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Il principio di pari opportunità nel diritto dell'Unione Europea

Informazioni tesi

  Autore: Francesca Spadaro
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Camerino
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Giuseppe Palmisano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 171

La tesi prospetta un'attenta analisi della nascita e della successiva evoluzione del principio delle pari opportunità, tra uomo e donna, nel diritto dell'unione europea. Ripercorrendo il cammino normativo e giurisprudenziale, intrapreso a partire dagli anni '50 ad oggi, vengono approfondite le problematiche socio-economiche e giuridiche legate alla questione del ruolo femminile nella società e nel lavoro, con particolare accento puntato sull'aspetto, tuttora attuale, del gap retributivo esistente a parità di livello e mansioni, quando il c.d. soffitto di cristallo si apre per far passare una donna nel "regno" decisionale, ancora riservato al genere maschile in diversi Paesi europei, tra cui l'Italia figura in testa!
Attraverso un excursus sulle funzioni svolte dalle Istituzioni europee, in primis la Commissione (da sempre l'Organo propulsore di iniziative in materia di pari opportunità in ottica di mainstreaming) e il Consiglio, nonché il Parlamento Europeo, è stato possibile verificare lo stato di attuazione dei programmi di azioni positive, intrapresi a livello nazionale, su input dei regolamenti direttamente applicabili e delle direttive da recepire con proprie leggi.
La trattazione della materia poi si incanala nel vortice giurisprudenziale della Corte di giustizia segnalando i "casi" in seguito ai quali si è andata modificando la politica degli Stati membri, sempre più orientata in un’ottica trasversale (mainstreaming) di genere.

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INTRODUZIONE Il principio di parità tra i due sessi, rappresenta uno dei temi del diritto comunitario più rilevanti e di più diretta incidenza, nonostante il fine ultimo del legislatore comunitario sia quello di garantire il buon funzionamento del mercato 1 . Tuttavia, è proprio garantendo la realizzazione della pari opportunità tra donne e uomini, sia nel mondo del lavoro che in tutte le attività politiche e sociali, che tale fine ultimo potrebbe essere perseguito, quale frutto di una elaborata valutazione di politica economica. Attraverso lo studio dell’evoluzione del principio di parità, a partire dai primi interventi normativi comunitari, ci si accorge di quanto la sua attuazione sia stata un punto fisso nei programmi di azione europea, coinvolgendo in maniera più o meno intensa gli Stati membri che hanno risposto agli impulsi direttivi con proprie normative. Ma, tuttavia, si percepisce ancora oggi una riluttanza nell’ammettere la piena parità di opportunità. Quale esempio pratico a testimonianza di quanto detto, è l’attuale difficoltà di varcare il c.d. soffitto di cristallo, per quanto riguarda alcune posizioni di vertice non ancora raggiungibili dalle donne. Il presente lavoro, non si pone come un tentativo di enfatizzare il ruolo femminile a scapito di quello maschile, ma vuol essere una riflessione sulle inevitabili contraddizioni che rendono peculiare, da un punto di vista storico-giuridico, nonché sociologico, a livello europeo e nazionale, l’evoluzione di un pensiero equo e legittimo, portando a concepire la parità 1 Barbera 1986 5

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