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Le creazioni lessicali nella periferia parigina: il ''Lexik des cités''

Questa ricerca ha come oggetto di analisi le creazioni lessicali nella periferia parigina.
Oltre al mio desidero di capire meglio una parte della mia propria lingua, il mio interesse per la lingua della banlieue è nato quando mi sono reso conto che tra una persona più o meno trentenne come me, e una più giovane di solo qualche anno era quasi impossibile comunicare in modo informale senza incontrare una certa incomprensione reciproca dovuta alle molte, troppe, differenze tra le parlate di due generazioni separate da soli pochi anni, anche se utilizzate nello stesso territorio. L’interesse è poi cresciuto quando ho avuto l’occasione di leggere il Lexik des cités, creato e concepito da ragazzi della banlieue e pubblicato nel 2007: leggendolo mi sono reso conto che delle parole che qualche anno prima avevano un determinato significato ne hanno oggi uno totalmente differente; altre, che si scrivevano in un certo modo, hanno continuato la loro evoluzione grafica; e infine che tante parole straniere, sconosciute ancora 10 anni fa, sono oggi utilizzate nella vita quotidiana di questi ragazzi.
Forte del mio interesse per l’argomento, e dell’aver a disposizione un corpus di termini ‘tipici’ della banlieue di oggi con il Lexik des cités, ho deciso di analizzare i procedimenti di creazione lessicale in atto nella periferia parigina.
La tesi si articola in due parti. La prima parte è introduttiva: il primo capitolo riassume la lunga storia dell’Argot, partendo dal linguaggio dei banditi del secolo XV e arrivando alla contemporanea langue des cités, e spiega le differenze esistenti tra Argot, verlan e langue des jeunes; il secondo capitolo presenta i procedimenti di creazione lessicale utilizzati in francese; e in fine, il terzo capitolo è dedicato alla presentazione del Lexik des cités, spiegando perché e come è stato realizzato dai suoi giovani autori.
La seconda parte è dedicata all’analisi del Lexik des cités, la cui nomenclatura verrà confrontata nel primo capitolo, all’interno di un’analisi quantitativa, a quella del Dictionnaire du français contemporain des cités di Jean-Pierre Goudailler, con lo scopo di dimostrare che esistono significative differenze tra le entrate delle due opere, la prima del 2007 e la seconda del 2001; il secondo capitolo analizza dettagliatamente i procedimenti di creazione lessicale presenti nel Lexik des cités: verranno presi in esame i procedimenti formali e semantici, oltre alle conseguenze dell’accumulo di procedimenti (creazione di sinonimi e di polisemi) e si vedrà che il verlan, malgrado sia spesso considerato come il procedimento tipico della lingua delle banlieues, non è l’unico ad essere molto produttivo.
Analizzando le modalità di creazione dei neologismi presenti nel Lexik des cités, vorrei quindi dimostrare la grande varietà dei meccanismi utilizzati dai giovani della periferia parigina, e capire quali sono quelli più produttivi.

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1 Premessa Questa ricerca ha come oggetto di analisi le creazioni lessicali nella periferia parigina. Oltre al mio desidero di capire meglio una parte della mia propria lingua, il mio interesse per la lingua della banlieue è nato quando mi sono reso conto che tra una persona più o meno trentenne come me, e una più giovane di solo qualche anno era quasi impossibile comunicare in modo informale senza incontrare una certa incomprensione reciproca dovuta alle molte, troppe, differenze tra le parlate di due generazioni separate da soli pochi anni, anche se utilizzate nello stesso territorio. L’interesse è poi cresciuto quando ho avuto l’occasione di leggere il Lexik des cités, creato e concepito da ragazzi della banlieue e pubblicato nel 20071: leggendolo mi sono reso conto che delle parole che qualche anno prima avevano un determinato significato ne hanno oggi uno totalmente differente; altre, che si scrivevano in un certo modo, hanno continuato la loro evoluzione grafica; e infine che tante parole straniere, sconosciute ancora 10 anni fa, sono oggi utilizzate nella vita quotidiana di questi ragazzi. Forte del mio interesse per l’argomento, e dell’aver a disposizione un corpus di termini ‘tipici’ della banlieue di oggi con il Lexik des cités, ho deciso di analizzare i procedimenti di creazione lessicale in atto nella periferia parigina. La tesi si articola in due parti. La prima parte è introduttiva: il primo capitolo riassume la lunga storia dell’Argot, partendo dal linguaggio dei banditi del secolo XV e arrivando alla contemporanea langue des cités, e spiega le differenze esistenti tra Argot, verlan e langue des jeunes; il secondo capitolo presenta i procedimenti di creazione lessicale utilizzati in francese; e in fine, il terzo capitolo è dedicato alla presentazione del Lexik des cités, spiegando perché e come è stato realizzato dai suoi giovani autori. 1 AA.VV, Lexik des cités illustré, Paris, Fleuve noir, 2007.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Bastien Harel Contatta »

Composta da 57 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3183 click dal 24/06/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.