia entrato a far parte del vocabolario corrente delle imprese, ognuna delle quali, cerca di rapportarsi ai vari strumenti come può: qualcuna con strategie precise, altre con soluzioni di tipo incrementale, altre ancora senza un piano preciso.
Si è visto come uno degli approcci vincenti sia quello integrato: non l’uso isolato di blog o di social media, ma piuttosto l’utilizzo congiunto di più mezzi, in modo da trarre beneficio dalle sinergie che si instaurano tra di essi. Una sorta di economia di scala quindi, che funziona soltanto se tutti i partecipanti agiscono spinti da logiche, procedure e comportamenti comuni.
Dallo studio condotto in questo lavoro è emerso che non si può comunicare nel Web senza tener conto che al centro di questo universo, ci sono gli utenti e i loro contenuti. Le aziende più popolari nella rete infatti, sono quelle che attraverso i blog e i social media hanno compreso l’importanza degli user generated content: un esempio principe di tale approccio, in ambito italiano, è quello dell’Alfa Mito che attraverso il suo blog ha lanciato iniziative ad “alto tasso di interazione con gli utenti” il cui feedback è stato utilizzato per scegliere il nome del prodotto.
La potenza del web 2,0 però, non si riscontra solamente in un fattore di immagine e visibilità, ma attraverso le Wiki ad esempio si possono migliorare tutta una serie di processi interni che riguardano la gestione della conoscenza, i rapporti tra i dipendenti, la comunicazione interna e in fine la ricerca e lo sviluppo. Un esempio lampante ce lo fornisce Nokia che attraverso le proprie wiki mette a disposizione della comunità, sia di utenti che di sviluppatori ,informazioni importanti riguardanti i propri prodotti.
Inoltre, come non menzionare strumenti quali i forum, capaci di modificare profondamente, in alcuni casi, i rapporti tra impresa e cliente. Oltre ad operazioni di community building, attraverso di essi è possibile risolvere tutta una serie di problemi legati alla vita dei prodotti, come nel caso della Bethesda Softworks che lo fa utilizzando in parte le esperienze stesse dei clienti.
Un apporto fondamentale alla nostra ricerca poi, è stato dato dalle piattaforme di social networking come Myspace, Facebook, Twitter o Youtube. Attraverso di loro è possibile comunicare in un modo nuovo. L’utente, come nel caso dell’applicazione studiata dalla Barilla per Facebook, viene messo al centro di dinamiche nuove che lo vedono coinvolto attivamente nelle campagne pubblicitarie facendolo diventare portatore di un messaggio che consapevolmente o meno diffonde nelle sue reti. Una viralità latente presente anche in altre piattaforme come Twitter, che aziende come Dell riescono ad usare in modo da raggiungere porzioni di pubblico che altrimenti resterebbero scoperte e addirittura riuscendo a far diventare i propri clienti Followers o, come accade su Facebook, fan.
Ci sono piattaforme sociali per tutti i gusti: in ambito aziendale ad esempio, Linkedin riesce a far aggregare utenti, non con finalità ludiche, ma piuttosto orientate al professionale diventando ad esempio, una importante fonte per le Human resources, o per nuove opportunità di business.
Per ultime, ma non per importanza, piattaforme come Flickr o Youtube, che non sono certamente nate per fini aziendali, possono essere un importante strumento per tutto quello che concerne i prodotti, la promozione, le fiere o le manifestazioni. Enel, come abbiamo visto, usa Youtube per veicolare la proprie iniziative legate all’ambiente, i propri spot, e organizza contest in cui gli utenti sono invitati ad una partecipazione attiva. Oppure, Fiat che ha utilizzato Flickr per gestire le anticipazioni riguardanti il lancio della nuova 500, o LG che lo utilizza in tandem con altre iniziative a fini promozionali.
In conclusione, il quadro delineato rende l’idea delle grandi potenzialità che la rete riserva a chi riesce a comunicarci nel modo giusto. In pochi anni si è passati dal Blog, che può essere visto come l’archetipo della rivoluzione Web 2.0 alle piattaforme social media che stanno riscuotendo sempre più successo in termini di pubblico e notorietà.

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4            INTRODUZIONE  Tra le più importanti invenzioni dell’uomo, dopo la stampa, la radio e la  televisione una delle più grandi è internet. Fin dal momento della sua  invenzione, circa trent’anni fa, ha rivoluzionato interamente il nostro modo  di concepire la realtà, di comunicare, di socializzare e di lavorare.   Ai tradizionali mezzi di comunicazione di massa ha aggiunto un elemento  importantissimo, che in effetti è il fondamento del concetto di internet e del  Web: l’interattività.  L’interattività è il fattore che ha reso così popolare questo mezzo di  comunicazione, infatti la sua natura intrinseca ha fatto si che l’utente  passasse da semplice spettatore, come accadeva per i mass media  tradizionali, a protagonista.   Il Web ha reso possibile l’annullamento delle distanze tra gli interlocutori, ha  aumentato a dismisura la velocità di scambio delle informazioni, e  conseguentemente ne ha reso più facile l’accesso e ha aumentato a  dismisura la quantità di dati reperibili.  In quest’ottica il vero passo avanti della rete è stato compiuto con  l’avvento del Web 2.0. Il concetto di interattività per come lo conosciamo 

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Raffaele Zega Contatta »

Composta da 117 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 8784 click dal 12/05/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.