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Apprendere nel web del futuro: come le nuove tecnologie cambiano processi, modelli e istituzioni accademiche

Lo sviluppo di capitale umano, processo socio-organizzativo di fondamentale importanza nell’economia degli “intangibili”, è all’alba di una profonda trasformazione negli approcci, nei metodi e negli attori coinvolti. L’evoluzione delle tecnologie dell’informazione e comunicazione (ICT), e in particolare di Internet, costituisce forse il più importante driver di tale cambiamento epocale. La “grande rete” è stata negli ultimi anni oggetto di una radicale evoluzione di matrice socio-tecnologica, che ha determinato l’emergere di un nuovo paradigma fatto di collaborazione globale tra individui, di modelli peer-to-peer, condivisione, e di accesso all’informazione indipendente dalle variabili spazio-temporali. Questi cambiamenti hanno rivoluzionato il modo di creare, condividere e distribuire conoscenza e quindi, in definitiva, il modo di apprendere e sviluppare conoscenze, competenze ed esperienze. È evidente quindi l’importanza di analizzare tali nuovi paradigmi e il loro effetto sulla competitività e produttività di organizzazioni e sistemi paese. La rilevanza di tali tematiche è dimostrata anche dall’attenzione dell’Unione Europea, all’interno del 7° Programma Quadro, verso il campo delle ICT ed in particolare verso quel trend che viene definito come Internet del Futuro (Future Internet). Analoghi programmi sono stati avviati negli U.S.A. (progetti GENI e FIND della National Science Foundation) ed in Giappone (progetto AKARI).
Se il nuovo paradigma tecnologico promette di trasformare i processi di sviluppo del capitale umano, anche le istituzioni deputate all’organizzazione e gestione di tali processi, come le università, sono all’alba di una profonda evoluzione. A tal proposito, è stata sottolineata in letteratura la necessità di superare l’attuale sistema organizzativo e produttivo del mondo accademico, in crisi da tempo. La crisi del modello accademico attuale, basato sui principi della produzione di massa, emerge sulla spinta di forze interne ed esterne all’università, quali la globalizzazione, la nuova struttura della forza lavoro, la necessità di collaborazione con diversi stakeholder, la necessità di competenze interdisciplinari e di apprendimento permanente. Il modello dell’università pubblica si è spesso dimostrato incapace di fornire risorse umane e competenze professionali adeguate alle reali esigenze del mercato, tanto da spingere numerose grandi aziende a creare a modelli proprietari di Corporate University. Anche questo modello presenta però, spesso, i limiti delle università pubbliche, con una struttura poco flessibile, sistemi chiusi e gerarchia organizzativa, senza dimenticare che il modello totalmente privato non può ovviamente sostituire tout-court l’università pubblica nell’offerta di formazione superiore.
L’Internet del Futuro può essere per le università l’occasione e lo strumento per ripensare e rimodellare la propria organizzazione e i processi caratterizzanti, al fine di costruire un nuovo modello istituzionale in grado di rispondere alle reali esigenze di sviluppo del capitale umano espresso dalle aziende e dai sistemi paese.

L’obiettivo di questo lavoro è di descrivere quindi un possibile scenario di medio termine che i cambiamenti nelle ICT abilitano nei processi, nei modelli e nei soggetti dell’apprendimento. Il punto di partenza è l’evoluzione di Internet, con una review di trend quali il cloud computing, il mobile, il 3D, l’Internet “degli oggetti”, il web semantico e l’ubiquitous web. Si analizza, quindi, in che modo i nuovi approcci e strumenti cambiano la creazione e distribuzione della conoscenza. Muovendo dai limiti dell’attuale approccio all’e-learning (nel senso allargato di technology-enhanced learning) e di concetti quali i Virtual Learning Enviromnent, si analizzano una serie di ipotesi evolutive basate su framework di letteratura ed esperienze applicative innovative. Si descrivono poi le possibili trasformazioni che il modello di sviluppo del capitale umano e universitario dominante potrebbe realizzare per evolvere verso una nuova organizzazione capace di superare sia il modello privato puro della Corporate University sia il modello pubblico superato dell’università di massa.
Il nuovo modello si basa sui principi del “conettivismo”, per cui il significato esiste per se e la sfida sta nel ritrovarlo laddove sembra nascosto, nelle reti di persone, cose o organizzazioni. L’ampliare delle connessioni sociali è esso stesso una fonte di apprendimento. Nascono i Personal Learning Environment (PLE) quali nodi di una rete di conoscenza e di apprendimento che favorisce la creazione di comunità di pratica e innovazione. I nuovi modelli di apprendimento accelerano il processo di cambiamento delle istituzioni universitarie ed il superamento dell’approccio “fordista” della produzione di conoscenza di massa.

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3 Introduzione Internet sta cambiando. E con esso sempre di più cambieranno comportamenti, processi, ruoli sociali e organizzazioni. Da alcuni anni, infatti, è in atto sul Web un radicale processo di trasformazione che sta portando ad una nuova visione della rete basata sulla collaborazione tra gli individui, sulla produzione distribuita dei contenuti, sulla cultura dell’open source, ma anche sulla possibilità di poter disporre di dati ed informazioni indipendentemente dal luogo, dal tempo e dal supporto digitale utilizzato. Questa trasformazione deriva da tendenze tecnologiche emergenti come la migrazione verso reti ad altissima velocità, le tecnologie senza fili onnipresenti, l’internet degli oggetti, il cloud computing, i servizi web-based, ma anche e soprattutto da un nuovo approccio culturale che, supportato dalle nuove tecnologie, permette la condivisione della conoscenza e la partecipazione collaborativa degli utilizzatori. I trend che caratterizzeranno l’internet del futuro avranno un impatto molto forte sulle diverse attività della vita umana, la cui portata è ancora difficilmente valutabile: il mondo del lavoro e dell’informazione, ma anche l’intrattenimento, la comunicazione, la medicina e l’educazione potrebbero subire profonde trasformazioni abilitate dalla rivoluzione del nuovo web. L’importanza per queste tematiche è stata ben capita ad esempio dall’Unione Europea che, attraverso il 7° Programma Quadro per la Ricerca e lo Sviluppo Tecnologico, ha attivato massicci investimenti nel campo dell’Information and Communication Technologies. Come affermato da Viviane Reding, membro della Commissione Europea responsabile per la Società dell’Informazione e per i Media, il “Futuro di Internet”, con progetti finanziati per oltre 300 milioni di euro, rappresenta il cuore strategico del 7° P.Q. nel settore ICT per la sua capacità di

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Antonio Castellano Contatta »

Composta da 122 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.