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La previdenza complementare

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Mesoraca
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Diritto
  Relatore: Sussana Palladini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 124

LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE

- Il sistema previdenziale in Italia
- I tre pilastri della previdenza complementare
- Previdenza complementare, tfr e conferimento tacito
- Le nuove forme di previdenza complementare e il regime giuridico delle prestazioni

LA DISCIPLINA DELLE FORME PENSIONISTICHE COMPLEMENTARI IN BASE A D. LGS. N.252/2005

- La previdenza complementare
- Disciplina del d.lgs. n. 252/2005
- Tutela degli iscritti
- Il sistema di vigilanza e compiti della covip

FONDI PENSIONI

- Che cos’è un fondo pensione e qual è la sua funzione
- La disciplina delle contribuzioni ai fondi pensione in virtù del D.Lgs. n.252/2005
- Fondi pensioni: le diverse tipologie
- La libera circolazione nel sistema della previdenza complementare e la concorrenza dei fondi

IL RUOLO DEL TFR COME FONTE DI FINANZIAMENTO DEI FONDI PENSIONI

- TFR: aspetti istituzionali
- Riforma Maroni
- TFR e riforma della previdenza integrativa

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1 CAPITOLO 1 LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE Sommario: 1.Il sistema previdenziale in Italia; 2.I tre pilastri della previdenza; 3.Previdenza complementare , tfr e conferimento tacito; 4.Le nuove forme di previdenza complementare e il regime giuridico delle prestazioni. 1. IL SISTEMA PREVIDENZIALE IN ITALIA La tutela previdenziale si realizza attraverso l’erogazione di prestazioni pensionistiche, come previsto dall’art. 38,commi 1 e 2 della Costituzione della Repubblica Italiana 1 . Dopo l’attuazione della prima, grande riforma del sistema previdenziale, nel 1992-1995 2 , l’istituto della pensione pubblica ha mutato profondamente le sue caratteristiche. Fin dalle origini nei sistemi previdenziali dei paesi occidentali sono state presenti due concezioni di previdenza sociale che le varie epoche storiche hanno visto alternarsi. Da una parte la concezione di stampo britannico che attribuisce allo stato (welfare state) il compito di aiutare il cittadino bisognoso rispetto al suo benessere economico, fisico e sociale, finanziando la relativa spesa con le imposte generali. Dall’altro lato la concezione tedesca incentrata sulla protezione del lavoratore dagli eventi negativi che mettono a rischio le sue capacità di lavoro e di guadagno: malattia, infortunio, disoccupazione, vecchiaia, finanziando gli interventi previdenziali con il contributo sia degli stessi lavoratori sia dello Stato e dei datori di lavoro, interessati al mantenimento della pace sociale. In Italia la nascita e lo sviluppo del sistema previdenziale pubblico furono influenzati dall’impostazione adottata nella vicina confederazione germanica. Una prima forma di previdenza l’abbiamo potuto riscontrare già alla fine del XIX secolo attraverso il riconoscimento della personalità giuridica alle società di 1 Art. 38: ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria. 2 R. Cesari, Tfr e fondi pensione, Bologna 2007, pag. 22

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