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Il ruolo del piano industriale per la quotazione dell'impresa: il caso delle società armatoriali italiane

Attraverso il lavoro di tesi, si vuole verificare il ruolo che il piano industriale, quale strumento di pianificazione strategica ed economico-finanziaria, assumerebbe nell’ambito dei processi decisionali che contraddistinguono le imprese armatoriali, specie nel caso le stesse vaglino l’ipotesi di raccogliere presso il mercato borsistico le risorse necessarie alla realizzazione delle strategie formulate. Ciò consapevoli che il proposito risulti in antitesi rispetto al modus pensandi di queste imprese, il cui agire tende a far perno unicamente sul mero intuito imprenditoriale e su una rete di relazioni entrambi forti della conoscenza delle dinamiche insite nell’industria marittima. In Italia le imprese del comparto, a vocazione esclusivamente familiare, pur consapevoli secondo il Ferrara del ruolo che il piano industriale può assumere nei processi decisionali, sono restie ad implementare adeguati sistemi di pianificazione. Ciò deve imputarsi all’accentramento del potere decisionale in capo all’armatore e alla resistenza a condividere le scelte di investimento che invece un’eventuale apertura ai mercati finanziari richiederebbe . Per cui sebbene solo su ipotesi opportunamente formulate e non per mezzo di indagini basate sulla gestione passata di imprese armatoriali, si dimostra nel lavoro di tesi come logiche e strumenti di pianificazione strategica ed economico-finanziaria possano essere un valido connubio nel supportare scelte di crescita anche attraverso vie non tradizionali. Al fine di perseguire l’obbiettivo del lavoro la tesi è (quindi) strutturata in tre capitoli . Nel primo capitolo, sono definiti i caratteri generali del piano industriale e della quotazione, come altresì il ruolo che il piano industriale assume nelle decisioni volte al conseguimento e al mantenimento delle condizioni di equilibrio economico dell’azienda. Nel secondo capitolo, si è proceduto invece ad analizzare il ruolo che il piano industriale assumerebbe in aziende contraddistinte da un approccio closed cultural sia per quanto riguarda la condivisione dei processi decisionali che l’apertura ai mercati finanziari. In particolare l’attenzione si è focalizzata sulle imprese di navigazione marittima. Nel terzo capitolo infine si è ipotizzato un piano industriale per un’impresa che opera nel sub-settore trump e che in un percorso di crescità vaglia il ricorso al mercato borsistico. Il caso è quello della Fratelli D’Amato Armatori S.p.A .

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3 Note introduttive Il continuo divenire delle variabili ambientali con cui l azienda si relaziona, la globalit dei mercati e la sfida della complessit appaiono come principali determinanti dell incertezza ambientale. In tale contesto, al fine di individuare i percorsi strategici da intraprendere e contenere gli effetti del rischio economico generale a cui l azienda Ł esposta, assumono rilievo le logiche e gli strumenti della programmazione strategica- economico-finanziaria. CosicchØ le intenzioni strategiche del management, le azioni da realizzare per il raggiungimento degli obiettivi strategici e la stima dei risultati attesi prendono forma nel piano industriale che, da un punto di vista operativo, deve essere attuabile, monitorabile ed evidenziare il valore aggiunto che deriva dall utilizzo del credito, eventualmente concesso da terzi per la realizzazione dei programmi aziendali; invero, le informazioni tratte dal piano industriale dovrebbero essere tali da fornire agli stakeholder una chiara definizione delle modalit con cui l azienda intende aumentare il valore che si crea per gli azionisti. Tuttavia, la forte instabilit dei mercati, in part icolare di quelli finanziari, richiede che le intenzioni strategiche e le conse guenti azioni da realizzare andrebbero non solo monitorate, ma addirittura riformulate.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Mariano Ambrosio Contatta »

Composta da 103 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.