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La condizione umana nella modernità liquida (Z. Bauman)

Informazioni tesi

  Autore: Giancarlo Bova
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Messina
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Luigi Rossi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 79

bauman Il titolo della tesi è la condizione umana nella modernità “liquida.”
L’espressione modernità “liquida” è una felice metafora che Zygmunt Bauman usa da alcuni anni per analizzare criticamente la società contemporanea, che altri studiosi (Lyotard, Giddens, ecc.) preferiscono chiamare post-moderna o tardo- moderna .
Z, Bauman è uno dei più noti sociologi e osservatori del nostro tempo. È nato in Polonia nel 1925 ed è fuggito con la famiglia nel 1939 in URRS per salvarsi dalla persecuzione nazista contro gli ebrei. Rientrato a Varsavia alla fine della guerra, invece di studiare fisica, com’era il suo sogno, si occupa di sociologia.
Oggi è professore emerito di sociologia all’Università di Leeds e di Varsavia. All’età di ottanta anni, continua a scrivere libri, articoli e saggi a un ritmo incredibile.
La tesi focalizza le principali tematiche di più scottante attualità che Z. Bauman ha trattato in questi ultimi anni: la società dell’incertezza, la globalizzazione e gli effetti sulle persone, l’identità, la voglia di comunità, la modernità liquida, la società sotto assedio, vite di scarto.
Ne "La società dell’incertezza” l’attenzione viene rivolta, con riferimento a Freud, al confronto tra il “disagio della civiltà” moderna e il “disagio postmoderno” o “liquido” dei nostri giorni.
Nel passato, la società moderna, a lungo combattuta tra il principio del piacere e il principio di realtà, ha scelto il secondo, cioè l’ordine e la regolamentazione: per ottenere la sicurezza, ha rinunciato alla libertà.
Oggi, invece, - dice Bauman - avviene il contrario: il principio del piacere(e della libertà) regna sovrano. Ma in entrambi i casi, oggi come ieri , la felicità non c’è. Al suo posto, c’è incertezza, insicurezza, ansia, angoscia. È il tempo della crisi dell’identità sociale e personale, della “Voglia di comunità”, della “ globalizzazione”. Quest’ultima esprime il “nuovo disordine mondiale”(Jowitt) , confusione, disorientamento, unione o concentrazione sul piano economico- finanziario, divisione tra le persone, soprattutto, tra due nuove tipologie: turisti e vagabondi; i primi sempre più ricchi,i secondi sempre più poveri; i primi “connessi” col potere ed “inclusi” nel potere, i secondi “non connessi” o “disconnessi” ed esclusi.
Allo Stato- nazione in declino è rimasta una sola prerogativa: il mantenimento dell’ordine e il controllo del territorio: dal 1700 in poi il punto di riferimento era il Panopticon di J. Bentham, oggi il simbolo della società globalizzata e “liquida” è la prigione”Pelican Bey” totalmente automatica costruita in California.
Nella modernità attuale tutto è permeato dalla “liquidità”, che è la caratteristica di base dei liquidi fluidi, che non possono mantenere una forma perché non hanno una coesione interna. Il mondo di oggi non ha né la struttura, né la solidità di un tempo.
Le nuove forme di produzione e di rapporti umani sono anonime, liquide, mutevoli, effimeri. La società, sempre più sotto assedio è raffigurata da un simbolico reticolato- palizzata, ha come unico protagonista il Grande Fratello, il più duro del gruppo e senza scrupoli.
L’ultimo libro scritto da Bauman - “Vite di scarto”- ha come tesi fondamentale la saturazione del pianeta, gli effetti della nostra società “liquida” ipertecnologizzata: produzione in abbondanza di beni materiali e cosiddetto benessere concentrato nel nord del mondo occidentale, rifiuti e scarti di ogni genere, soprattutto umani. È la generazione X- come la chiama Bauman -, la gioventù nata negli anni settanta, che viene espulsa da un libero mercato selvaggio caratterizzato dalla concentrazione elitaria della ricchezza e del potere, dalla riduzione dei posti di lavoro, dai rifiuti e dagli scarti umani.
La condizione umana nella modernità “liquida” è proprio questa : “nulla” è destinato a durare, e soprattutto a durare per sempre; gli oggetti e le persone utili e indispensabili oggi sono i rifiuti di domani. Non può esistere un domani migliore! Esiste solo un oggi o un istante diverso per gli scarti o rifiuti umani che siamo o stiamo per diventare.

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PREMESSA Sono passati molti anni da quando, nel 1979, J. F. Lyotard scrisse «La condizione post-moderna 1 », che i critici considerano “il manifesto” o l’atto di nascita dell’interessante dibattito ancora in corso sull’ultimo periodo filosofico del XX secolo. È di questi primi anni del XXI secolo, invece, l’analisi critica della società contemporanea, che Z. Bauman, con una felice metafora emblematica, definisce modernità “liquida”, anziché post-moderna. La condizione umana, nel passaggio dalla società moderna solida a quella “liquida”, è l’oggetto di questa tesi. Descriverla non è facile, non tanto per la gran mole della produzione scientifica di Z. Bauman, quanto perchè il suo pensiero, eterogeneo e complesso per la struttura e la varietà dei temi trattati, è sempre “in fieri”, dinamico, creativo e, comunque, 1 J. F. Lyotard, La condizione post-moderna, Feltrinelli, Milano, 1985.

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Parole chiave

globalizzazione
liquidità
modernità liquida
post-moderno
zygmunt bauman

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