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La corsa dei figli del vento

Informazioni tesi

  Autore: Salvatore Silvas
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Motorie
  Corso: Scienze e tecnica dello sport
  Relatore: Rita Demontis
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 52

Negli ultimi anni grazie ai progressi della metodologia dell'allenamento ed allo studio biomeccanico e bioenergetico della corsa degli sprinter, il record dei 100 metri piani si sta abbassando di anno in anno. In questo lavoro è stato fatto uno studio di tutte le variabili che possono influire nella corsa, e grazie a ciò si ha la possibilità di modificare, e personalizzare l'allenamento delle sprinter in base alle caratteristiche fisico-sportive.

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2 INTRODUZIONE La corsa in generale è una delle attività più spontanee e naturali dell‟uomo. In particolare le corse brevi e veloci appartengono sicuramente alla più antica tradizione dell‟esercizio atletico. Si ha motivo di ritenere che le gare di corsa fossero già in voga presso gli egiziani, ma le notizie più certe in proposito, individuano in Grecia ed Irlanda i primi centri dove si svolsero competizioni atletiche. La mitologia Omerica parla di gare di corsa tenutesi in occasione di cerimonie funebri, ma dati più sicuri ci conducono all‟origine dei Giochi Olimpici fatta risalire all‟incirca al 1000 A.C. La prima gara di corsa che si conosca era detta Stadion. Secondo la leggenda fu il primo oracolo a stabilire la distanza. Egli contò 600 dei suoi piedi, che secondo diverse fonti, oscilla fra i 192, e i 195 metri, perciò si può affermare che i velocisti dell‟antica Ellade gareggiassero sui 200 metri. Lo Stadion per molti anni fu l‟unica prova atletica del programma Olimpico. Gli atleti con tutta probabilità correvano sulla sabbia ed erano, se non nudi, sicuramente poco vestiti. Non si hanno invece notizie circa le prestazioni cronometriche offerte dagli atleti in queste gare ma solo dicerie su di un vincitore che si mosse tanto velocemente da non lasciare impronte sulla pista di sabbia, e di un altro che fu visto alla partenza e all‟arrivo, ma nessuno riuscì a vedere come aveva coperto la distanza. Episodio curioso sono le punizioni corporali che venivano inflitte agli atleti colpevoli di aver anticipato il segnale di partenza nelle gare di corsa! Nell‟epoca moderna l‟atletica ha ripreso vigore in Inghilterra ed anche in America. La velocità è il fattore principale del successo di questo sport e come tale essa condiziona e determina lo sviluppo di un atleta in qualsiasi specialità della pista o del campo. E‟ quindi giusto che i velocisti o sprinters siano considerati dall‟opinione pubblica i veri ed incontrastati re dello stadio per ovvie ragioni fin troppo evidenti. Durante la gara dei 100 metri gli istanti prima della partenza sono caratterizzati da estrema tensione. I concorrenti si posizionano sui cosiddetti blocchi di partenza. Lo starter, ovvero la persona addetta a dare il via alla gara, dà prima il segnale vocale di imminenza dalla partenza (pronti) ed in seguito spara un colpo in aria. In caso di falsa partenza, (che si verifica se un‟atleta si muove prima dello sparo) viene ripetuta la procedura. Se questa evenienza si verifica nuovamente il concorrente che l‟ha causata viene squalificato, indipendentemente da chi l‟ha causata prima. Se la partenza è regolare, i concorrenti si alzano dai blocchi, con tempi di reazione rapidissimi (però non inferiori ad un decimo di secondo pena la falsa partenza) e si portano verso il traguardo. Essendo la distanza più breve dell‟atletica i tempi di percorrenza sono brevissimi, spesso inferiori ai 10 secondi (limite che è stato infranto per la prima volta nel 1968

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100 metri piani
sprinter
velocità

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