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Grammatica / grammatiche: linguistica araba e apprendimento dell’italiano

L’apprendimento delle lingue straniere risente delle interferenze generate non solo dalla lingua madre ma dall’intera cultura di partenza del discente. Il presente studio prende in esame le difficoltà di ordine metalinguistico riscontrate da studenti arabofoni educati nei Paesi di origine, e pertanto formati sui principi della grammatica tradizionale araba (GTA). Le interferenze riscontrate sono essenzialmente di due tipi: concettuale, quando nelle due grammatiche non esistono categorie equivalenti, come nel caso del concetto di tempo verbale composto o di verbo riflessivo, e terminologico, laddove non si trovano in GTA vocaboli corrispondenti a quelli della grammatica italiana, come “gerundio” o “accento tonico”. Nel trattare in classe questi argomenti, la riflessione grammaticale diventa particolarmente delicata, e la terminologia rischia spesso di generare confusione invece di chiarezza.
Per il docente di italiano non è sempre facile interpretare correttamente gli errori dei propri studenti e dare il giusto valore alle ipotesi linguistiche e metalinguistiche da essi formulate sulle tracce della GTA, soprattutto se la sua conoscenza della GTA, poco diffusa in occidente, è solo approssimativa. Approfondendone la conoscenza gli sarà invece possibile confrontarsi in modo più proficuo e completo con i propri studenti, e saprà meglio guidare il loro apprendimento. Inoltre, nell’apprezzare il rigore scientifico raggiunto dalla GTA e le sue implicazioni di ordine culturale –religioso, sociale, storico, politico- riuscirà a trasformare la riflessione grammaticale in occasione interculturale di arricchimento reciproco. In tal modo, la metalinguistica assume un’importanza duplice: come ausilio dell’apprendimento linguistico e come occasione di riflessione transculturale.

Riflettendo questo doppio aspetto della riflessione metalinguistica, la tesi si compone di due parti: nella prima si traccia l’evoluzione della GTA nel contesto culturale e politico dei Paesi arabi, mostrando alcune delle implicazioni filosofiche e teologiche delle scelte dei grammatici (cap. 1), e si descrive la speciale posizione della GTA nel quadro epistemologico della cultura arabo-islamica, illustrando i legami sottesi anche con ambiti normalmente ritenuti lontani, quali la politica e la religione (cap. 2).
La seconda parte espone i concetti fondamentali della GTA (cap. 3) ed illustra alcuni degli errori causati da interferenze metalinguistiche tra la GTA e la grammatica italiana, accompagnati da riflessioni e suggerimenti di carattere didattico (cap. 4).
In appendice, due brani tratti da testi grammaticali tradizionali: il primo, dalla Alfiyya di Ibn Mālik, un trattato didattico in forma di poesia destinato soprattutto alla memorizzazione; il secondo dal commento mistico ad un altro famoso testo grammaticale, la Muqaddima di Ibn Ajurrum, che suggerisce inaspettate osservazioni di carattere spirituale.

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- 4 - Introduzione Il docente che intenda la propria funzione come quella di “facilitatore di apprendimento” -secondo la definizione formulata da Carl Rogers che gode di sempre maggior fortuna nell’ambito degli studi glottodidattici- non può prescindere da una certa conoscenza della cultura di partenza dei propri studenti: solo così, infatti, sarà in grado di prevedere gli ostacoli che essi dovranno affrontare, e saprà interpretare correttamente esitazioni ed errori, elaborare risposte alle loro domande, coadiuvare il loro percorso usando le strategie migliori ed organizzando adeguatamente gli input cui esporli 1 . In una parola, essere un consapevole orchestratore del LASS teorizzato da Bruner. Al fine di monitorare i progressi degli apprendenti e mappare le aree di maggiore difficoltà potrà avvalersi delle tecniche di analisi dell’errore, e valutare con attenzione le ipotesi sulla lingua elaborate dagli studenti nelle diverse fasi dell’apprendimento. La letteratura specialistica si è occupata estesamente dell’interlingua e delle interferenze che la lingua madre esercita sul piano morfosintattico e fonologico del discente, ed ha mostrato come esse siano tanto più difficili da rintracciare quanto più appartengono ai livelli profondi delle strutture cognitive e toccano aspetti culturali fondamentali. Il presente studio si occupa delle interferenze che si generano a livello metalinguistico allorché le categorie apprese dal discente per descrivere ed interpretare i fenomeni linguistici non coincidono con quelle utilizzate dal docente 1 Cfr. Dolci/Celentin 2000: 114. Le osservazioni di carattere glottodidattico esposte in questa introduzione si rifanno essenzialmente agli scritti di P.E. Balboni e di C. Andorno, ed agli studi curati da Dolci/Celentin e da Vedovelli/Giacalone/Ramat citati in bibliografia. Per evitare di appesantire il testo con continui riferimenti, si rimanda a questi testi.

Tesi di Master

Autore: Fabio Pesaresi Contatta »

Composta da 86 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.