Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Ettore Petrolini e il teatro di prosa

La tesi mira a dimostrare come Ettore Petrolini, famoso soprattutto come grande attore comico degli anni '30, fosse in realtà anche un grandissimo attore drammatico. Grazie alla ricostruzione puntuale delle cronache e delle recensioni dell'epoca è stato possibile ricostruire l'intero percorso dell'attore nei teatri di Prosa dal 1924 al 1936; un lungo lavoro di ricerca fra Torino, Bologna e soprattutto Roma, ha consentito all'autore di ricostruire per la prima volta tutte le date relative agli spettacoli nei teatri italiani, utilissimi per ricostruire un percorso di ricerca più approfondita, ma anche le rare apparizioni parigine, londinesi e tedesche, riportando, ogni volta, le traduzioni dagli articoli originali.
Documento utile e stimolante per chiunque voglia avvicinarsi ad una delle figure più straordinarie del teatro italiano del novecento, questa tesi raggiunge il suo obiettivo grazie soprattutto a una critica analitica e per certi versi scettica, cercando continuamente di sviscerare gli argomenti e porre domande sull'attore senza mai prendersi e prenderlo troppo sul serio, senza mai credere, come succede per molte tesi anche di ottima fattura, di poter dire una verità ultima su un mondo che nasce e vive sulle tavole del palcoscenico, per poi aggirarsi nell'arte di tutti i tempi così, come un fantasma nel suo castello.

Mostra/Nascondi contenuto.
3 Capitolo I – Petrolini attore : dall’esordio nel varietà al successo internazionale nei teatri di prosa. § I – 1922 - 1924, il passaggio dal teatro di rivista al teatro di prosa; la ricostruzione di una data convenzionale; la critica elogia (con riserva) il repertorio e la recitazione di un “autentico artista drammatico”. Ettore Petrolini, com’è noto, iniziò la sua carriera sui piccoli palcoscenici dei caffè concerto romani, per poi passare, di successo in successo, sino al riconoscimento internazionale della Comedie française di Parigi. Questo è quanto viene riportato su ogni articolo, su ogni enciclopedia e su ogni libro -quelli di Petrolini compresi- che si possano ancora trovare in commercio o nelle biblioteche. Ogni documento, insomma, racconta la storia inevitabilmente romanzata del ragazzino del popolo che per recitare si allontana dalla famiglia, che affronta il riformatorio, che inizia nelle più umili compagnie di comici dove la paga era il vitto (scarso) e l’alloggio (all’aria aperta). In questo modo una vita libera e travagliata diviene un romanzo divertente quanto sofferto del comico per natura, che recitava da fanciullo seguendo i funerali di persone sconosciute per ‘fare teatro’ 1 , per limare il più possibile il limite fra la vita e l’arte del recitare, senza però mai confonderle, per non mancare mai alla sensazione del teatro come gioco, 1 “Da ragazzino -potevo avere undici o dodici anni- se vedevo un funerale, immediatamente mi accodavo. Poi, piano piano, mi intrufolavo fino ad essere vicino ai parenti del morto; assumevo un’aria afflitta e fingevo di commuovermi fino alle lacrime, per farmi compatire dalla gente. […] Ma perché facevo tutto questo? Facevo il teatro”; E. Petrolini, Modestia a parte…, in: Id., Petrolini. Facezie, autobiografie e memorie, a cura di G. Antonucci, Roma, Newton Compton, 1993, p. 165.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Stefano Doretto Contatta »

Composta da 283 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1542 click dal 16/06/2009.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.