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Vittime e carnefici - Analisi sociologica della pedofilia

Informazioni tesi

  Autore: Immacolata Balestrucci
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze dell'educazione e della formazione
  Relatore: Pierluca Massaro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 141

La pedofilia, un tema molto attuale che in realtà cominciamo a riconoscerlo nella storia dell’antica Grecia, in cui i piccoli erano affidati a saggi, adulti che potessero secondo il pensiero di quei tempi, attraverso la relazione interpersonale e sessuale, trasferire le conoscenze dell’adulto direttamente nel bambino (discente) anche se era definita termino logicamente “Pederastia”.
Nel periodo medioevale era possibile contrarre matrimonio a 12 anni per le bambine e, i bambini tra gli 8 e i 10 anni, già fuori dall’ambito familiare, si recano in casa di adulti estranei per una sorta di preparazione al matrimonio, in modo da poter essere già pronti con il rispettivo partner.
Il tutto è totalmente diverso da ciò che viene ammesso oggi in cui la legge vieta il matrimonio tra persone che hanno età inferiore ai 18 anni, età in cui, secondo la nostra Costituzione, si acquisisce capacità di agire, oltre che di intendere e di volere, che si acquisisce a 14 anni.
Oggi, si sente tanto parlare di lavoro minorile, in alcune società, di vero e proprio sfruttamento verso i minori ma in particolar modo sono frequenti le situazioni di maltrattamento o abuso di tipo sessuale nei confronti di bambini da parte di persone adulte, attività questa definita “pedofilia”.
Psicologico perché, durante un rapporto pedofilo, si va a creare e formare un trauma interiore al bambino producendo un disagio dal punto di vista sociale nei confronti di chi lo circonda; il rapporto pedofilo porta ad un maltrattamento fisico che nei casi più gravi porta fino alla morte della vittima.
Il pedofilo è un soggetto che, per certi casi ha subito abusi in tenera o adolescente età e sorge in sé la voglia di riscattarsi sui corpi di piccoli estranei, o peggio, di piccoli parenti o conoscenti, più facili da controllare a differenza degli adulti coetanei.
In altri casi il fenomeno può nascere dal gioco, curiosità, voglia di protagonismo o persino come scopo di lucro.
Il turismo del sesso tranquillamente realizzabile in posti come la Thailandia, in cui esiste l’abuso sessuale verso i minori, difatti ogni bambina in Thailandia a 10 anni è pronta (alla prostituzione), a 20 anni è donna, a 30 anni è vecchia.
Dai pedofili di tutto il mondo, questi luoghi sono identificati come “Paradisi del Sesso”.
Fortunatamente esiste una legge, in vigore dal 3 Agosto 1998 la n°269, che punisce i pedofili in qualsiasi situazione diretta o indiretta alla persona della vittima, turisti sessuali, fruitori o venditori di materiale pornografico a sfondo pedofilo e persino su internet, tramite una pena o una multa. Questa legge punisce gli italiani nel monumento in cui commettono questo tipo di reato anche all’estero.
Oggi esiste un progetto in cui, si tenta di raggiungere uno scopo benefico, portando alla risocializzazione dei pedofili che, con buona volontà e aiuto esterno di esperti in materia, potrebbero allontanarsi da questo tipo di attività negative.
Internet ai nostri giorni è ormai il mezzo di comunicazione più usato per soddisfare qualsiasi esigenza.
Purtroppo oltre che per scopi positivi d’amicizia o di semplice compagnia contro la solitudine, o per lavoro e per studio, anche per scopi negativi, infatti, avvengono scambi di materiale pornografico o ancora pedopornografico, esiste un vero e proprio cyber business in cui si vende e si acquista materiale i cui protagonisti sono i bambini.
Bambini di ogni età in base al quale, secondo il loro pensiero, la qualità del materiale, cambia.
oggi per fortuna è possibile denunciare gli abusi che avvengono tramite internet, grazie alla legge 3 agosto 1998 ci si deve sentire obbligati a farlo per più di una ragione tra le quali la più importante è quella di aiutare i bambini e farli navigare in piena sicurezza.
Esiste, appunto, un settore della polizia di stato, che è proprio diretta all’arresto di distributori di pedofilia in rete.
Chi per via telematica, distribuisse, divulghi o pubblicizzi materiale porno con minori, rischia da 1 a 5 anni di carcere a una multa fino a 50 mila euro.
Chi si limita a regalare (cedere) materiale dello stesso tipo è punire fino a 3 anni o multa fino a 5 mila euro.
Anche se, l’aumento di casi pedofili in internet ripropone di riverificare l’effettiva frequentazione di siti pedofili da persone con reali vizi e frequenti comportamenti problematici o da persone prese solo da un momento di catarsi dell’es.
C’è una piccola considerazione da fare, ed è che il problema più grave per la navigazione in internet di bambini non sarebbe neanche quello di entrare accidentalmente in siti porno pedofili quanto quello di essere addescati da reali cyber pedofili, all’interno dei siti più frequentati dai bambini.

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1 - PREFAZIONE - Bambini vittime della violenza degli adulti sottoposti a molestie sessuali. Sono i fanciulli innocenti, martiri della pedofilia. I fatti di cronaca raccontano di bambini picchiati, violentati, fatti prostituire da gente senza scrupoli, che non esita a sacrificare un bambino per denaro. E a volte si tratta di persone insospettabili, dello stesso nucleo familiare, chiusi in un distruttivo e complice silenzio. Tra le mura domestiche, anche in passato, si sono consumati episodi ripugnanti, inimmaginabile crudezza, dove i valori morali ed etici di una famiglia non sono mai entrati. Famiglie povere, dove l’ignoranza è padrona, ma anche famiglie benestanti, apparentemente unite e felici, dove però la pedofilia è un vizio, una malattia.

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