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La somministrazione: punto di partenza o arrivo nella ricostruzione storico-giuridica del divieto di interposizione?

Informazioni tesi

Esperto mercato del lavoro
  Autore: Francesco Marcelli
  Tipo: Tesi di Master
Master in
Anno: 2008
Docente/Relatore: Chiara Bizzarro
Istituito da: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 79

Il lavoro ripercorre, dalla Rivoluzione industriale al d.lgs. 276/03, le norme e la dottrina che hanno accompagnato il dibattito relativo all’interposizione di manodopera in Italia. Dallo sfruttamento del marchandage alla legalizzazione dello staff leasing, si evidenzia come questo tema metta in risalto gli estremi ritardi con cui si è mosso il nostro Paese. La scossa introdotta dalla “Riforma Biagi” dimostra che le fasi, anche sperimentali, di innovazione del diritto del lavoro che recepiscono e incardinano, nel sistema legislativo, le spinte economiche vedono in Italia una forte ed aprioristica resistenza alle istanze riformiste. Pur avendo una grande tradizione giuslavorista, la nostra nazione paga lo scotto di un forte corporativismo sindacale e datoriale che affonda le sue radici nel post-fascismo. A cinque anni dalla sua approvazione, il d.lgs. 276/03 deve essere valutato ancora con l’attenzione dovuta a tutte le novità, ma anche con la consapevolezza che sarebbe sbagliato ed inutile arretrare su posizioni che ci riportino alla status quo ante, soprattutto in considerazione dei dati europei ed americani sul tema che rivelano al lettore attento una situazione ed un futuro dello staff leasing tutt’altro che negativo.

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5 INTRODUZIONE SOMMARIO: 1. Il Diritto insegue l’Economia. – 2. Il problema “garanzia versus flessibilità”. 3. Nota metodologica. 1. Il Diritto insegue l’Economia. Quando si parla di “esternalizzazione” ci si trova davanti a costruzioni e figure giuridico-economiche che interessano tanto la struttura quanto la fisiologia dell’impresa a seguito dell’impetuoso vento di cambiamento, anche sociale, introdotto dalla moderna globalizzazione. Vale la pena, in questo ambito, porre l’accento sul fatto che “(…) La rivoluzione elettronica ha segnato una nuova era in cui alla centralità dell’apparato strumentale, del lavoro manuale e delle materie prime si è sostituito il primato dell’intelligenza, dell’informazione computerizzata e, più in generale, dei servizi (…)” [e che] “Bast[a] solo pensare che alla fine del secolo XX più della metà della popolazione attiva dei Paesi industrializzati è addetta a produrre (…) beni immateriali (…) [che] costituiscono più di un quarto del p.i.l. (…)” (1) . Le aziende medio-grandi sono passate, in questi ultimi anni, dal sistema produttivo “a catena” a quello “a rete”, dirigendosi verso il downsizing e la gestione, da parte di terzi, di beni e/o servizi dell’originario produttore con l’utilizzo degli stessi fattori dell’impresa che viene, mano a mano, scorporata (2) . In Italia, in verità, l’evoluzione socio-economica ed il correlato quadro giuridico, che cercano di rispecchiarsi vicendevolmente, non rappresentano una (1) R. DE LUCA TAMAJO, Metamorfosi dell’impresa e nuova disciplina dell’interposizione, in RIDL, 2003, I, 169. (2) Vd., in tal senso, R. DE LUCA TAMAJO, ibidem, 167 ss., per il quale: “(…) La pur improbabile tesi secondo cui l’ordinamento evolve per spinte endogene (…) trova ulteriore smentita nell’influenza esercitata sull’elaborazione giuridica dei processi organizzativi dell’impresa. (…) il flusso [delle] mutazioni del processo produttivo è in grado di scompigliare financo le più strutturate pagine dei Codici (…), nelle cui pieghe (…) è sempre più frequente il riferimento a termini e vicende proprie dell’organizzazione dell’impresa (…)”. Ed ancora: “(…) con il termine esternalizzazione si fa (…) riferimento ad un altro incontenibile processo che ha investito massicciamente la fisionomia dell’impresa medio-grande [per cui la stessa] impresa post industriale tende, in effetti, a conservare al proprio interno soltanto (…) il core business (…)”.

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divieto di interposizione
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