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I fondi di previdenza complementare

La materia trattata è di notevole complessità, come confermato dagli ambiti disciplinari coinvolti: dal diritto del lavoro e sindacale a quello commerciale, dal diritto del mercato finanziario e dei valori mobiliari al diritto assicurativo, dal diritto degli enti collettivi e della proprietà al diritto tributario.
La tematica, pertanto, desta particolare interesse anche in considerazione dell'attenzione rivolta ad essa dall'attuale legislazione che sembra voler incentivare e promuovere la previdenza complementare, come si deduce dalle agevolazioni fiscali contenute nel collegato alla legge finanziaria dell'anno 1999 (art. 3 legge 13.5.1999 n.133) e dal D.Lgs. 18.2.2000 n. 47 emanato in attuazione della stessa.
Nel capitolo I viene tracciata brevemente la "storia" della previdenza pubblica: il fenomeno delle mutue di soccorso, antecedenti alla previdenza pubblica; il principio della solidarietà mutualistica che risponde ad un'esigenza di sicurezza propria dell'uomo moderno; il passaggio dalla mutualità volontaria al sistema delle assicurazioni sociali, dove è evidente l'intervento dello Stato teso a liberare dal bisogno la collettività, quale esigenza di rango costituzionale.
Si è cercato di comprendere quale sia "il referente costituzionale" della previdenza complementare, se, cioè, questa rientri nella norma prevista dal co. II o dal co. V dell.art.38 della Costituzione.
Nel secondo capitolo è stata presa in esame la legge delega 23.10.92 n. 421, contenente i principi ed i criteri base di una disciplina compiuta sui fondi pensione, ed il conseguente D.Lgs. 21.4.1993 n .124, norma fondamentale e di riferimento.
Sono state prese in considerazione le varie fonti istitutive individuate in relazione ai soggetti interessati: lavoratori privati (dipendenti o autonomi e liberi professionisti), i pubblici dipendenti, i quadri, i soci lavoratori di cooperative di produzione e lavoro.
E' stato evidenziato il ruolo fondamentale dell'autonomia collettiva nel momento genetico, nella strutturazione del fondo, nella identificazione delle prestazioni, nei momenti di finanziamento.
Particolare attenzione è stata prestata al principio di libertà che investe ogni aspetto della disciplina dei fondi; all'ambito di autonomia lasciato al singolo attraverso l'esercizio dell'adesione e del recesso.
Sono state esaminate le caratteristiche peculiari dei fondi: le forme (esterni ed interni), l'autorizzazione all'esercizio dell'attività, la vigilanza, la gestione (diretta e convenzionata), i soggetti gestori ( le SIM, le imprese assicurative, la società di gestione dei fondi comuni di investimento mobiliare, le banche), il finanziamento (la destinazione del TFR).
E' stata sinteticamente esposta la disciplina delle forme pensionistiche individuali introdotte dal D.Lgs. 18.2.2000 n. 47.
Nel capitolo III vengono affrontato varie problematiche: l'ambito d'applicazione della previdenza complementare, il modello di erogazione delle prestazioni (convenzionata o diretta), l'identificazione dei soggetti destinatari delle stesse, il regime pensionistico (a contribuzione definita e prestazione variabile ed a prestazione definita e contribuzione variabile), il sistema finanziario di gestione; la natura delle prestazioni (carattere previdenziale o retributivo), i requisiti richiesti per il sorgere del diritto alle prestazioni.
Sono stati, quindi, affrontati i problemi della garanzia dell'effettiva erogazione delle prestazioni in caso di insolvenza del datore sottoposto a procedura concorsuale, quello dell'opzione tra rendita e capitale, del trasferimento e del riscatto della posizione individuale.
Attenzione è stata posta alle norme transitorie (vecchi e nuovi fondi), ai dubbi di incostituzionalità dalle stesse posti, alla problematica dei diritti quesiti ed alle modifiche apportate dall'art. 59, co. III, legge 27.12.1997 n. 449 che ha meglio precisato il rapporto tra previdenza pubblica e privata.

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4 Introduzione e presentazione. La materia trattata è di notevole complessità, come confermato dagli ambiti disciplinari coinvolti: dal diritto del lavoro e sindacale a quello commerciale, dal diritto del mercato finanziario e dei valori mobiliari al diritto assicurativo, dal diritto degli enti collettivi e della proprietà al diritto tributario. La tematica, pertanto, desta particolare interesse anche in considerazione dell'attenzione rivolta ad essa dall'attuale legislazione che sembra voler incentivare e promuovere la previdenza complementare, come si deduce dalle agevolazioni fiscali contenute nel collegato alla legge finanziaria dell'anno 1999 (art. 3 legge 13.5.1999 n.133) e dal D.Lgs. 18.2.2000 n. 47 emanato in attuazione della stessa. Nel capitolo I viene tracciata brevemente la "storia" della previdenza pubblica: il fenomeno delle mutue di soccorso, antecedenti alla previdenza pubblica; il principio della solidarietà mutualistica che risponde ad un'esigenza di sicurezza propria dell'uomo moderno; il passaggio dalla mutualità volontaria al sistema delle assicurazioni sociali, dove è evidente l'intervento dello Stato teso a liberare dal bisogno la collettività, quale esigenza di rango costituzionale. Si è cercato di comprendere quale sia "il referente costituzionale" della previdenza complementare, se, cioè, questa rientri nella norma prevista dal co. II o dal co. V dell.art.38 della Costituzione. Nel secondo capitolo è stata presa in esame la legge delega 23.10.92 n. 421, contenente i principi ed i criteri base di una disciplina compiuta sui fondi pensione, ed il conseguente D.Lgs. 21.4.1993 n .124, norma fondamentale e di riferimento. Sono state prese in considerazione le varie fonti istitutive individuate in relazione ai soggetti interessati: lavoratori privati (dipendenti o autonomi e liberi professionisti), i pubblici dipendenti, i quadri, i soci lavoratori di cooperative di produzione e lavoro.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Rosalinda Nicotera Contatta »

Composta da 154 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.