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Riti notturni: il concerto rock dagli anni Cinquanta ad oggi

Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Amendolara
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Comunicazione per le Istituzioni e le Imprese
  Relatore: Peppino Ortoleva
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 312

La tesi tratterà del concerto rock sotto gli aspetti più diversificati. Partiremo da un’analisi storica che mostra come la musica rock sia strettamente legata con la società che tutti circonda, e che entrambe vivono in uno stato di interazione reciproca per il quale non è davvero possibile definire chi influenzi chi e, soprattutto, icome si concretizzino queste particolari interazioni. Pensando al rock&roll, dunque, possiamo affermare che esso sia nato come risposta all’eccessivo perbenismo che la società americana degli anni '50 imponeva ai propri giovani e, di riflesso, alla musica di quegli anni; ma allo stesso modo possiamo affermare che la nascita di questo genere sia stata la causa scatenante di una rivoluzione culturale e generazionale che ha mutato il costume sociale di tutto il globo. Questo particolare rapporto fra le due entità menzionate è la naturale prosecuzione dei due capitoli che seguono il 1°, dato che quello che analizza il rituale fine a sé stesso del concerto, mostra come quest’ultimo sia una circostanza durante e all’interno della quale la componente sociale è sempre ben presente: talvolta ripetendo quei riti di iniziazione che fin dai tempi più remoti caratterizzano un’entità sociale come il gruppo; a volte, invece, negando tutti i livelli, le caste e le suddivisioni che la stessa società imponeva dall’alto ai propri appartenenti che, per almeno una volta nella vita, nel corso del concerto possono per un attimo distaccarsi da esse, andando oltre alla nozione stessa di rango. Ma nonostante tutto ciò, il concerto è un rito perché, proprio come ogni funzione liturgica, cerca di indirizzare i propri partecipanti verso un credo particolare, con i suoi propri dogmi, i suoi cerimoniali, le sue icone. E cosa, se non i dischi o tutto il materiale legato all’aura dell’artista tanto amato, funge meglio da icona? Sono gli argomenti del terzo capitolo che ci mostrano quali siano le logiche economiche che sorreggono tutto il comparto della musica leggera, non ultimo proprio il settore dell’organizzazione degli eventi. Ma se per vari motivi (disaffezione del supporto fisico, scarsa qualità dei lavori, possibilità di download gratuito di questi) l’apparato discografico sta vivendo un periodo di crisi, come mai lo stesso non si può dire del settore dei concerti? Di conseguenza, che futuro può ancora avere una manifestazione del genere nei prossimi anni? Sebbene, proprio nel corso del terzo capitolo, mostreremo come la discografia e il settore concerti siano i pilastri fondamentali del sistema musica, vedremo che essi viaggiano sostanzialmente su due binari separati. La nostra personale opinione è che il grande concerto avrà ancora lunga vita proprio perché legato al nome, e di conseguenza alla qualità che i big portano con sé. Saranno dunque le case discografiche a coprire un ruolo decisivo nel processo di mantenimento di tale istituzione live, perché a loro spetta la funzione di setaccio delle qualità dei suoi scritturati. Quante sono le uscite discografiche nel corso di un anno, ma qual è la loro reale qualità? Molto spesso è molto bassa, e ciò è davvero grave se si pensa al quantitativo così massiccio di uscite discografiche! Perché, dunque, dovrei andare ad un concerto se il prodotto che questi artisti mi vendono è così qualitativamente scarso? Prima di qualsiasi altro fattore, la spinta principale che stimola una persona a voler assistere ad un concerto è la qualità della musica che l’artista in questione ha inciso sui suoi dischi e la voglia, di conseguenza, di volerlo sentire dal vivo (prima che vederlo) per assicurarsi della sua capacità esecutiva e capire quanti ausili della tecnica ci siano stati nel disco a cui l’appassionato farà riferimento. La nostra teoria, in conclusione, è che il futuro della musica live è senza dubbio legato alla qualità che, gli artisti per primi, poi le case discografiche che li metteranno a contratto ed affineranno la loro tecnica se ce ne fosse l’esigenza, dovranno far trovare ai propri fan nei nuovi album che a mano a mano usciranno sul mercato. Deve essere proprio questa convinzione a smuovere le case discografiche dal torpore atarassico che il loro status di monopolisti del settore musicale ha cementato col tempo, e a farle ragionare in funzione di una nuova politica imprenditoriale che le avvicini maggiormente al settore dell’organizzazione dei concerti che diventeranno l’unica e futura possibile fonte di guadagno nel comparto della musica leggera. Per questo motivo e soprattutto per la devozione che gli appassionati di musica rock continuano a mostrare nei confronti del concerto dal vivo, siamo comunque voltati romanticamente a ben sperare e a pensare in maniera positiva sul futuro di queste manifestazioni poiché, prendendo in prestito le parole di Freddie Mercury, questo show “deve” assolutamente andare avanti!

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5 Introduzione “We're Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band We hope you will enjoy the show We're Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band Sit back and let the evening go…” (The Beatles, 1967) Posti di fronte a termini come “concerto” o “festival” rock, qualunque sia la nostra fascia anagrafica, i due vocaboli ci rimandano immediatamente a significati abbastanza uniformi: relativamente al primo termine, intenderemo, perciò, un'esecuzione musicale dal vivo, vocale e/o strumentale, di un artista o di un gruppo musicale, con una durata media di circa novanta minuti, [che può aver luogo in una struttura] adibita per poterla ospitare, normalmente su di un palcoscenico (collocato all'interno di un teatro, uno stadio, una piazza, un parco, un palazzetto dello sport, una discoteca, ecc.) dove vengono sistemati i vari strumenti musicali necessari per l'esecuzione dal vivo, gli impianti audio/luci, le scenografie, le apparecchiature per gli effetti speciali1; si tratta invece di un festival, o di megaraduno che dir si voglia, una manifestazione ruotante principalmente attorno allo svolgimento di concerti, in uno o più giorni [che], più d'ogni altra tipologia di festival, e soprattutto negli ultimi anni, è divenuta in più casi un contenitore per ulteriori attività extramusicali quali per esempio il cinema, la danza, la performance, la letteratura, la poesia2. Ma andando oltre alla semplice definizione enciclopedica dei due termini che prenderemo in considerazione lungo le pagine di tutti e tre i capitoli della 1 http://it.wikipedia.org/wiki/Concerto_(evento_musicale) 2 http://it.wikipedia.org/wiki/Festival_musicale

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