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L’ospedalizzazione evitabile nella Regione Marche. Applicazione di un indicatore della Agency for Healthcare Research and Quality (A.H.R.Q.)

L’appropriatezza dei ricoveri ospedalieri è diventato il punto focale degli interventi legislativi sanitari Italiani degli ultimi 15/20 anni, associata al miglioramento continuo della qualità assistenziale da erogarsi nelle tre macroaree assistenziali: l’assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro, l’assistenza distrettuale e l’assistenza ospedaliera con l’obiettivo di razionalizzare la spesa sanitaria traghettando le risorse impiegate per l’assistenza ospedaliera nelle altre due aree.
Negli Stati Uniti il problema dell’appropriatezza delle prestazioni sanitarie si è manifestato molto prima in quanto il Sistema Sanitario Statunitense, principalmente basato sulle Assicurazioni privatistiche, prevede il pagamento delle prestazioni erogate dalle strutture sanitarie. Tutt’ora sono all’avanguardia nell’adozione di strumenti che tassativamente permettono allo Stato di controllare l’appropriatezza del “setting assistenziale” nell’erogazione delle prestazioni da parte delle strutture sanitarie.
Tra questi strumenti troviamo la guida Prevention Quality Indicator (PQI) dell’Agency for Healthcare Research and Quality statunitense la quale, prevedendo una serie di “indicatori sentinella”, mette in evidenza l’assenza di una buona qualità dell’assistenza sanitaria erogata sia a livello ambulatoriale che territoriale.
Quello che verrà preso in considerazione in questo contesto è il sottogruppo Prevention Quality Indicators che ha per oggetto il numero dei ricoveri ospedalieri che gli studi di efficacia hanno definito come evitabili qualora i pazienti venissero sottoposti a corrette pratiche ambulatoriali o a misure di natura preventiva.
Attraverso la misurazione del tasso di ospedalizzazione di alcune categorie di patologie, che possono essere evitate attraverso un efficace sistema assistenziale sul territorio, si può misurare il livello di qualità di quest’ultimo. Quindi, sebbene questi indicatori siano costruiti sui dati dei ricoverati, possono fornire la misura della qualità delle cure al di fuori dell’ambiente ospedaliero. Ad esempio, le cause di ricovero di pazienti affetti da diabete potrebbero essere ricercate nella scarsa attività di monitoraggio, o per il fatto che i pazienti non abbiano ricevuto un’adeguata formazione riguardo l’autogestione della malattia.
Gli indicatori erano 16, ma i PQIs 4 e 6 sono stati spostati nel modulo “Pediatric Quality Indicators”. In questo modo tutti i PQIs ora sono applicati solo alla popolazione adulta e vengono misurati con il tasso di ricovero riguardo alle seguenti patologie:

1. Complicanze acute del diabete
2. Appendicite perforata
3. Complicanze tardive del diabete
5. Broncopneumopatia cronica ostruttiva
7. Ipertensione
8. Scompenso cardiaco congestizio
9. Basso peso alla nascita
10. Disidratazione
11. Polmonite batterica
12. Infezione delle vie urinarie
13. Angina senza procedure
14. Diabete non controllato
15. Asma nell’adulto
16. Amputazione arti inferiori in pazienti diabetici

Prenderemo in esame uno dei 14 indicatori proposti dalla guida PQI dell’AHRQ e specificamente quello relativo alle amputazione degli arti inferiori (AAI) nei pazienti diabetici (PQI 16).
È stato misurato il tasso di ammissione (standardizzato) in ospedale per acuti per l’amputazione degli arti inferiori, non dovuta a traumi, nei pazienti diabetici con età superiore a 17 anni, nel periodo che va dall’anno 1996 all’anno 2006, nella Regione Marche.
I dati raccolti sono stati raggruppati, in sintesi, in una tabella che mostra, per singolo anno e per singola Zona Territoriale dell’ASUR Marche, il rispettivo valore del “PQI 16”, standardizzato per età. La tabella contiene anche il valore regionale relativo ad ogni anno e della media degli ultimi tre anni, dal 2004 al 2006. La stessa media degli ultimi tre anni viene riportata anche per ogni singola Zona Territoriale.
La popolazione di riferimento per la standardizzazione è quella relativa all’anno 2001 (dati censimento ISTAT), in quanto rappresenta il dato intermedio rispetto al periodo preso in considerazione (1996-2006).
I valori sono rapportati a 100.000 abitanti.
Infine è stato rilevata la significatività statistica (p <0,05) utilizzando il “test chi-quadrato” incluso nel software Excel di Microsoft Office, per verificare l’attinenza tra il “trend” (dall’anno 1996 all’anno 2006) della Regione Marche con quello della singola Zona Territoriale.
La ricerca è stata condotta su n. 208.719 SDO relative ai ricoveri ospedalieri effettuati dalla popolazione della regione Marche che hanno avuto in un campo della Diagnosi il codice di diabete, dall’anno 1996 all’anno 2006, e equivalgono al 100% dei ricoveri per tale patologia.
Prendendo a riferimento il valore del “PQI 16” della Regione Marche di 14,99 per 100.000 abitanti, relativo all’anno 2006, si è confrontato tale dato con quello di altre realtà, sia all’interno della nostra Nazione che all’interno degli Stati Uniti d’America.

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Dott. Roberto Sabbatini Introduzione 4 Introduzione L’appropriatezza dei ricoveri ospedalieri è diventato il punto focale degli interventi legislativi sanitari Italiani degli ultimi 15/20 anni, associata al miglioramento continuo della qualità assistenziale da erogarsi nelle tre macroaree assistenziali: l’assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro, l’assistenza distrettuale e l’assistenza ospedaliera con l’obiettivo di razionalizzare la spesa sanitaria traghettando le risorse impiegate per l’assistenza ospedaliera nelle altre due aree. Un importante strumento per raggiungere lo scopo è stato il cosiddetto decreto sui Livelli Essenziali di Assistenza ove una parte specifica è dedicata ai ricoveri “potenzialmente inappropriati” se trattati in un setting assistenziale per acuti (ospedale). Per prevenire l’inappropriatezza dei ricoveri sono stati adottati molti strumenti, tra i quali: ξ una codifica unitaria con i ROD/DRGs (Raggruppamenti Omogenei di Diagnosi/Diagnosis Related Groups) attraverso la lettura dei dati contenuti nella Scheda di Dimissione Ospedaliera (SDO); ξ il PRUO (Protocollo per la Revisione dell’Uso dell’Ospedale) che, attraverso la lettura delle informazioni contenute nelle cartelle cliniche, permette di verificare sia il corretto “setting assistenziale” che la qualità delle informazioni contenute nella cartella clinica stessa (Sabbatini 2002). Negli Stati Uniti il problema dell’appropriatezza delle prestazioni sanitarie si è manifestato molto prima in quanto il Sistema Sanitario Statunitense, principalmente basato sulle Assicurazioni privatistiche,

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Roberto Sabbatini Contatta »

Composta da 83 pagine.

 

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