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Dalla malattia alla salute mentale: un fallimento di policy?

Nel primo capitolo viene condotto un breve excursus descrittivo in merito all’evoluzione dei sistemi di cura, fino all’approfondimento, di maggiore interesse ai fini della ricerca, del concetto di salute mentale nel pensiero basagliano, le sue implicazioni ai fini della formulazione normativa ed il suo significato letto in rapporto al contesto sociale di riferimento. Con il secondo capitolo ci si addentra dunque nel nucleo tematico portante del lavoro: l’individuazione delle soluzioni intraprese e l’esame dei risultati ottenuti in applicazione della 180, attraverso un’analisi delle modalità con cui le policies hanno affrontato la chiusura dei manicomi, evidenziando quali problematiche appaiono risolte e quali sembrano essere ancora aperte. La parte centrale del secondo capitolo è dedicata alla ricerca di dati significativi riguardanti lo stato di attuazione del processo di costruzione ed organizzazione della rete di servizi territoriali disciplinato dai Progetti Obiettivo 1994-1996 e 1998-2000. La ricerca è stata condotta in merito ai tempi di applicazione della Legge Basaglia, alle strutture realizzate ed al personale dedicato, come rilevati dal Ministero della Sanità all’anno 2001, ed infine ai finanziamenti stanziati, evidenziando la misura di raggiungimento dei targets, qualora previsti dalla normativa. Il terzo capitolo affronta lo studio comparato dei disegni di legge ritenuti maggiormente significativi dalla XIV legislatura ad oggi ( Proposte di Legge “Burani Procaccini”, “Ce’”, “Gubetti”, “Cento”, “Moroni”, “Bertinotti”, “Carrara”, “Barbieri”) provando a rendere visibile e chiara la linea di demarcazione che ha inevitabilmente separato, nella formulazione delle proposte, la posizione e l’intenzione dei riformisti dei partiti del centro destra da quelli del centro sinistra. Il quarto capitolo, invece, è dedicato completamente alla scoperta della legislazione attuale in materia di assistenza psichiatrica in alcuni Paesi dell’Unione Europea ed alla estrapolazione e rielaborazione comparata di dati pubblicati all’inizio dell’anno corrente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, riguardanti ospedalizzazione e decessi per causa psichiatrica.
Il tentativo è stato quello di far emergere l’esistenza o meno, nei Paesi europei, di una tendenza dominante, sia normativa che fattiva, in merito all’utilizzo del ricovero, o più specificatamente del ricovero ospedaliero, quale soluzione primaria per fronteggiare l’emergenza. Il dato ricavato da ogni Paese studiato è stato poi messo a confronto con il tasso di mortalità rilevato per cause psichiche, al fine di poter, seppur certo parzialmente, misurare il livello di arginamento del problema e di efficacia delle policies. Infine con il quinto ed ultimo capitolo si torna in territorio esclusivamente italiano e viene illustrata la realizzazione dei lavori preparatori alla stesura del nuovo Progetto Obiettivo 2008 effettuati dalla Commissione “Consulta per le Associazioni della Salute Mentale”, istituita ad hoc all’inizio dell’anno 2007 presso il Ministero della Salute.
Al termine del lavoro sono stati allegati grafici e tabelle, usati quali supporto durante l'esposizione orale.

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1 INTRODUZIONE Il 16 maggio del 1978 veniva pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale, il testo della legge 180, sotto il titolo “Accertamenti e Trattamenti Sanitari Obbligatori”, meglio conosciuta come “legge Basaglia”. Questa legge è giunta ormai a celebrare i suoi trenta anni dall’entrata in vigore, e nonostante siano trascorsi molti anni, continua tutt’oggi a far parlare di sé. Una legge rivoluzionaria, innovativa, all’avanguardia ma anche una legge spregiudicata, poco riflessiva, di bandiera. Per lei gli appellativi non si sono mai risparmiati. La Legge Basaglia ha indubbiamente infiammato il dibattito nel corso degli anni, è stata elogiata e bistrattata, ne è stata più volte tentata la revisione o la definitiva abrogazione. Quello che ad oggi è certo è che la Legge Basaglia sussiste ancora quale norma dell’ordinamento legislativo italiano e che in trent’anni ha prodotto degli esiti e tracciato dei percorsi. L’interesse personale verso questa tematica è nato proprio a seguito dell’esperienza vissuta dalla città di Siena al momento della chiusura definitiva del manicomio San Niccolò, momento al quale ho assistito e partecipato sia come cittadino senese, sia come lavoratrice dipendente della Usl 7 di Siena con sede lavorativa proprio presso l’ex Ospedale Psichiatrico. Degli internati allora si conosceva molto: le loro manie, le frasi di routine, le loro paure, i loro oggetti in ceramica, i murales, le incisioni sui mattoni, i falsi sposalizi in giardino, le canzoni. Della realtà manicomiale si avvertiva subito la contraddizione appena varcati i cancelli d’ingresso: si poteva interagire con gli internati meno gravi che allora già potevano circolare liberamente fuori e dentro le mura e per i quali quel luogo era casa e salvezza, poi, scrutando tra le piccole sbarrette delle prese d’aria sulle porte delle celle, si potevano scorgere le membra abbandonate e sporche, dimenticate e sole, dei matti furiosi ricoverati in isolamento. E per loro quel luogo era stato ed era l’inferno in terra. Quando il San Niccolò terminò definitivamente la propria missione rimase solo il silenzio e la vernice fresca coprì i dipinti sui muri.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Valentina Galeotti Contatta »

Composta da 192 pagine.

 

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